‘Alla ricerca dell’autismo perduto’, le famiglie si raccontano

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locandina-ufficile_tommylow-239x300L’inchiesta centrale del numero di aprile di Superabile Inail: tanti modi di raccontare l’autismo a partire dal docu-film “Tommy e gli altri” di Gianluca Nicoletti. Inoltre, l’intervista al giovane stilista disabile Riccardo Aldighieri e in tema di sport la storia della squadra di calcio per diasabili del Chievo (RED.SOC.)

ROMA – E’ andato in onda sui canali Sky il primo e il 2 aprile, Giornata mondiale della consapevolezza per l’autismo, “Tommy e gli altri”, il docu-film realizzato dal giornalista e scrittore Gianluca Nicoletti insieme al regista Massimiliano Sbrolla. Il documentario, che segue due libri autobiografici firmati dallo stesso Nicoletti, racconta il viaggio dell’autore insieme al figlio Tommaso, ragazzo autistico da poco entrato nella maggiore eta’.

 

 

Ma la storia di Tommy, gia’ noto a tanti per essere protagonista dei due bestseller Mondadori “Una notte ho sognato che parlavi” e “Alla fine qualcosa ci inventeremo”, e’ solo un pretesto per raccontare l’autismo nascosto, ovvero la vita di tanti giovani autistici e delle loro famiglie da Nord a Sud della Penisola. E da questo racconto prende spunto l’inchiesta centrale del numero di aprile del magazine SuperAbile Inail, intitolata appunto “Alla ricerca dell’autismo perduto”.

“In qualsiasi posto d’Italia, qualunque possa essere la condizione economica delle famiglie, la conclusione e` sempre la stessa – spiega Nicoletti -. Non hanno alternativa: o restano con i genitori o non si sa dove vanno a finire”. Solo negli ultimi anni sono almeno una cinquantina le opere di narrativa e i saggi divulgativi pubblicati da piccoli, grandi e medi editori in Italia. E molti hanno come protagonisti persone con sindrome di Asperger, una forma di autismo ad alto funzionamento che non vede compromesse le capacita’ cognitive.

“L’autismo ad alto funzionamento ci porta a interrogarci su questioni come quella della comunicazione e delle relazioni con gli altri che riguardano qualsiasi persona – sottolinea Sante Bandirali, direttore editoriale di Uovonero, casa editrice specializzata nell’autismo nata 7 anni fa -. Tutti noi siamo dovuti passare per la scoperta delle regole non scritte dell’interazione sociale, e non e` stato un passaggio indolore”. “Fino a qualche tempo fa c’era soltanto Rain Man, che ha condizionato profondamente l’immaginario sull’autismo nel nostro Paese”, aggiunge Giuseppe Cacace, direttore artistico dell’As Film Festival, una manifestazione che nei suoi 4 anni di vita ha portato in Italia circa 100 cortometraggi sulla condizione autistica provenienti da tutto il mondo.

“In quel film – prosegue – Dustin Hoffman non rappresentava l’autismo in generale, ma solo un singolo tipo di autismo. I corti proiettati durante il festival, invece, mostrano tanti modi differenti di vivere questa particolare condizione” si tratta di rappresentazioni quasi sempre sorprendenti, che vanno al di la` degli stereotipi e riflettono la cultura del Paese di provenienza”. – Sempre sul tema dell’autismo, e’ possibile leggere sul magazine SuperAbile un servizio sul laboratorio modenese dove giovani autistici imparano a preparare la pasta fresca.

Il progetto, ideato dall’associazione Aut Aut Modena con la collaborazione dello chef Massimo Bottura, coinvolge una ventina di persone che vengono istruite nell’arte di tirare la sfoglia e di confezionare tortelli. Da non perdere poi l’intervista Riccardo Aldighieri, vicentino di 19 anni che studia per diventare stilista e cammina con il deambulatore. Dotato di grinta e grande fascino, e’ stato scelto dalla fotografa Micaela Zuliani come immagine simbolodel suo libro sul ritratto maschile.

La fotografa per sensibilita’ e formazione si occupa molto delle tematiche sociali (e’ l’autrice del progetto fotografico “Boudoir disability”), ma questa volta il giovane e’ stato scelto fra tanti modelli per il suo carisma e la sua bellezza. In tema di sport, invece, SuperAbile Inail racconta la storia della squadra di calcio disabili del Chievo: la storica societa` calcistica veronese ha creato, infatti, una squadra composta da giocatori con disabilita` intellettive che ora puntano a partecipare al “Quarta categoria”, il torneo gemellato con la serie A.

Nella sezione tempo libero, infine, un’esperienza di accessibilita’ e autonomia: un progetto, sostenuto dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali, ha creato nuovi strumenti per permettere di “osservare” il cielo anche a chi non puo’ vedere. Promosso dall’associazione Apa-Lan, il progetto si avvale della collaborazione dell’Unione astrofili italiani e del’Unione italiana ciechi e ipovedenti, nonche’ dell’aiuto di un maggiore dell’aeronautica in pensione. (ap) (www.redattoresociale.it)

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