Aorta addominale, per rottura 6mila decessi l’anno in Italia. L’80% muore prima dell’arrivo in ospedale

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Per aneurisma dell’aorta addominale (Aaa) si intende una dilatazione segmentale dell”aorta addominale eccedente del 50% il normale diametro del vaso.

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Fonte: wikimedia.org/wikipedia

La sua rottura e’ spesso letale e tra i pazienti che arrivano ancora vivi in centri qualificati la mortalita’ rimane altissima (tra il 25-50%), mentre sono i soggetti di sesso femminile a mostrare una mortalita” piu” elevata.

In Italia la rottura dell”Aaa e’ un evento che causa 6mila morti ogni anno: in particolare, l’80% dei pazienti muore prima di arrivare in ospedale, dove la mortalita” degli interventi eseguiti in emergenza e” del 50%. Tale rischio, al contrario, si riduce al 3% quando l”intervento puo” essere fatto in elezione.

Sono alcuni dati forniti dalla Siapav (Societa’ italiana di Angiologia e Patologia Vascolare). “L’aneurisma dell”aorta addominale- fa sapere la societa”- ha un’incidenza stimata nella popolazione generale tra il 4 e l’8%. L’evoluzione naturale e’ la rottura, un evento drammatico che ha una mortalita’ enorme (80-90%), considerando anche le morti prima di arrivare in ospedale; al contrario, se viene diagnosticato e trattato prima della rottura le possibilita” di successo si avvicinano al 97-98%. Ancora oggi, tuttavia, continuano ad arrivare in pronto soccorso persone con aneurismi rotti o fissurati di 8-10 cm di diametro di cui non sapevano nulla. La stragrande maggioranza sono individui ben al di la’ negli anni, quasi sempre con piu’ fattori di rischio cardio-vascolari, che certamente avrebbero meritato di sottoporsi ad un esame ecografico dell”addome.

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Da questi dati della Siapav deriva l’esigenza di identificare gli aneurisma dell”aorta addominale (Aaa) e trattarli prima che si rompano.

L’Aaa- spiegano dalla societa’- e’ causato da un processo degenerativo (prevalentemente di tipo aterosclerotico), coinvolgente tutti gli strati della parete aortica. Si conoscono alcuni fattori di rischio non modificabili: eta’ avanzata, sesso maschile e familiarita’. A partire dai 50 anni negli uomini e tra i 60 e i 70 nelle donne, l’incidenza di Aaa aumenta significativamente per ogni decade d’eta’.

Il rischio di sviluppare un Aaa, poi, e’ di circa 4 volte maggiore nel sesso maschile rispetto al sesso femminile- aggiunge la Siapav- la familiarita’ inoltre comporta un rischio di circa 4 volte superiore. Tra i fattori di rischio modificabili il fumo e’ il principale; altri fattori di rischio sono ipertensione, ipercolesterolemia, obesita’ e preesistente arteriopatia occlusiva. Il diabete mellito, viceversa, riduce il rischio.

La prevalenza dell”Aaa era stimata del 4-8% nella popolazione maschile tra i 65 e gli 80 anni. Dati piu” recenti mostrano una prevalenza minore (2,2%), probabilmente grazie alla progressiva modificazione dei fattori di rischio- concludono gli esperti- in particolare il fumo”.

Fonte: Dire

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