Ecco il ”calendario vaccinale per la vita 2016”

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Roma, 30 set. – Tra l’autorizzazione, l’immissione in commercio di un nuovo vaccino e il suo inserimento nei programmi di immunizzazione servono in media sei anni.

In attesa dell’approvazione del Piano nazionale prevenzione vaccinale 2016-18 quattro societa’ e associazioni medico-scientifiche che si occupano di vaccinazioni (SItI, Sip, Fimp e Fimmg) hanno elaborato la terza edizione del ”Calendario per la vita” che propongono ogni due anni. Il testo e’ stato presentato a Roma nella sede dell’Enpam. “Le vaccinazioni- ricordano gli esperti- rappresentano l’unico strumento di prevenzione di malattie infettive che possono avere esiti anche fatali o fortemente invalidanti”.

Commenta Carlo Signorelli, presidente della Societa’ italiana di Igiene Medicina preventiva e Sanita’ pubblica: “Con soddisfazione abbiamo riscontrato il recepimento di molti suggerimenti del calendario 2014 nella bozza di Piano nazionale di prevenzione vaccinale e soprattutto in alcuni calendari regionali approvati e adottati tra cui Veneto, Liguria, Puglia, Calabria e Sicilia. Anche se di minor rilievo (nessuna vaccinazione aggiuntiva) ci auguriamo che le integrazioni ed estensioni qui proposte trovino spazio per una profilassi sempre piu’ coerente con le evidenze scientifiche. Questo Calendario, condiviso da un ampio gruppo di lavoro delle quattro sigle, verra’ inviato al ministero della Salute e a tutti gli assessorati regionali”.

Prosegue Giovanni Corsello, presidente della Societa’ italiana di Pediatria: “Questo Calendario si prefigge anche l’obiettivo di tutelare la mamma e il neonato sin dalla gravidanza, attraverso la previsione della vaccinazione difto-tetano pertosse in gestazione. Il rispetto dei tempi delle vaccinazioni previste dal Calendario e’ di fondamentale importanza al fine di non inficiare l’obiettivo della migliore protezione dei bambini”. I pediatri di famiglia ritengono inoltre utile e necessario il riconoscimento del proprio ruolo nell’assistenza all’eta’ pediatrica che deve essere inteso non solo di diagnosi e cura ma anche di prevenzione.

“Nella elaborazione della revisione biennale del Calendario- spiega Giampietro Chiamenti, presidente della Federazione italiana Medici Pediatri- abbiamo ritenuto importante introdurre, accanto alle note tecnico scientifiche, anche considerazioni sulle strategie vaccinali in modo da ottimizzare le risorse per il mantenimento di coperture vaccinali adeguate. Esperienze come quella attuata dalla Regione Toscana, che ha affidato al pediatra di famiglia un ruolo attivo nelle vaccinazioni, devono essere tenute in evidenza e laddove possibile essere estese. Questo ruolo del pediatra deve essere considerato anche nell’eta’ adolescenziale, periodo particolarmente fragile e difficile da raggiungere”.

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Il Calendario

Nella revisione del ”Calendario per la Vita” e’ stata posta attenzione anche a due particolari aspetti proiettati verso l’eta’ adulta:

1) il vaccino antimeningococco B, da pochi anni introdotto e gia’ raccomandato nella fascia di eta’ del lattante, che puo’ e “deve trovare spazio anche nell’adolescente, considerando situazioni di rischio individuale (asplenia e immunodeficienze in primis) epidemiche (casi nell”ambito sociale di frequentazione, ancor piu’ rilevante oggi in considerazione di viaggi per motivi di studio o vacanza) e per l’impatto sull’alto numero di portatori”;

2) l’interesse della corretta informazione vaccinale alla gravida la cui protezione, prevista dal ”Calendario per la Vita”, a lei stessa e al nascituro, viene “estesa con l’offerta del vaccino contenente l’antipertosse, sicuro ed efficace anche se somministrato nella forma associata”.

Spiegano ancora gli esperti: “Nel 50% dei casi di pertosse contratta dal neonato, ed e’ nota la sua gravita’ che spesso necessita di ricovero in rianimazione con rischi di decesso, e’ un adulto a trasmettergliela e nella meta’ di questi casi e’ proprio la mamma a essere inconsapevole e incolpevole contagiante; da qui una forte raccomandazione da estendere in primis ai pediatri e medici di famiglia, ai ginecologi e alle ostetriche che, insieme ai pediatri, sono in massima parte organizzatrici del Corso di accompagnamento alla nascita”.

Accanto alla vaccinazione antipertosse, il board scientifico che ha elaborato il ”Calendario per la Vita 2016” richiama “la fondamentale importanza di estendere la copertura per la vaccinazione contro l’influenza nella donna in gravidanza durante il secondo o terzo trimestre, viste le possibili serie complicanze in caso di influenza sia per la madre, sia per il nascituro”.

 

Le novità per l’età pediatrica

Venendo all’eta’ pediatrica tradizionalmente intesa, le novita’ del ”Calendario per la Vita 2016” sono due:

1) Una forte, motivata e consapevole raccomandazione al”estensione della vaccinazione antinfluenzale anche ai bambini sani dell”eta” pre scolare, in analogia a quanto da anni viene praticato in altri Paesi, come il Regno Unito, superando le ataviche resistenze istituzionali verso tale estensione. Sono noti infatti il ruolo di ”diffusore virale” del bambino e i rischi associati ai primi anni di vita ed e’ tempo ormai che si colga la disponibilita’ al coinvolgimento attivo del pediatra di famiglia che, alla pari del medico di famiglia, puo’ essere coinvolto nelle campagne antinfluenzali.

2) la proposta di possibile anticipo della vaccinazione antirotavirus alla sesta settimana di vita per ottenere un duplice scopo: da un lato la massima efficacia della vaccinazione contro le forme piu’ gravi di gastroenterite direttamente proporzionali alla minore eta’ del soggetto, dall’altro la massima sicurezza possibile in quanto i pur rarissimi casi di invaginazione conseguenti alla prima dose del vaccino, sono pressoche’ assenti in questa eta’ rispetto alle settimane successive.

Vaccinare prima per proteggere prima e in modo ancor piu’ sicuro. Gli esperti sono tutti concordi che programmare le vaccinazioni nei pazienti nel modo piu’ efficace e sicuro sia una priorita’ “imprescindibile per offrire salute, vincendo quella resistenza ai vaccini che purtroppo si e’ creata negli ultimi anni attraverso ”falsi miti””. Aggiunge Tommasa Maio, responsabile Area Vaccini di Fimmg: “Il ”Calendario per la Vita”, giunto alla terza edizione, e’ ormai diventato un punto di riferimento per i medici di medicina generale, poiche’ rappresenta uno strumento in grado di colmare il debito informativo su tutto cio” che la ricerca in campo vaccinale ci mette a disposizione ed e” supportato, per il suo utilizzo, da chiare evidenze scientifiche. Anche rispetto alla piu” nota delle vaccinazioni per gli adulti, l”anti influenzale, nelle ultime stagioni abbiamo dovuto registrare i livelli piu” bassi di coperture mai raggiunti. Il ”Calendario” offre risposta a questo problema attraverso l”evidenza scientifica, il richiamo alle corrette pratiche di sanita” pubblica, e la promozione di una cultura vaccinale omogenea grazie alla quale tutti gli operatori condividano obiettivi, strategie e metodi”, conclude. (Wel/ Dire)

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