Salta al contenuto
Standardizzazione delle cure in Inghilterra

Standardizzazione delle cure in Inghilterra

Standardizzazione delle cure in Inghilterra
| lunedì 19 Dicembre 2016

Dalle scale di valutazione all’audit clinico.

“Overseas Nurses” è un progetto di approfondimento del Collegio IPASVI di Bologna che reputo molto interessante. Per questo motivo vorrei portare il mio contributo riguardante la mia esperienza.

Mi sono laureata a Bologna e subito dopo ho deciso di partire per l’Inghilterra. Ora lavoro come infermiera band 5 nell’Ospedale Universitario di Brighton. E dopo un anno e mezzo di lavoro in questa nuova realtà non ho potuto fare a meno di notare alcune differenze con il nursing italiano. In questo mio primo articolo in particolare vorrei concentrarmi sui processi di standardizzazione inglese rispetto a quelli italiani e agli strumenti che vengono utilizzati in Inghilterra per raggiungere gli outcomes.

Costruire ed adottare standard significa uniformare prestazioni ed attività sulla base di norme, tipi o modelli di riferimento scientifici. La standardizzazione deve essere considerata come un processo rivolto non solo alle attività infermieristiche ma anche e soprattutto agli esiti e ai modi per controllarle e valutarle. Tutto ciò per arrivare allo scopo di questo processo, ovvero, il miglioramento continuo della qualità e la riduzione della variabilità clinica per aumentare l’efficenza dell’assistenza infermieristica.

Per questo ho voluto riportare alcuni esempi che, nella pratica inglese, uniformano e stardardizzano l’assistenza infermieristica in modo decisamente efficacie.

Il primo esempio di standardizzazione  usato nel processo di nursing inglese è il “Safety Booklet“, uno strumento cartaceo di grande supporto per l’infermiere che, viene inserito all’interno della cartella infermieristica di ogni paziente nel momento dell’ammissione. Questo “libricino” racchiude informazioni di carattere generale riguardo la sicurezza del paziente, e l’infermiere si impegna a compilarlo, alla fine di ogni turno, aggiornandone il piano di assistenza.

Per “sicurezza” si intende:

  • la dimensione della qualità dell’assistenza sanitaria, che garantisce, attraverso l’identificazione;
  • l’analisi e la gestione dei rischi e degli incidenti possibili per i pazienti;
  • la progettazione e l’implementazione di sistemi operativi;
  • i processi che minimizzano la probabilità di errore;
  • i rischi potenziali e i conseguenti possibili danni ai pazienti

Alcuni strumenti ricorrenti in questo documento sono le scale infermieristiche, che vengono costantemente aggiornate per garantire una standardizzazione delle cure grazie a misurazioni oggettive dell’ andamento del paziente. Troviamo la scala EPUAP, la FALLS DAILY RISK ASSESSMENT, la scala VIP per la cura degli accessi venosi e la scala MUST.

Ognuna di queste scale è seguita poi da una serie di interventi infermieristici standard da attuare a seconda dello “score” ottenuto dal paziente. Come illustrato nella tabella 1, in cui viene riportata come esempio la scala MUST.

La “Malnutrition Universal Screening Tool” (MUST) è stata sviluppata per poter esaminare lo stato di malnutrizione dei soggetti adulti, anche se il peso e/o l’altezza non può essere misurata.

tabella must1
scala di valutazione m.u.s.t tab.1

Ogni settimana i pazienti vengono pesati (dove possibile) e viene calcolato il loro Body Mass Index (BMI). A seconda dello score ottenuto (low – medium – high risk), nella pagina successiva all’interno del Safety Booklet troviamo una seconda tabella in cui vengono suggerite alcune linee guida da seguire a seconda del punteggio MUST. Come possiamo osservare nella tabella 2, se lo score ottenuto è 0 – LOW RISK non vengono presi in considerazione nessun intervento, poichè è il risultato ottimale; se lo score è 1-MEDIUM RISK o 2-HIGH RISK, allora vengono riportati interventi infermieristici da adottare.

tabella must2
linee guida M.u.s.t tab.2

Un altro esempio di standardizzazione che troviamo all’interno del “Safety Booklet” è il “Care Plan” che viene utilizzato per la gestione dell’accesso venoso periferico. Come potete osservare nell’immagine 3, ogni accesso venoso che viene inserito deve essere documentato specificatamente e ogni giorno deve essere compilato un “Cannula Ongoing Care Plan” (immagine 4) che prevede l’assegnazione di un VIP score, l’inserimento di una motivazione per cui l’accesso venoso è ancora in situ, dell’azione compiuta (rimossa o solo osservata) e se la medicazione e/o il set di infusione sono stati cambiati. Questa documentazione è decisamente valida ed efficaciente per aiutare l’infermiere nella gestione degli accessi venosi periferici.

imagine3
imagine 3

 

imagine4
cannula ongoing care plan immagine 4

Un’altro strumento di standardizzazione che viene utilizzato molto in Inghilterra è l’Audit clinico, che “permette di verificare le capacità di fornire e mantenere livelli assistenziali di qualità elevata, valutando e misurando le differenze riscontrate nella pratica assistenziale rispetto a standard esplicitamente definiti“(De Palma).

Usato molto di frequente negli ospedali inglesi,è quello che riguarda l’igiene delle mani da parte del personale ospedaliero (medici, infermieri, personale di supporto).

Durante la giornata di “Hand Hygiene Audit“, che di solito avviene una volta al mese, si presenta in reparto un “Auditor“, che può essere segreto o meno e che può essere un Senior Nurse del proprio reparto oppure di un altra area. Questa figura ha il compito di controllare come viene svolto e se viene rispettato il momento dell’igiene delle mani a seconda della linea guida che ne spiega la corretta pratica (immagine 5). Alla fine della giornata l’Auditor espone pubblicamente i risultati ottenuti in percentuale per rendere partecipe lo staff del livello ottenuto per indirizzarlo verso un continuo miglioramento (immagine 6).

immagine5igiene
immagine 5

 

imagine6igiene
immagine 6

 

Per concludere, ritengo che la standardizzazione e la personalizzazione delle cure sia un cardine dell’assistenza infermieristica e che, in qualità di professionisti sanitari,  sia nostro interesse cercare di uniformarci come un unico grande Paese nel Mondo, garantendo una migliore assistenza infermieristica per i nostri Pazienti.

Autore articolo : dott.ssa Sara Bonafè (sarabo91@libero.it)

Vascular Surgery – Royal Sussex County Hospital – Brighton

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Fonti:

http://www.nurse24.it/infermiere/professione/standardizzazione-personalizzare-prestazioni-assistenziali.html

http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=314&area=qualita&menu=sicurezza&tab=16

http://www.evidencebasednursing.it/Scale/Nutrizione/MUST/Malnutrition%20Universal%20Screening%20Tool.html

 

 

Ordine Professioni Infermieristiche
Via Giovanna Zaccherini Alvisi, 15/B
BOLOGNA (40138)
C.F. 80152320372

Telefono: 051/393840
Fax: 051/344267

Come arrivare

Leggi la Privacy Policy e contattaci all’indirizzo Mail: rpd@fclex.it
Telefono: 051.235733