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Attenzione: la tua vita è on line con i Social Networks. I rischi

Attenzione: la tua vita è on line con i Social Networks. I rischi

Attenzione: la tua vita è on line con i Social Networks. I rischi
| domenica 25 Giugno 2017

È vivo il dibattito tra coloro che esaltano le rivoluzionarie possibilità di comunicazione offerte dai social network e coloro che ne vedono solo i pericoli per la vita privata e i diritti dei naviganti. I social network (Facebook, Twitter, MySpace e altri) sono “piazze virtuali”, cioè dei luoghi in cui via Internet ci si ritrova portando con sé e condividendo con altri fotografie, filmati, pensieri, indirizzi di amici e tanto altro.

L’obiettivo è anche quello di offrire spunti di riflessione e, soprattutto, consigli per tutelare, anche nel “mondo virtuale”, uno dei beni più preziosi che abbiamo: la nostra identità, i nostri dati personali.

I social network sono lo strumento di condivisione per eccellenza e rappresentano straordinarie forme di comunicazione, anche se comportano dei rischi per la sfera personale degli individui coinvolti.

I primi social network sono nati in ambito universitario, tra colleghi che non si volevano “perdere di vista”, che desideravano “fare squadra” una volta entrati nel mondo del lavoro. Facebook, per citare uno dei più famosi, agli inizi era esattamente la traduzione virtuale del “libro delle fotografie” della scuola, dell’annuario. Una bacheca telematica dove ritrovare i colleghi di corso e scambiare con loro informazioni. Gli ultimi sviluppi spingono i social network a integrarsi sempre più con i telefoni cellulari, trasformando i messaggi che pubblichiamo on-line in una sorta di sms multiplo che giunge istantaneamente a tutti i nostri amici.

 

 

Gli strumenti predisposti dalle reti sociali ci permettono di seguire i familiari che vivono in un’altra città. Espandono la nostra possibilità di comunicare, anche in ambito politico e sociale trasformandoci in agenti attivi di campagne a favore di quello in cui crediamo. Possono facilitare lo scambio di conoscenze tra colleghi, e tra colleghi e impresa.

I social network sono strumenti che danno l’impressione di uno spazio personale, o di piccola comunità. Si tratta però di un falso senso di intimità che può spingere gli utenti a esporre troppo la propria vita privata, a rivelare informazioni strettamente personali, provocando “effetti collaterali”, anche a distanza di anni, che non devono essere sottovalutati.

 

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Il Garante per la privacy ha deciso di mettere a punto una breve guida per aiutare chi intende entrare in un social network o chi ne fa già parte a usare in modo consapevole uno strumento così nuovo. Non un manuale esaustivo, ma un agile Vademecum sia per persone alle prime armi, sia per utenti più esperti.

 

Avviso ai Naviganti

Quando inserisci i tuoi dati personali su un sito di social network, ne perdi il controllo. I dati possono essere registrati da tutti i tuoi contatti e dai componenti dei gruppi cui hai aderito, rielaborati, diffusi, anche a distanza di anni. A volte, accettando di entrare in un social network, concedi all’impresa che gestisce il servizio la licenza di usare senza limiti di tempo il materiale che inserisci on-line… le tue foto, le tue chat, i tuoi scritti, i tuoi pensieri.

La maggior parte dei siti di social network ha sede all’estero, e così i loro server. In caso di disputa legale o di problemi insorti per violazione della privacy, non sempre si è tutelati dalle leggi italiane ed europee.

Se decidi di uscire da un sito di social network spesso ti è permesso solo di “disattivare” il tuo profilo, non di “cancellarlo”. I dati, i materiali che hai messo on-line, potrebbero essere comunque conservati nei server, negli archivi informatici dell’azienda che offre il servizio. Leggi bene cosa prevedono le condizioni d’uso e le garanzie di privacy offerte nel contratto che accetti quando ti iscrivi.

 

Il miglior difensore della tua privacy sei tu

Rifletti bene prima di inserire on-line dati che non vuoi vengano diffusi o che possano essere usati a tuo danno. Segnala al Garante le eventuali violazioni affinché possa intervenire a tua tutela.

