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OPI Bologna ricorda Paolo Ferrari, fotoreporter della strage del 2 agosto



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E’ morto a Bologna dopo una lunga malattia Paolo Ferrari, 86 anni, fotoreporter che ha saputo raccontare attraverso la sua macchina fotografica la storia e le storie di Bologna.

Profondo ed unico l’affetto che lo legherà per sempre all’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Bologna a cui Ferrari aveva consentito di riprodurre i suoi scatti unici, capaci di restituire il dramma vissuto da soccorritori e soccorsi il giorno della strage alla stazione.

Proprio grazie a quelle riproduzioni, infatti, ha potuto prender vita il progetto La memoria del soccorso, tanto caro agli infermieri di Bologna che ricordano con la strage anche la nascita del 118 e della cultura del soccorso.

A ricordare Paolo Ferrari con grande commozione è Marco Vigna, fondatore del 118 e responsabile di Bologna soccorso negli anni ‘80-’90.

“Ogni volta che osservo i suoi scatti torno a immergermi in quella realtà. E’ stato capace di lasciarci attraverso quelle immagini la vera anima della strage, che grazie a lui oggi respira ancora. Ogni scorcio, ogni espressione umana, ogni oggetto – persino il bus 37 – non era mai una rappresentazione piatta e referenziale della realtà, ma una profonda ricerca per estrarre le macerie dalla polvere e restituire attraverso una macchina fotografica un piccolo grande mondo: quello umano, psicologico, emotivo, sociale della nostra Bologna”.

“Il valore dei suoi scatti – conclude Marco Vigna – è per noi pari al racconto pittorico dei più grandi artisti del passato. Per raccontare le storie e la storia di Bologna degli anni 70-80 ci sarà sempre Paolo Ferrari”.

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