Asma e sport? Si grazie! I 5 falsi miti sull’asma

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Asma e sport? Si grazie. Quando questa patologia (che colpisce tra il 5 e 10% della popolazione pediatrica) e’ tenuta sotto controllo lo sport e’ benefico per la salute e puo’ essere praticato persino a livello agonistico (previa valutazione funzionale e certificazione del medico dello sport).

Basti pensare che una percentuale di atleti asmatici compresa tra il 4.2 e il 7.7% ha partecipato alle diverse edizioni dei giochi olimpici tra il 2002 al 2010, e tra questi atleti, dal 5.4 al 15.6%, hanno vinto una medaglia. L’attivita’ fisica migliora l’efficienza cardiorespiratoria e previene l’insorgenza di sovrappeso o obesita’, ansie e paure dei genitori non dovrebbero porre inutili limitazioni alla pratica sportiva perche’ il vero rischio per la salute e’ rappresentato dalla sedentarieta’, avvertono gli specialistici della Societa’ Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica.

Spiega la Presidente Siaip prof.ssa Marzia Duse, Direttore del Servizio di Immunologia e Allergologia Pediatrica dell’Universita’ “Sapienza” di Roma: “Sovrappeso e obesita’ registrano percentuali importanti tra i bambini asmatici. Questi fattori, da un lato, possono aggravare la sintomatologia dell’asma e, dall’altro lato, possono predisporre all’insorgenza di malattie dell’eta’ adulta, quali diabete, osteoporosi, rischi cardiovascolari e asma stessa. Uno stile di vita corretto, che contempli una regolare attivita’ fisica, e’ importante per tutti i bambini, ma lo e’, per questi motivi, ancor di piu’ per i bambini asmatici. La promozione dell’attivita’ fisica e dei corretti stili di vita in eta’ evolutiva per la prevenzione delle malattie respiratorie croniche e” un obiettivo molto importante condiviso con la Societa” Italiana per le Malattie Respiratorie Infantili (Simri)”.

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Genitori iperprotettivi sono ostacolo alla pratica sportiva

Decisivo e’ il ruolo dei genitori. Questo e’ uno degli aspetti presi in considerazione da una recentissima revisione sistematica della letteratura scientifica sulla relazione tra asma, sovrappeso ed effetti dell’attivita’ fisica in eta’ evolutiva (Annals of Epidemiology, 2016;7:504-510) che ha comparato 75 studi condotti tra il 2000 e il 2014. Sebbene non sia stata ancora del tutto chiarita la correlazione tra asma e obesita’, l’attivita’ fisica risulta essere un fattore in grado di incidere su questa correlazione e di avere un impatto positivo sulla salute nei bambini e negli adolescenti. Ciononostante, conclude la ricerca, le paure dei genitori su possibili effetti secondari dell”asma rimangono i principali ostacoli alla pratica dell’attivita’ sportiva. A conclusioni simili giunge uno studio italiano effettuato su 195 bambini asmatici e 205 controlli, presso il Dipartimento di Pediatria dell’Universita’ di Roma “Sapienza” in bambini che afferivano al Servizio Medicina dello Sport.

I risultati della ricerca sono stati presentati al congresso dell’American Thoracic Society nel 2015 (Am J Resp Crit Care Med 191,2015,A3364). “Anche da noi i genitori tendono a considerare allergia e asma come una barriera allo svolgimento di una regolare attivita’ fisica. Ad esempio solo il 21% dei bambini asmatici esegue una visita specialistica allo scopo di conseguire il certificato di idoneita’ sportiva agonistica (necessario di solito dopo i 12 anni), nel resto dei casi la valutazione funzionale e’ finalizzata solo a monitorare lo stato di salute. Numeri ben diversi (79%) si registrano tra i bambini che non hanno asma e allergie. Un altro dato da sottolineare e’ che la percentuale di soggetti sovrappeso e obesi e’ del 32.5% nei bambini asmatici rispetto al 21.1% dei controlli”, afferma Giancarlo Tancredi, tra gli autori dello studio e responsabile del Servizio di Medicina dello Sport (Dipartimento di Pediatria – ”Sapienza” Universita’ di Roma)

Come scegliere lo sport piu’ adatto

“I bambini asmatici possono praticare la maggior parte degli sport. La regola piu’ importante e’ rispettare le attitudini e le inclinazioni dei bambini che devono naturalmente contemperarsi con le esigenze economiche e logistiche della famiglia. In generale sono sconsigliati solo gli sport estremi in cui il bambino o l’adolescente puo’ essere soccorso con difficolta’ (parapendio, deltaplano), le immersioni subacquee in profondita’ e le attivita’ svolte in ambienti fortemente inquinati- aggiunge Tancredi- L’aspetto piu’ importante da considerare e’ che l’asma deve essere tenuta sotto controllo.

