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“Chiuse 90% farmacie”. Federfarma canta vittoria

“Chiuse 90% farmacie”. Federfarma canta vittoria

“Chiuse 90% farmacie”. Federfarma canta vittoria
| giovedì 26 Gennaio 2017

farmacia-di-turno-ok-600x400Secondo Federfarma, che ha indetto lo sciopero in Regione, la serrata delle farmacie di questa mattina ha avuto un’adesione del 90%. “Unica eccezione- si legge in una nota- la provincia di Parma e uno sparuto gruppo di farmacie (circa 30) che aderiscono ad altro sindacato, che pure hanno dichiarato di condividere le ragioni dello sciopero”.

Il presidente di Federfarma, Domenico Dal Re, commenta cosi”: “Siamo molto soddisfatti dell’altissima adesione, che ha visto la categoria compatta nel difendere un diritto costituzionale del cittadino e il ruolo stesso della farmacia. Ci rammarica avere creato un disagio ai cittadini, ma siamo certi che lo sciopero fosse ormai necessario anche per accendere l’attenzione della collettivita’ sul mancato riconoscimento di un diritto fondamentale: avere accesso ai farmaci con semplicita’ e senza oneri aggiuntivi per la collettivita’”. La vertenza riguarda la distribuzione diretta dei farmaci attraverso le farmacie ospedaliere: piu’ economica per le casse pubbliche, come ha fatto notare ieri l’assessore regionale alla Sanita’ Sergio Venturi, che ha criticato duramente lo sciopero. “La nostra e’ una battaglia di principio, difendiamo il ruolo della farmacia come parte integrante del sistema sanitario nazionale. Non e’ mai stata e mai sara’ una questione economica, ma una battaglia sociale per riportare i farmaci vicini ai cittadini”.

I farmacisti si dicono quindi “pronti ad aprire qualunque tavolo che abbia come presupposto il rispetto dei cittadini, tanto piu’ quelli nelle fasce piu’ deboli della popolazione”. Nella serata di ieri lo stesso Dal Re aveva replicato alle critiche della Regione mettendo in dubbio il risparmio nella distribuzione dei farmaci attraverso gli ospedali. “Ma anche ammesso che lo scarto esista- ha scritto il presidente di Federfarma- si tratterebbe di un costo che nei fatti oggi paga il cittadino, costretto a recarsi nelle farmacie ospedaliere e un costo sociale: e’ dimostrato che la distribuzione in farmacia garantisce maggiore aderenza alle terapie e obbliga al ritiro del farmaco in quantita’ piu’ razionali e sotto il controllo del medico di famiglia, che segue l’andamento della terapia. Che fine fanno invece i farmaci distribuiti in quantita’ enormi in ospedale? Spesso li ritroviamo intonsi nelle raccolte dei farmaci inutilizzati o scaduti delle nostre farmacie; per non parlare dei costi sociali dovuti all’abbandono prematuro delle terapie”. (Bil/ Dire)

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