Padre e figlia, stessa equipe, stesso intervento dopo 31 anni. Accade al S.Orsola

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L'equipe cardiochirurgica. Foto Il Resto del Carlino

L’equipe cardiochirurgica e cardiologica del S.Orsola. Foto Il Resto del Carlino

Trentun anni fa era stato salvato al Sant’Orsola grazie a un intervento urgente che aveva corretto una malformazione cardiaca: l’atresia dell’arteria polmonare. Oggi la sua secondogenita è nata con la stessa malformazione e lui è tornato dai medici che l’avevano salvato. “L’aspetto più bello di questa storia è la serenità del padre” racconta il professor Bonvicini nella storia pubblicata oggi dal quotidiano Il Resto del Carlino.

“Dagli esami prenatali abbiamo saputo che la nostra seconda bambina aveva un problema – racconta il giovane padre – e quando ci è stato detto che si trattava di una malattia cardiaca come la mia, abbiamo pensato che la gravidanza poteva andare avanti ugualmente. Sulla nostra decisione ha influito il fatto che avevo accanto i medici che conosco da tutta la vita. Se hanno guarito me, perché non potevano salvare anche mia figlia? Nel frattempo tecnologia e scienza hanno fatto passi da gigante. Così mia figlia è nata il 14 luglio e dopo una settimana è stata operata. Il giorno dell’intervento la presenza del professor Bonvicini mi ha dato tranquillità, come accadeva quando veniva a visitarmi quando ero io a uscire dalla sala operatoria. Ora siamo già a casa. Ringrazio tutti i medici che tengono sotto controllo me e la bimba”.

Marco Bonvicini, direttore della Cardiologia Pediatrica, che ha seguito in questi anni quel bimbo che oggi è diventato padre, commente: “L’aspetto più bello di questa storia è la serenità del padre. Avere un bambino con una cardiopatia vuol dire affrontare dei sacrifici, ma la vita del resto ci pone sempre un ostacolo dietro l’altro e ci si deve allenare. Viviamo in un mondo dove tutti sono pieni di paure e il messaggio di questa famiglia è la grande positività”.

Anche il professor Gaetano Gargiulo, direttore della Cardiochirurgia pediatrica, era in sala operatoria 31 anni fa: “Allora al padre eseguimmo un intervento in urgenza per portare più sangue ai polmoni e poi altre due operazioni per arrivare a una correzione definitiva; mentre la neonata è stata sottoposta dalla nostra équipe, guidata dalla dottoressa Emanuela Angeli, a un primo intervento palliativo, poi la correzione completa arriverà intorno all’anno”.

Fonte Il Resto del Carlino

 

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