Bologna. Nuovo PS del Maggiore, Gibertoni: “E’ solo primo passo”

Share on Facebook0Share on Google+0Share on LinkedIn0Tweet about this on Twitter

16807625_1398563280187875_5966936897120752497_nBologna, 16 feb. – Arrivano a conclusione gli interventi di ristrutturazione e ampliamento del Pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Bologna, avviati nel 2012. Dopo la realizzazione dell’area per i codici verdi e per l’osservazione breve intensiva, sono terminati in questi giorni anche i lavori della nuova area rossa: partiti nel gennaio 2016, hanno comportato un investimento da parte dell’Ausl di 1,420 milioni di euro, portando il nuovo Pronto soccorso generale a 2.680 metri quadrati di estensione. Dell’area rossa fanno parte la nuova sala di osservazione per i codici gialli e rossi piu’ la Shock room.

Per la nuova osservazione dedicata ai casi piu’ gravi e’ stato realizzato un open space di 175 metri quadrati con otto posti letto. I pazienti in codice giallo saranno inviati in questa sala direttamente dal Triage. La Shock room, riservata ai soli codici rossi, e’ stata ampliata (da due a tre posti letto) e ristrutturata. Nel complesso, l’area rossa puo’ gestire contemporaneamente sino a 11 codici rossi e di affrontare, quindi, anche situazioni di maxi afflusso. Inoltre, con lo stesso intervento sono stati realizzati un nuovo collegamento tra il Pronto soccorso e l’edificio D per rendere piu’ rapido il transito dei pazienti dall’elisuperficie. In via di completamento, infine, i lavori di ampliamento dell’area diagnostica, per accogliere una seconda Tac. A tutto questo si affianca una rivisitazione del modello organizzativo del Ps, che ad esempio prevede l’arrivo del gia’ annunciato infermiere “flussista”: insieme al medico di area “saranno lo snodo attorno a cui dovra’ giostrare la capacita’ di risposta sa cio’ che avviene in modo sia prevedibile che meno prevedibile”, afferma il direttore del dipartimento di Emergenza, Giovanni Gordini.

emergenza-verticaleLa riflessione, pero’, proseguira’ visto che un gruppo di lavoro avra’ il compito di analizzare percorsi dei pazienti, modalita’ e tempi di attesa: si ragionera’ insieme agli operatori, assicura il direttore sanitario dell’ospedale, Andrea Longanesi, per ottenere una “organizzazione maggiormente flessibile e proattiva”, cioe’ piu’ pronta a modificarsi in base alle esigenze. Inoltre, un ulteriore approfondimento di analisi verra’ dal contributo dell’Universita’, che condurra’ uno studio sugli ingressi, in modo da predisporre modelli statistici in grado di prevedere la variabilita’ di afflusso. Nel complesso, l’approfondimento si sviluppera’ lungo tutto il 2017.

La nuova organizzazione, intanto, potra’ contare anche su un rafforzamento del personale: 14 infermieri e sei operatori socio-sanitari in piu’, che affiancheranno le attuali 97 unita’ entro aprile. Per quanto riguarda la componente medica, il 9 gennaio e’ entrato in servizio un nuovo dirigente con contratto a tempo determinato. Altre due unita’ saranno reclutate a seguito di un concorso che sara’ espletato a breve. Tutto il pacchetto di misure, presentato oggi in conferenza stampa, aiutera’ a “rendere piu’ funzionale il percorso del paziente sia nella fase critica che nelle fasi successive di trattamento”, dichiara la direttrice generale dell’Ausl, Chiara Gibertoni, consapevole che il percorso e’ tutt’altro che finito: “Saremmo degli sciocchi se pensassimo che con le azioni presentate oggi risolveremo i problemi del tempo di attesa e del Pronto soccorso in generale, ma questo e’ senz’altro un primo passo”.

Per quanto riguarda la durata dei lavori, questa “e’ legata non a ritardi, come spesso si e’ abituati a pensare per le opere pubbliche- sottolinea Gibertoni- bensi’ alla complessita dei cantieri”: i lavori, infatti, sono andati avanti senza interrompere l’attivita’ del Pronto soccorso e anche questo aspetto, ovviamente, ha pesato sulla situazione generale di quell’area del Maggiore. Anche sul fronte del personale si cerchera’ di fare di piu’: “Sappiamo che questo incremento non e’ sufficiente”, afferma il direttore sanitario dell’ospedale, Andrea Longanesi. “Sappiamo che non c’e’ la bacchetta magica”, commenta Luca Rizzo Nervo, assessore alla Sanita’ del Comune di Bologna e presidente della Conferenza territoriale socio-sanitaria dell’area metropolitana. Pero’ da parte dell’Ausl “c’e’ un impegno a proseguire” il percorso avviato, dichiara l’assessore, sottolineando che intanto l’Azienda ha “raccolto l’invito a porre in campo delle soluzioni e l’aver attuato in tempi cosi’ rapidi alcune di queste e’ una premessa importante per il lavoro da proseguire”. Il Pronto soccorso del Maggiore, ricorda l’Ausl, e’ sede di Trauma center per le provincie di Bologna, Ferrara e Modena. E’ il principale punto di accesso ai servizi di emergenza dell’Ausl ed accoglie attraverso un unico Triage oltre 80.000 cittadini all’anno, 56.000 dei quali al Pronto soccorso generale e 27.000 all’ortopedico. Il 34% degli accessi riguarda situazioni di elevata gravita’, codici rossi e gialli: e’ la casistica piu’ numerosa in tutta la regione. Con il 18% degli accessi, la patologia piu’ frequente e’ quella traumatica. A seguire ci sono con il 7% il dolore addominale e con il 7% il dolore al torace, la dispnea correlata all’insufficienza respiratoria acuta e lo scompenso cardiaco acuto. (Pam/ Dire)

Il video in cui Angelo Fioritti, direttore dell’Ausl, spiega il nuovo pronto soccorso (Il Resto del Carlino)

Potrebbe interessarti...