Nei paesi più poveri rischio maggiore di ipertensione

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Una ricerca pubblicata su ‘Circulation’, rivista scientifica dell’American Heart Association,  emerge che il 31% degli adulti in tutto il mondo soffre di ipertensione, ma si arriva al 31,5% tra quelli dei paesi basso e medio reddito.

Questa è  la prima volta nella storia il rischio di avere la pressione alta sia superiore tra persone che vivono nei Paesi a basso e medio reddito rispetto a coloro che vivono in quelli ad alto reddito.

In tutto il mondo, l’ipertensione è un importante fattore di rischio per malattie cardiache e ictus, così come la principale causa evitabile di morte prematura e di disabilità .
Nel 2010 è stata effettuata un’analisi: su 968.000 partecipanti provenienti da 90 paesi, il 31,1% (1,39 miliardi) della popolazione adulta in tutto il mondo aveva la pressione alta, ma la percentuale scendeva al 28,5% nei paesi ad alto reddito e saliva al 31,5% nei paesi a basso e medio reddito.  Tra il 2000 e il 2010, la prevalenza è diminuita del 2,6% nei paesi ad alto reddito, grazie a maggiore consapevolezza, migliori trattamenti e più controlli. E’ invece aumentata del 7,7% in quelli a basso e medio reddito.  Jiang He, autore dello studio e ricercatore presso la Tulane University School of Public Health di New Orleans, Louisiana ha detto che l’invecchiamento della popolazione e l’urbanizzazione, spesso accompagnata da elevata assunzione di sodio, grassi, calorie e unita alla mancanza di attività fisica, possono svolgere un ruolo importante nell’epidemia di ipertensione nei paesi a basso e medio reddito. Infatti spesso proprio lì manca l’accesso a controlli di prevenzione o cure mediche.

FONTE ANSA

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