Quando metti on-line la foto di un tuo amico o di un familiare, quando lo tagghi (inserisci, ad esempio, il suo nome e cognome su quella foto), domandati se stai violando la sua privacy. Nel dubbio chiedi il consenso.

Le aziende che gestiscono i social network generalmente si finanziano vendendo pubblicità mirate. Il valore di queste imprese è strettamente legato anche alla loro capacità di analizzare in dettaglio il profilo, le abitudini e gli interessi dei propri utenti, per poi rivendere le informazioni a chi ne ha bisogno.

 

Attenzione ai falsi profili
Basta la foto, il nome e qualche informazione sulla vita di una persona per impadronirsi on-line della sua identità. Sono già molti i casi di attori, politici, persone pubbliche, ma anche di gente comune, che hanno trovato su social network e blog la propria identità gestita da altri.

Attenti alle informazioni che rendete disponibili on-line. La data e il luogo di nascita bastano per ricavare il vostro codice fiscale. Altre informazioni potrebbero aiutare un malintenzionato a risalire al vostro conto in banca o addirittura al vostro nome utente e alla password.

 

Ti sei mai chiesto?

1) Sei un ragazzo o una ragazza?

  • Se sapessi che il vicino di casa o il tuo professore potrebbero leggere quello che hai inserito on-line, scriveresti le stesse cose e nella stessa forma?
  • Sei sicuro che le foto e le informazioni che pubblichi ti piaceranno anche tra qualche anno?
  • Prima di caricare/postare la “foto ridicola” di un amico, ti sei chiesto se a te farebbe piacere trovarti nella stessa situazione?
  • I membri dei gruppi ai quali sei iscritto possono leggere le tue informazioni personali?
  • Sei sicuro che mostreresti “quella” foto anche al tuo nuovo ragazzo/a?

 

2) Sei un genitore?

  • Hai spiegato a tuo figlio che non deve toccare il fornello acceso, lo hai educato ad attraversare la strada, a “non prendere caramelle dagli sconosciuti”… ma gli hai insegnato a riconoscere i segnali di pericolo in rete?
  • Gli hai insegnato a difendersi dalle aggressioni dei potenziali provocatori, degli adescatori on-line? A non raccontare a tutti, anche a sconosciuti, la sua vita privata e quella degli amici?
  • Hai mai provato a navigare insieme a tuo figlio? Gli hai chiesto di mostrarti come si usa Internet? A quali gruppi è iscritto?
  • Gli hai mai chiesto se è stato vittima di cyberbullismo?

 

3) Cerchi lavoro?

  • Sai che le società di selezione del personale cercano informazioni sui candidati utilizzando i principali motori di ricerca on-line?
  • Le foto che hai pubblicato sui social network, e i post che hai inserito potranno danneggiarti nella ricerca del tuo prossimo lavoro?
  • Il curriculum che hai spedito all’azienda corrisponde con quello che hai messo su Internet?
  • Quello che racconti della tua vita nelle tue “chiacchiere on-line” è coerente con le tue aspirazioni professionali?

 

4) Sei un utente esperto?

  • Hai verificato come sono impostati i livelli di privacy della tua identità?
  • Hai violato il diritto alla riservatezza di qualcuno pubblicando “quel” materiale?
  • Hai commesso un reato mostrando quelle foto a tutti, scrivendo quei post?
  • Hai verificato chi detiene la “licenza d’uso”, le “royalty” e la proprietà intellettuale della documentazione, delle immagini o dei video che hai inserito on-line?

 

5) Sei un professionista?

  • Il gruppo di persone abilitate a interagire con la tua identità corrisponde al target professionale che ti sei prefissato di raggiungere?
  • I gruppi ai quali sei iscritto sui social network possono avere effetti negativi sul tuo lavoro?
  • Se vieni contestato on-line da un componente iscritto alla tua rete di social network, sei preparato a reagire in maniera appropriata?
  • Hai valutato se stai condividendo informazioni con qualcuno che può danneggiarti?
  • Sai che numerosi servizi di chat – inclusi quelli offerti dai siti di social network – permettono di registrare e conservare il contenuto della conversazione avvenuta con gli altri utenti?

 

Fonte articolo: Vademecum “Social Network attenzione agli effetti collaterali” del Garante per la Protezione dei dati personali link

 

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