Volontariato. Ecco il “Codice Etico” delle Pubbliche Assistenze ANPAS

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Gli obiettivi: miglioramento della qualita’ dei servizi, dalla gestione delle associazioni e della trasparenza amministrativa. “L’azione etica e’ ”un abito” che non si indossa solo con la divisa, ma fa parte del vivere quotidiano dei volontari”

ROMA -L’Anpas, sul sito www.anpas.org, presenta il Codice etico rivolto agli oltre 87 mila volontari iscritti. Un percorso, quello intrapreso dall’associazione nazionale pubbliche assistenze, finalizzato a garantire comportamenti e procedure responsabili volti a migliorare l’efficienza, l’efficacia, la trasparenza e la qualita’ dell”azione volontaria, a soddisfare i bisogni delle tante comunita’ che ogni giorno usufruiscono dei progetti e dei servizi dei volontari delle pubbliche assistenze Anpas.

Foto di volontari, tratta dal sito anpas.org

Foto di volontari, tratta dal sito www.anpas.org

Anche alla luce della recente riforma del terzo settore, l’articolo 7 comma 2 prevede forme di autovalutazione e controllo, Anpas ha ritenuto che la vita e le azioni della propria organizzazione debbano essere quotidianamente improntate e riferibili a principi etici e regole comportamentali che esprimano il valore aggiunto, individuale e condiviso, dell’essere volontari Anpas, l’obbligo di interrogarsi su quali siano le condizioni verso cui le pubbliche assistenze debbano tendere per un miglioramento costante.

Dal rispetto della persona all’impegno per la lotta al terrorismo al contrasto alla violenza, dalla gestione amministrativa al corretto uso dei beni e delle informazioni: il codice stabilisce anche quelle che sono le responsabilita’ dell’associazione nei confronti dei suoi appartenenti come l’impegno a sostenere percorsi innovativi condivisi, ad assicurare una condotta trasparente e favorire il ricambio generazionale degli organi dirigenti.

Tra i diritti degli appartenenti ad Anpas il diritto alla liberta’ di espressione e il diritto ad essere trattato, in ogni circostanza, in modo equo, indipendentemente da genere, razza, lingua, orientamento sessuale, convinzioni politiche, filosofiche o religiose.

Per Anpas il concetto di “assistenza” significa: essere presenza, accompagnare, condividere una responsabilita’, essere mediatori tra il supporto e la conquista dell’autonomia. L’azione etica e’ “un abito” che non si indossa solo con la divisa, ma fa parte del vivere quotidiano dei volontari. Il Codice etico essere Anpas non e’ un adempimento per l’applicazione della Dgls 231/2001 (responsabilita’ amministrativa della societa’ e degli enti), ma uno strumento di autovalutazione che vedra’ impegnati tutti i volontari e le pubbliche assistenze che impegneranno, anche formalmente, le associazioni a sottoscrivere un patto di corresponsabilita’.

 

 

Un percorso rivolto agli appartenenti delle pubbliche assistenze Anpas, ma anche a chi ogni giorno si rapporta con gli oltre 87 mila volontari che svolgono servizi di assistenza, soccorso, protezione civile, sociale in favore degli oltre mille comuni d’Italia dove le pubbliche assistenze sono radicate. Secondo Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas: “Le nostre attivita’ e la passione dei volontari Anpas ci hanno reso creatori di valore sociale da piu’ di un secolo e che dobbiamo innovare in uno scenario sempre piu’ complesso che richiede controlli e verifiche costanti, ma anche sostegno attraverso la formazione e la comunicazione per le associazioni piu’ in difficolta’. Come abbiamo ripetuto piu’ volte, il soccorso e piu’ in generale l”assistenza inizia dalla trasparenza, ma tanto l’assistenza quanto la trasparenza non possono essere valutati senza una serie di indicatori che ne stabiliscano l’impatto sociale. Oltre ad essere parte di un percorso che abbiamo condiviso al nostro interno a cominciare dal Congresso nazionale di due anni fa, il Codice etico”, continua Pregliasco, “ci occorre sia per evidenziare le peculiarita’ di una identita’ che si e” andata formando in tutta Italia in piu’ di un secolo di attivita’, sia per avere un ulteriore elemento per poterci migliorare, a partire dalle singole associazioni, nel garantire la trasparenza su cio’ che siamo e cio’ che facciamo. Il volontariato sano c’e’ e si deve far conoscere per potersi organizzare rispetto al futuro”.

Attraverso un percorso iniziato dal 52° Congresso nazionale Anpas svoltosi nel 2014, la sperimentazione del Codice etico essere Anpas continuera” fino a novembre con la conferenza nazionale di organizzazione l’inizio dell’implementazione vera e propria in tutte le 873 pubbliche assistenze Anpas”. (www.redattoresociale.it)

Foto in copertina tratta dal sito http://www.anpas.org/

Codicetico_Anpas-1

Il codice etico Anpas (seleziona l’immagine per accedere)

 

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