Bimbo con tetraparesi spastica torna a riconoscere la madre grazie alla riabilitazione

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Dopo un bruttissimo incidente, che gli aveva provocato un grave danno cerebrale, la diagnosi per Giovanni, un bambino di tre anni, sembrava senza appello: tetraparesi spastica. Ma con un mirata riabilitazione e’ passato dallo stato vegetativo a riuscire a riconoscere il volto di sua madre. Ma non solo: oggi Giovanni orienta gli occhi, controlla la testa e ricerca il contatto fisico con le persone care.

Dietro questa conquista c’e’ il lavoro dell’Istituto Serafico di Assisi, un centro di riabilitazione per disabili gravi specializzato in studi sulla plasticita’ cerebrale e convenzionato con il Servizio sanitario nazionale. “Solo una mamma- racconta la madre di Giovanni- puo’ capire cosa posso aver provato nell’attimo in cui mio figlio e’ tornato a riconoscermi. Non ci sono parole, certe emozioni si vivono e si conservano nel cuore per sempre. La strada davanti a noi resta in salita e piena di curve, ma oggi la percorriamo con la consapevolezza di poterla percorrere senza paura”.

Incapace di seguire con lo sguardo gli stimoli visivi e con la mancanza del controllo del capo, Giovanni accennava saltuariamente solo piccoli movimenti degli arti superiori non finalizzati; spesso dormiva e non era risvegliabile neanche se stimolato. Oggi le sue condizioni di salute restano gravi, ma i progressi in questi 12 mesi lasciano ben sperare e riempiono il cuore dei suoi genitori e di tutti gli operatori dell’Istituto di Assisi. “Giovanni adesso e’ capace di seguire con gli occhi non solo lo sguardo della persona che ha davanti- fanno sapere dall’Istituto- ma, se stimolato verbalmente, gira la testa verso la fonte. Oltre alla ripresa della capacita’ di controllo del capo, riesce anche in movimenti finalizzati degli arti, sia quelli spontanei sia quelli su richiesta. A questi progressi motori si accompagna un graduale miglioramento dello stato di coscienza, della capacita’ di riconoscimento delle voci, della modulazione delle emozioni e della capacita’ di ricercare il contatto delle persone”.

Spiega il direttore sanitario del Serafico di Assisi, Sandro Elisei: “Al suo arrivo al centro, per Giovanni e’ stato delineato un progetto personalizzato, inizialmente incentrato soprattutto su un lavoro di maternage e stimolazioni corporee basali, finalizzate a favorire la relazione terapeutica e l’interazione con l’ambiente. Successivamente sono stati attivati percorsi riabilitativi-abilitativi quotidiani dell’area motoria per il potenziamento, in particolare, delle abilita’ oculo motorie di base, dell”attenzione visiva, dell”inseguimento dello sguardo e dell”orientamento del capo verso l”oggetto proposto”. Contemporaneamente Giovanni ha seguito percorsi dell”area sensoriale con pluristimolazioni corporee con il metodo ”Snoezelen”, strutturate sia per incrementare l’attivita’ motoria spontanea sia per evocare stimoli propriocettivi per la percezione del corpo. Un ruolo fondamentale lo ha avuto anche l’introduzione di un percorso di musicoterapia, quale mediatore e facilitatore di risposte motorie spontanee. (Cds/ Dire)

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