Roma, al gemelli punto su tecnologie in tumori epatici

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ambulance-1822457_960_720Le piu’ innovative procedure e tecnologie di radiologia interventistica nel trattamento dei tumori epatici saranno al centro del meeting ”MIO-Live” (Mediterranean Interventional Oncology), in programma oggi, lunedi’ 30, e domani, martedi’ 31 gennaio, promosso dall’Istituto di Radiologia dell’Universita’ Cattolica e dall’Area Diagnostica per immagini del Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma (aula Brasca, inizio lavori ore 8.30). Presiedono il meeting il professor Cesare Colosimo e il dottor Roberto Iezzi. Ampio spazio nei due giorni di congresso alle procedure ”live” di alcolizzazione, ablazione, chemioembolizzazione e radioembolizzazione per il trattamento di tumori epatici primitivi e secondari, intervallate con letture introduttive e brevi presentazioni. Le indicazioni e le procedure saranno dibattute dai partecipanti con l”ausilio di ”discussant” multidisciplinari. La ”faculty” e’ composta dai piu’ autorevoli esperti, provenienti dalla maggior parte dei paesi dell”area mediterranea. Il congresso infatti, vuole rappresentare un crocevia tra le diverse realta’ internazionali mediterranee, dando spunti per una fattiva discussione e collaborazione. “La radiologia interventistica e’ ”un’ultra-specialita’ clinica” della radiologia, focalizzata sulla diagnosi e sul trattamento mininvasivo di numerose patologie mediante la guida e il controllo delle metodiche radiologiche, quali fluoroscopia, tomografia computerizzata, risonanza magnetica, ecografia che – con lo sviluppo tecnologico degli ultimi anni – rappresenta uno dei campi in piu’ rapida evoluzione della medicina”, spiega Colosimo. Questi trattamenti vengono eseguiti in maniera mini-invasiva ”percutanea”, ossia senza richiedere alcuna esposizione chirurgica dei distretti corporei su cui si opera, prevalentemente in anestesia locale, solo raramente in sedazione profonda, senza necessita’ di anestesia generale. I risultati sono minore stress per il paziente, riduzione del dolore, degli effetti collaterali e delle complicanze, ma soprattutto accorciamento dei tempi di ricovero ospedaliero e ripresa piu’ rapida delle normali attivita’ quotidiane (rispetto ai pazienti trattati con le terapie chirurgiche ”convenzionali”).

L’attivita’ di Radiologia Interventistica del Policlinico Gemelli e’ un punto di riferimento nazionale ed internazionale, con una casistica che supera 2.000 procedure ogni anno. L’introduzione di nuovi materiali, sempre piu’ performanti, consente procedure piu’ precise, efficaci e sicure. “In questo ambito si sta lavorando sull’introduzione di nuove tecniche e di nuovi materiali, con l’obiettivo di ampliare le indicazioni anche a pazienti con malattie in stadio avanzato- afferma Iezzi, radiologo interventista dell’Uoc di Radiologia d’Urgenza del Gemelli- anche pazienti un tempo considerati non curabili possono essere trattati, con buone possibilita’ di cura e rischi contenuti”. Inoltre si stanno implementando tecniche che sommano piu’ trattamenti, per esempio procedure combinate nel trattamento di lesioni tumorali epatiche, procedendo in un’unica seduta all’esecuzione della termoablazione e chemio-embolizzazione arteriosa (cioe’ chemioterapia selettiva, seguita dall’occlusione del vaso che vascolarizza la lesione tumorale). Con questi approcci si possono allargare le indicazioni alla termoablazione ed estenderle alla cura- in un’unica seduta- di tumori di maggiori dimensioni, multipli o localizzati in sedi ”difficili” tecnicamente complesse, con grande efficacia e sicurezza. “La radiologia interventistica oncologica rappresenta una delle aree di eccellenza del nostro Policlinico- continua Iezzi- grazie soprattutto ad una stretta collaborazione con tutti gli altri specialisti clinici che si occupano dei pazienti. Con questa collaborazione multidisciplinare si puo’ ottenere innanzitutto la corretta selezione dei pazienti che possono giovarsi a pieno della disponibilita’ di tecnologie avanzate e dell”eccellenza delle diverse ed integrate metodologie impiegate nel Gemelli, con i migliori risultati in termini di successo tecnico, guarigione e sopravvivenza dei nostri pazienti. Va sottolineato infine che le tecniche di radiologia interventistica rappresentano un’opzione di trattamento aggiuntiva ormai consolidata e comprovata, per pazienti con patologie tumorali, che si affianca (e non si contrappone) agli altri possibili trattamenti chirurgici, chemioterapici e radioterapici”. (Wel/ Dire)

 

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