N. 1 – EDITORIALE

ANNO XIV – N.1 – FEBBRAIO 2002

 


 

EDITORIALE

 

UN ALTRO TASSELLO IMPORTANTE E’ ANDATO AL SUO POSTO”

 

L’anno 2001 si e’ chiuso con il decreto legge 12 novembre 2001 n. 402 “Disposizioni urgenti in materia di professioni sanitarie”, peraltro convertito in Legge il 21 dicembre u.s. e il 2002 si e’ aperto con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 8 del 10 gennaio 2002 (serie generale), della Legge 8 gennaio 2002 N. 1 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 12 novembre 2001, n. 402, recante disposizioni urgenti in materia di personale sanitario”.

 

La suddetta legge, pubblicata e commentata nella sezione “Normativa” di questa rivista, da’  disposizioni su piu’ aspetti riguardanti il personale sanitario; il tassello che qui si vuole commentare e’ il risultato raggiunto con l’equipollenza del titolo di Infermiere Professionale, di Assistente Sanitario e di Vigilatrice d’Infanzia, al diploma universitario di infermiere e alla laurea triennale in infermieristica.

 

Ho sempre sostenuto, e il Consiglio Direttivo e’ sempre stato d’accordo, che questo obiettivo sarebbe stato raggiunto e, nell’attesa, era indispensabile, da parte di coloro che non ne erano in possesso, acquisire il diploma di scuola secondaria superiore per potere accedere ai corsi universitari.

 

Grande soddisfazione e tanta gratitudine alla Presidente e al Comitato Centrale della Federazione Nazionale IPASVI, per il lavoro svolto, sostenuti dal Consiglio Nazionale e supportati dalla “forza” di tutti i professionisti iscritti agli Albi di tutti i Collegi.

 

Frequentemente, nel sottolineare il significato dell’appartenenza al Collegio IPASVI, esprimo la convinzione che si tratta di una comunita’  scientifica che agisce attraverso un sapere, un essere ed un fare strettamente correlati tra di loro e necessari l’uno agli altri. L’avere riconosciuto che anche il precedente modello formativo aveva i connotati assimilabili alla formazione universitaria premia la serieta’  (e la severita’ ) con cui veniva svolta la formazione prima dell’ingresso nell’Universita’ .

 

A partire dal profilo di ogni singola professione, includendo le Leggi n. 42/1999, n. 251/2000, il Regolamento n. 509/1999, il Codice deontologico, le stesse leggi sanitarie e numerosi altri documenti nazionali e regionali ci fanno dire che e’ tempo di dare concretezza ai risultati raggiunti ed a tutti noi e’ richiesto un ulteriore impegno in particolare sul piano innovativo riguardante l’organizzazione del lavoro, lo sviluppo delle competenze, l’assunzione delle specifiche responsabilita’  ed una particolare qualita’  relazionale con i cittadini che accedono ai servizi sanitari. Questo, oltre ad un auspicio, e’ un augurio che ci facciamo, altrimenti le leggi, pur belle e importanti, rimangono nel “cassetto”.

 

Cleopatra Ferri

 

  

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