Maxifurti di farmaci negli ospedali, danni milionari

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Lievita il sospetto che dopo una rapida tregua, agevolata anche da indagini e arresti, gli ospedali italiani siano tornati nel mirino dei ladri di farmaci ad alto costo. Invitano a tale ipotesi i colpi messi a segno negli ultimi quindici giorni in due strutture del Meridione: prima Isernia, a fine luglio, e due giorni fa Camerino, in provincia di Macerata. Poi all’elenco si potrebbe anche aggiungere il furto registrato ai primi di giugno all’Asl di Perugia, circa 870mila euro di farmaci della distribuzione diretta. Molto meno pesante al confronto l’ultima razzia, quella di Camerino : circa 40mila euro il valore degli anticoagulanti e antitumorali sottratti, con i ladri che per accedere sono passati da una porta secondaria tra farmacia e locali dell’obitorio.

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Ed è proprio qui che al danno si aggiunge la beffa: il percorso, infatti, è esattamente lo stesso compiuto dai malviventi che all’inizio del gennaio scorso avevano già visitato l’ospedale, portandosi via più di 100mila euro di medicinali. Sarebbe stato logico aspettarsi che, dopo questo primo assalto, la direzione dell’ospedale installasse allarmi e impianti di videosorveglianza per prevenire altre razzie, invece così non è stato. O meglio, le pratiche erano state avviate, ma i ladri sono stati (ovviamente) più veloci della burocrazia.

Resta, come si diceva, il sospetto che si sia aperta una nuova stagione di furti ospedalieri, ma dall’Aifa arrivano inviti alla cautela. «E’ ancora presto per dirlo» spiega a Filodiretto Domenico Di Giorgio, direttore dell’Ufficio qualità dei prodotti e contraffazione «intanto aspettiamo di ricevere informazioni dettagliate sui furti. Perugia non conta, si è già capito che dietro ci sono mandanti locali. Per gli altri due, invece, a una prima analisi ci troveremmo di fronte a bande criminali che si sono buttate da poco nel nuovo business, ma servono conferme. Facciamo anche fatica a capire quali sono i canali che usano per ripulire le confezioni e poi piazzarle: gli alert già inviati non hanno dato frutti, escluderemmo la Germania tra le destinazioni perché ormai lì l’attenzione delle autorità è altissima». (Fonte: Federfarma)

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