Nata con un solo ventricolo è salva grazie a una tecnica sperimentata per la prima volta al mondo

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Nicole con i suoi genitori. La bimba ha due fratelli, Sophia la sua gemella e Leonardo. Foto La Stampa

Nicole con i suoi genitori. La bimba ha due fratelli, Sophia la sua gemella e Leonardo. Foto La Stampa

Un intervento senza precedenti, che ha permesso ad una bambina di sei anni di tornare a vivere, e ad avere una vita normale, ponendo fine ad un percorso estenuante: ricoveri, interventi, esami, macchinari.

LA MALFORMAZIONE
È accaduto all’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, dove per la prima volta al mondo è stato impiantato un cuore artificiale, con un tecnica innovativa, ad una piccola paziente. Nicole, questo il nome della bambina, era nata nel 2010 in un Comune del Torinese con il cuore dotato di un solo ventricolo: la conseguenza di una grave e rara forma di cardiopatia congenita. Il percorso terapeutico – svolto presso la Cardiologia e la Cardiochirurgia Pediatrica del Regina Margherita della Città della Salute di Torino, diretti dalla dottoressa Gabriella Agnoletti e dal dottor Carlo Pace Napoleone, è consistito in tre interventi chirurgici: uno in epoca neonatale, uno a 6 mesi e l’ultimo a 4 anni di vita. Un calvario per lei e per i suoi genitori, costretti a dividersi tra il lavoro e gli altri figli. A mostrarsi sempre sereni e fiduciosi verso Nicola, anche: la quale ha sempre reagito con forza e determinazione. «Interventi che purtroppo non sono stati sufficienti a garantire un corretto funzionamento del suo cuore – spiega Serena, la mamma – che progressivamente è andato incontro a numerosi e progressivi episodi di scompenso cardiaco».

 

GLI INTERVENTI
Per questo motivo lo scorso ottobre la piccola è stata inserita nella lista di attesa per essere sottoposta a trapianto di cuore. Durante uno dei ricoveri si è verificato un arresto cardiaco che ha richiesto una rianimazione di circa due ore. Non essendoci stato recupero, è stata impiantata una assistenza cardiocircolatoria con una pompa esterna che di fatto ne ha consentito la sopravvivenza. Questi dispositivi, però, sono in grado di assistere i pazienti per circa due, massimo tre settimane, dopo di che devono essere sostituiti con sistemi di più lunga durata: il cosiddetto «cuore artificiale». Ed ecco il problema: la complessa anatomia del cuore di Nicole rendeva questo passaggio estremamente difficile e pericoloso, avendo lei un solo ventricolo cardiaco invece di due. I casi simili descritti nella letteratura mondiale sono pochissimi e con pessimi risultati. Per questo è stata utilizzata una strategia mai tentata prima al mondo, costituita da numerosi passaggi intermedi per sostituire gradualmente la prima forma di assistenza cardiocircolatoria con il cuore artificiale: il «Berlin Heart». In queste due settimane, affrontate dalla paziente in modo esemplare, il cuore della bimba ha potuto adattarsi all’impianto del cuore artificiale, eseguito con successo lo scorso marzo. «Non abbiamo mai perso la speranza, e questo Nicole l’ha capito, anche se va detto che a sua volta ci ha dato la forza per tirare avanti – ricorda la mamma, finalmente sollevata -: cantava, ballava, disegnava… Nonostante la situazione, non ha mai smesso di fare le cose che ci si aspetta da una bambina normale, decisa a vivere intensamente la sua vita. È una combattente». Numerosi e ripetuti gli apprezzamenti al lavoro del personale sanitario: «Sono stati straordinari, e mia figlia li ha ripagati mostrando la stessa determinazione».

 

LA SALVEZZA
La soluzione adottata l’ha stabilizzata, garantendole la sopravvivenza fino al trapianto di cuore, eseguito con successo a metà luglio dall’equipe del dottor Pace. A seguire, Nicole è stata dimessa il 18 agosto e sarà seguita ambulatorialmente. Questo approccio sequenziale alla sostituzione dell’assistenza cardiocircolatoria con il cuore artificiale rappresenta una novità interessante che è stata già presentata al panorama scientifico internazionale, resa possibile dalla perfetta integrazione delle equipe di Cardiochirurgia, Cardioanestesia e Cardiologia Pediatrica, afferenti al Dipartimento di Pediatria e Scienze Pediatriche, diretto dalla dottoressa Franca Fagioli. Una storia a lietofine, finalmente.

Fonte “La Stampa”

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