#noisiamopronti su “la Repubblica” di Bologna

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La campagna social degli infermieri: “Noi siamo pronti, valorizzateci”

Anche il giornale on line “La repubblica” edizione di Bologna mette in risalto l’hashtag #noisiamopronti che in questi giorni sta impazzando sul web

repubblica 3Centinaia di foto. Inviate da Bologna, dove l’iniziativa è nata quasi per caso, da tutta Italia e persino dall’estero, dalla Svizzera e dall’Inghilterra. Gli infermieri si mobilitano online e lanciano la campagna “#noisiamopronti”, affiancata da un altro messaggio abbastanza chiaro: “#valorizzazioneprofessionale”.  Perché? Da qualche settimana nel mondo della sanità l’argomento è esploso, la ferita si è aperta e ha scatenato un vespaio di polemiche: in estrema sintesi, alcuni Ordini dei medici avrebbero messo sotto procedimento disciplinare quei camici bianchi che hanno detto sì a un aumento delle competenze a favore degli infermieri che lavorano a bordo delle ambulanze del 118. Personale specializzato e addestrato, s’intende. Ma che, non essendo medico, secondo alcune sigle non può (e non deve) svolgere determinati compiti. Tra le competenze che sarebbero trasferite anche agli infermieri, ci sono la diagnosi e la somministrazione di farmaci. “Gli Ordini di Bologna, Modena, Ravenna e Piacenza, avrebbero presentato esposti alla procura e aperto procedimenti disciplinari nei confronti di alcuni medici per aver redatto procedure e istruzioni operative che regolano l’intervento di infermieri sulle ambulanze″ scrive l’Ipasvi (il collegio che tutela e rappresenta gli infermieri) sul proprio sito. Nel capoluogo, tra i medici nel mirino c’è pure Giovanni Gordini, primario del reparto di Emergenza urgenza dell’Ausl di Bologna. “La nostra protesta è nata spontaneamente per dimostrare che la questione sollevata dall’ordine dei medici è una questione di casta – dice Andrea Finelli, infermiere del 118 -. Tutte le società scientifiche più accreditate danno ragione al fatto che il nostro sistema è all’avanguardia sull’utilizzo dei protocolli infermieristici”. (di ROSARIO DI RAIMONDO) 

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