Tumori, cresce numero di diagnosi: in 5 anni +20%

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Il numero degli italiani con una diagnosi di tumore (recente o lontana nel tempo) continua a crescere: erano 2.600.000 nel 2010 e 3 milioni nel 2015, con un aumento del 20% nel corso di 5 anni. Di questi 3 milioni, 1 persona su 4 puo’ considerarsi ”gia’ guarita” perche’ e’ tornata ad avere un’aspettativa di vita simile a quella della popolazione generale, cioe’ di chi non ha mai avuto una diagnosi di tumore.

La maggioranza delle persone guarite dal cancro purtroppo non torna ad una vita normale e nell’insieme costituisce la nuova ”disabilita’ di massa”, con conseguenti impatti negativi non soltanto sul piano sanitario ma anche sociale, lavorativo ed economico. Sono alcuni dei dati contenuti nell’VIII rapporto annuale dell’Osservatorio sulla condizione assistenziale dei pazienti oncologici della Favo (Federazione italiana delle associazioni di volontariato in Oncologia), in collaborazione con il Censis, presentato questa mattina a Roma nella Sala degli Atti Parlamentari-Biblioteca Spadolini del Senato. “Una volta superata la fase acuta- emerge dal rapporto- le persone guarite si sottopongono soltanto a controlli in grado di anticipare la diagnosi di una eventuale ricaduta della malattia, trascurando tutti gli aspetti relativi: alla riabilitazione oncologica che non e’ soltanto fisica ma anche nutrizionale, psicologica, cognitiva e sessuale; alla prevenzione terziaria che riguarda la comparsa di secondi tumori (nel 15% di questa fascia di popolazione); comparsa di complicanze tardive di carattere cardiologico, respiratorio e gastrointestinale anche a distanza di anni, conseguenti ai trattamenti chirurgici, chemioterapici e radioterapici subiti”. (Cds/Dire)

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