BolognaToday: Gli infermieri del 118 hanno formazione specifica e continua

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Polemica sui protocolli infermieristici del 118. A pochi giorni dalla notizia della sospensione dei 4 medici dall’Ordine, la polemica non si placa.

Il primo ad intervenire è l’Assessore alla Salute del Comune di Bologna Rizzo Nervo (link): “Il Modello 118 di Bologna ha fatto scuola“, seguito dall’intervento al Senato della Sen. Annalisa Silvestro: “I medici sono stati direttamente sanzionati; ma sono stati indirettamente sanzionati anche gli infermieri che con quei medici si impegnano per curare ed assistere“. Subito dopo è lo stesso Ministero della Salute a chiedere spiegazioni all’Ordine Bolognese.

Sui social, in poche ore, riprende con energia l’hashtag #noisiamopronti, con decine di foto di infermieri inviate al Collegio IPASVI di Bologna a sostegno degli infermieri e dei medici coinvolti. Viene creato un gruppo su Facebook – #noisiamopronti – che in tre giorni raggiunge oltre 3300 iscritti da tutta Italia e dall’estero (infermieri italiani emigrati).

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Dopo i vari articoli di stampa (tra cui il quotidiano La Repubblica) interviene oggi, con un articolo di approfondimento, il popolare quotidiano on line “BolognaToday”. E lo fa cercando di spiegare quanto accade in questi giorni a Bologna, epicentro di un fenomeno che ha destato l’attenzione e la preoccupazione di tutta la comunità professionale. Nell’articolo, si parla della questione nello specifico. Maria Grazia Bedetti, Presidente del Collegio IPASVI di Bologna spiega:

A Bologna la notizia ha lasciato sconcertati sia medici che infermieri. In poche ore abbiamo avuto riscontro che in tutta Italia e lo sgomento era molto alto. Il fatto riportato dal quotidiano si inserisce in un percorso di confronto/scontro fra professionisti, amministratori e politici locali iniziato da un anno quando un sindacato medico, lo SNAMI, è intervenuto sui media per criticare l’attuale organizzazione del servizio di emergenza territoriale riferendosi a due diversi episodi in cui erano intervenuti in prima battuta, coerentemente con i protocolli di riferimento, gli infermieri del 118.

Già da allora il Collegio degli infermieri era dovuto intervenire per rassicurare i cittadini sulla legittimità delle attività svolte dagli infermieri del 118 sia in termini giuridici (le attività svolte rientrano nell’ambito di autonomia professionale riconosciuto dalle norme che regolamentano l’esercizio della professione) che scientifici (le attività svolte fanno riferimento a Linee Guida internazionali adottate quindi in tutto il mondo) nonchè deontologici (gli infermieri fondano il loro operato su conoscenze certificate e continuamente aggiornate) e per raccogliere la rabbia e la frustrazione di tutta la comunità infermieristica che nella disconferma del lavoro svolto dai colleghi del 118 ha riconosciuto una disconferma più generale delle proprie competenze certificate e acquisite dopo anni di studio accademico; delle abilità tecnico scientifiche manutenute costantemente nel tempo; delle esperienze professionali pluriennali basate sulla collaborazione e quindi sulla convinzione che professionisti diversi, con competenze diverse, debbano integrarsi per un risultato comune: la miglior salute per i cittadini.

Da evidenziare, nell’articolo, il passaggio sulla formazione universitaria – di base e specialistica – dell’Infermiere. Aggiunge Bedetti:

“Molti degli infermieri che lavorano nell’area dell’emergenza hanno un Master in Area Critica.Formazione permanente : per mantenere l’abilitazione all’esercizio i professionisti sanitari, e quindi anche gli infermieri, devono partecipare ad iniziative di aggiornamento accreditate per un totale di circa 50 ore l’anno”.“

Leggi l’articolo completo link

 

Il sito web di BolognaToday

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