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Sport sulla neve: quali sono quelli che fanno più soffrire le gambe



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Cimentarsi sulla neve è fonte di grande divertimento e, soprattutto, un’occasione per muoversi all’aperto. Da un’attività ancestrale, come il camminare, ad altre pratiche la cui tecnica invece va appresa con impegno e allenamento, come ad esempio il pattinaggio, lo snowboard o lo sci alpino, quest’ultimo particolarmente impegnativo per il sistema muscolare e neuromotorio. Poi c’è chi preferisce lo sci di fondo, le ciaspole o i pattini. A che cosa deve prestare attenzione chi pratica questi sport invernali? Quali articolazioni sono più a rischio di infortuni? Ce lo spiega il dottor Herbert Schoenhuber, responsabile del centro di traumatologia dello sport e chirurgia artroscopica, IRCCS Istituto ortopedico Galeazzi e presidente della commissione medica della federazione italiana sport invernali.


LO SCI ALPINO E LE GINOCCHIA
A sollecitare maggiormente l’articolazione del ginocchio è «sicuramente lo sci alpino, perché il gesto atletico in semiflessione, quando si curva con gli sci, sollecita molto le anche e le ginocchia da un punto di vista biomeccanico: le ginocchia sopportano circa 5,3 volte il peso corporeo. Per fare un confronto, si pensi che in una camminata veloce sostengono circa 3 volte il nostro peso corporeo e nella corsa quasi 8 volte. Lo sci è quindi di uno sport a medio-alto impatto sull’articolazione del ginocchio. Infatti, i traumi più frequenti per gli sciatori sono quelli distorsivi del ginocchio: un terzo degli sciatori li sperimenta, con diversi gradi di gravità».

SNOWBORAD E ARTI SUPERIORI
La progressione sullo snowboard è piuttosto inusuale perché il nostro corpo, normalmente simmetrico rispetto alla linea del movimento, sulla tavola è ruotato di 90 gradi diventando così asimmetrico. Questa attività «espone di più agli infortuni degli arti superiori e ai traumi cranici rispetto allo sci, ma meno ai traumi di ginocchia e gambe, data la posizione parallela dei piedi sulla tavola».

MAI SOPRAVVALUTARE LE PROPRIE CAPACITÀ
Camminare, ciaspolare e praticare sci di fondo «sono sport aerobici, che migliorano la condizione cardiocircolatoria in generale e coinvolgono meno specificamente la muscolatura».

Quanto ai traumi, «sulle ciaspole o sugli sci di fondo si rischia maggiormente di scivolare, quindi abbiamo un rischio di traumi più contusivi o a carico delle ossa delle gambe e meno a carico del ginocchio». Analogo è il discorso per chi pratica il trekking, i cui rischi principali sono quelli di scivolamento e cadute, con un aumento del pericolo rispetto al periodo estivo per le condizioni esterne di vento e neve.

«Di qui l’ovvio ma importante consiglio di non avventurarsi in quota senza guide esperte – spiega il dottor Schoenhuber – e senza un abbigliamento tecnico adeguato e traspirante, che permetta di essere coperti e di spogliarsi rapidamente quando necessario».

DISTINGUERE IL TIPO DI DOLORE
Spesso non è facile, ma di fronte ad un dolore al ginocchio, bisognerebbe distinguere quello di origine muscolare da quello specifico dell’articolazione del ginocchio. «Il segnale cruciale è il gonfiore del ginocchio dolente che deve imporre il riposo, mentre un dolore più lieve e passeggero, di natura muscolare, può anche passare con il proseguire di un’attività moderata – ci spiega lo specialista – Altra questione è il dolore dopo un trauma come uno scontro sugli sci o una caduta: il dolore da trauma va sempre indagato dal punto di vista clinico».

Può, infatti, esistere una modesta corrispondenza tra sintomatologia e valutazione radiologica e clinica: «si possono infatti avere lesioni post traumatiche anche molto gravi che danno sintomi dolorosi lievi o ridotti: non sempre il dolore è proporzionale al danno, ecco perché il parere del medico e l’indagine diagnostica sono fondamentali».

PAROLA D’ORDINE: PREVENIRE
La prevenzione, naturalmente, rimane fondamentale per cercare di mettersi al riparo dal rischio infortuni. Una muscolatura sviluppata stabilizza l’articolazione. «Occorre arrivare sulle piste da sci allenati, con muscoli e riflessi pronti, grazie sia a un’adeguata preparazione aerobica, sia alla ginnastica presciistica e propriocettiva. È importante non strafare, fare riscaldamento muscolare prima di andare sulle piste e godersi la vacanze e il paesaggio, senza sciare troppe ore consecutive e in condizioni meteo avverse: la stanchezza ci espone maggiormente agli infortuni e agli incidenti. Anche l’alimentazione è importante: banditi i superalcolici e i cibi troppo ricchi di grassi che necessitano di una digestione lunga» puntualizza il dottor Schoenhuber, che lancia un appello a tutti quelli che quest’anno frequenteranno le piste: «È fondamentale poi rispettare alcune minime regole di convivenza sulle piste: dare la precedenza, mantenere le distanze di sicurezza dagli altri sciatori, sciare a velocità ragionevoli».

Fonte La Stampa