Tumori urologici, Italia prima in Europa per guarigioni

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Napoli, 21 apr. – Il malato oncologico soggetto attivo delle scelte terapeutiche da intraprendere. È questo uno dei tanti temi e obiettivi che affronta il XXVII Congresso Nazionale SIUr0 – Societa’ italiana di urologia oncologica – in programma a Napoli nelle giornate di oggi e domani, 22 aprile.

Il “Curing with care: non solo efficacia”, questo il titolo del Congresso, vede la partecipazione di oltre 600 esperti provenienti da tutta Italia.

Di particolare interesse scientifico, come evidenziato nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’evento, il tema della gestione multidisciplinare del paziente con tumore genito urinario e quello inerente il garantire al paziente una buona qualita’ della vita durante e soprattutto dopo la malattia. “Curare la malattia e restare in vita e’ spesso il pensiero dominante di molti nostri pazienti – afferma il prof. Valdagni -. Si tratta di una preoccupazione piu’ che legittima che pero’ spesso lascia poco spazio per considerare gli effetti collaterali di alcune terapie. Oppure per valutare i reali rischi e benefici delle cure. Oggi grazie all’innovazione medico-scientifica le neoplasie genito-urinarie sono sempre piu’ delle patologie croniche. Quindi e’ necessario spostare l’attenzione dall’urgenza della cura dell’organo malato alla presa in carico della persona a 360°. Un’esperienza come il cancro implica, infatti, anche tutta una serie di fattori fisiologi, psico-emozionali, sociali che non possono essere sottovalutati. La scelta del tipo di trattamento deve quindi – conclude – anche contemplare aspetti non secondari come la salvaguardia della fertilita’, il ritorno all’attivita’ sessuale dopo il tumore e il reinserimento del paziente nel mondo del lavoro”.

In Italia il numero dei pazienti con una diagnosi di tumore urologico e’ cresciuto notevolmente. Sono oltre 780mila gli italiani che stanno lottando o hanno sconfitto un carcinoma della prostata (398mila), della vescica (253mila), del rene (97mila) e del testicolo (38mila). Erano “solo” poco piu’ di 560mila nel 2012. Dati presentati che pongono l’Italia al primo posto in Europa per guarigioni. Un traguardo raggiunto grazie alla competenza e specializzazione di diversi specialisti clinici come oncologi, urologi, radioterapisti, patologi, infermieri, esperti di riabilitazione, psicologi e assistenti sociali. “La nostra Societa’ Scientifica – spiega il prof. Giario Conti Segretario Nazionale della SIUrO – e’ nata proprio per incrementare la collaborazione tra queste diverse figure professionali e per promuovere la gestione multidisciplinare del paziente oncologico. In questo modo e’ possibile favorire l’appropriatezza diagnostica e terapeutica-osservazionale, facilitare l’accesso alle cure disponibili, migliorare la qualita’ di vita dei pazienti e di conseguenza ottimizzare anche l’utilizzo delle risorse del nostro servizio sanitario nazionale”.

In Italia i dati sulla sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi di un tumore genito-urinario sono piu’ alti rispetto alla media europea. Questo vale per il carcinoma della vescica (78% e 68%); del rene (67% e 60%) e della prostata (88% e 83%). “Sono numeri incoraggianti che dimostrano l’ottimo livello di assistenza che il nostro sistema sanitario nazionale riesce a garantire ai pazienti – sostiene il prof. Valdagni -.

L’Italia e’ all’avanguardia in Europa anche per quel che riguarda la sorveglianza attiva nel tumore della prostata. Questa patologia oncologica presenta un’alta incidenza e ogni anno fa registrare oltre 35mila nuovi casi. Circa 10mila di queste neoplasie sono pero’ poco aggressive e di dimensioni ridotte. Possiamo quindi monitorarle attraverso esami specifici e controlli periodici invece di ricorrere a terapie radicali e invasive”. “Otto pazienti su dieci riescono ormai a sconfiggere la malattia – aggiunge Conti -. Tuttavia resta ancora molta strada da percorrere soprattutto per quanto riguarda la prevenzione primaria e secondaria. La meta’ delle neoplasie del tratto urinario sono causate dal fumo di sigaretta.

Sedentarieta’ e dieta ricca di grassi sono importanti fattori di rischio che aumentano la possibilita’ di insorgenza di un tumore del rene o della prostata. Per quanto riguarda invece il carcinoma del testicolo ancora pochi giovani si sottopongono regolarmente a visite di controllo in grado di diagnosticarlo in fase precoce. Quindi stili di vita sani e controlli regolari sono da promuovere tra tutta la popolazione”. (Gup/ Dire)

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