“L’Ospedale entra in casa”. Con la telemedicina per i più piccoli

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Abbattere le barriere tra Ospedale e territorio. Questo il focus dell’incontro che si è svolto il 24 febbraio scorso al Bambino Gesù di Roma, in occasione dell’incontro semestrale con le associazioni di volontariato che collaborano a diverso titolo con l’ospedale.
All’evento hanno partecipato, per l’Ospedale, la Presidente Mariella Enoc, la responsabile dell’accoglienza e dei servizi per la famiglia Lucia Celesti, Giuseppe Palumbo, onco ematologo, Alberto Tozzi, responsabile di Telemedicina, Immacolata Dall’Oglio, coordinatore infermieristico e Don Luigi Zucaro, il cappellano della sede del Gianicolo, oltre ai rappresentanti di alcune delle 100 associazioni che sostengono l’ospedale.

L’incontro è stata un’opportunità di scambio tra personale medico, infermieristico e dedicato all’accoglienza, che si è confrontato con le associazioni e con le persone che usufruiscono dei servizi offerti, per renderli migliori e sempre in linea con i loro bisogni.

E’ stata inoltre un’occasione per raccontare cosa accade in ospedale, e in quale direzione ci si sta muovendo sui grandi progetti come il rapporto con il territorio, l’assistenza domiciliare, la telemedicina.

“L’Ospedale guarda al futuro. Cerca di andare al di là dell’oggi e di slanciarsi verso il domani – racconta in apertura Mariella Enoc. E’ necessario riscoprirsi ogni giorno e ogni giorno ripensarsi, da un punto di vista organizzativo, ontologico e esistenziale”. Prosegue: “L’Ospedale che esce dall’ospedale per entrare nelle case: è questo l’obiettivo del Bambino Gesù, per il quale stiamo lavorando, di concerto con le associazioni. L’assistenza domiciliare deve essere una vera e propria ospedalizzazione in casa”.

“Per riuscire in questo obiettivo è fondamentale mettere in campo l’empatia e la simpatia. Serve la capacità di comprendere il punto di vista dell’altro e di partecipare dei suoi sentimenti. La Presidente conclude il suo intervento con un messaggio per le associazioni: “Grazie per quello che fate”.

“L’assistenza domiciliare – spiega Giuseppe Palumbo – è un pezzo dell’ospedale che esce dall’ospedale ed entra dentro le case, mantenendo un filo diretto che garantisce una continuità delle cure e un rapporto stretto con le famiglie dei piccoli pazienti”.

“Questa forma di assistenza irrompe nel processo di cura in fasi molto precoci della malattia, a 15 giorni dalla diagnosi. Non è più una soluzione pensata per quei piccoli che sono in uno stadio terminale della malattia, ma viene estesa anche e soprattutto a quei bambini che hanno bisogno di essere curati e che possono guarire. “E’ un’opzione – prosegue – possibile e sostenibile”.

“La telemedicina – spiega Alberto Tozzi – è molto utile per seguire i pazienti cronici, o impiantati, perché permette il controllo a distanza di determinati parametri che devono essere tenuti sotto controllo”.

“Ma è molto importante – continua – non soltanto perché risolve aspetti pratici legati a una certa categoria di pazienti, ma anche e soprattutto perché permette a molte popolazioni svantaggiate di accedere ai servizi sanitari che sarebbero loro inaccessibili, in assenza di telemedicina”.

 

Fonte: Ospedale Bambino Gesu’

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