A questo proposito oltre ad assicurare l’aderenza alla terapia e’ bene far si’ che il bambino sia seguito da un lavoro di squadra tra genitori, pediatra (o specialista curante) e istruttori i quali devono essere informati sulle condizioni di salute del bambino, sulle norme comportamentali e terapeutiche utili a evitare la crisi asmatica e, in caso di insorgenza, sulle azioni da adottare”.

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I consigli per praticare in sicurezza l’attivita’ sportiva:

  • Rispettare le terapia prescritta del medico per tenere sempre sotto controllo l’asma;
  • È sempre opportuna una fase di riscaldamento precedente l’attivita’ fisica ed e’ preferibile la respirazione attraverso il naso, perche’ riduce il contatto con gli allergeni;
  • L’attività sportiva va praticata in ambienti poco inquinati e con bassi livelli di concentrazione allergenica (acari, pollini);
  • Evitare di praticare attivita’ sportive nelle fasce orarie piu’ calde anche per la presenza di ozono;
  • Evitare discipline sportive che si svolgono in situazioni ambientali sfavorevoli (come ad esempio l’esposizione ad aria fredda e secca) sport estremi e immersioni subacquee;
  • Non praticare attivita’ sportiva in presenza di sintomi (tosse, sibili, affanno) e durante la crisi d’asma, continua la Siaip.

I CINQUE FALSI MITI SU ASMA E SPORT

1- I bambini asmatici possono praticare solo il nuoto. Falso. E’ una credenza che appartiene al passato. I bambini asmatici possono praticare la maggior parte degli sport anche a livello agonistico. Sono sconsigliati gli sport estremi.

2- I bambini asmatici non possono fare sport a livello agonistico. Falso. Un bambino asmatico puo’ praticare attivita’ fisica a livello agonistico previa valutazione funzionale e certificazione del medico dello sport. Basti pensare al nuotatore Mark Spitz (sette medaglie d”oro alle olimpiadi di Monaco di Baviera nel 1972), o all’atleta etiope Haile Gebrselassie, recordman mondiale per la maratona a Berlino nel 2007 e vincitore di sei medaglie d’oro.

3- Lo sport puo’ far venire l’asma da sforzo. Falso. L’attivita’ fisica puo’ scatenare l’asma da sforzo (tosse, sibili, affanno, senso di costrizione al torace) e puo’ far pensare ai genitori che il bambino asmatico non debba fare sport. In realta’, questa condizione e’ un indice di uno scarso controllo dell’asma. Per questi motivi lo sport si puo’ svolgere dopo aver prescritto una corretta terapia per l’asma e l’asma sia sotto controllo.

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4- Il cloro delle piscine aggrava i sintomi dell’asma. Falso. Benche’ alcuni studi condotti su nuotatori e operatori delle piscine abbiano rilevato che il cloro contenuto nelle piscine puo’ aumentare l’iperreattivita’ bronchiale ed il rischio di asma, una revisione sistematica della letteratura indica che il nuoto e’ ben tollerato nei bambini e negli adolescenti con asma stabile, migliora la funzionalita’ respiratoria e la fitness cardiopolmonare (Cochrane Database Syst Rev. 2013).

5- I farmaci per la terapia dell’asma, salbutamolo e corticosteroidi per via inalatoria (Csi), sono doping. Falso. Negli atleti asmatici il salbutamolo somministrato per via inalatoria fino ad un dosaggio giornaliero di 1600 mcg ed i Csi non costituiscono doping. È vietato l”uso degli stessi farmaci per via sistemica o dosaggio elevato (salbutamolo>1600 mcg/die), conclude la Siaip. (Comunicati/Dire)

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