Gelli: “A breve una legge per aumentare vaccini obbligatori a scuola”

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dsc_0598-600x400ROMA – “Ho intenzione, insieme anche ad altri colleghi parlamentari, di fare una scelta coraggiosa in linea con quanto già intrapreso in alcune regioni italiane, come la Toscana e l’Emilia Romagna, che hanno introdotto l’obbligatorietà per l’iscrizione alle scuole non dell’obbligo. La mia idea è quella di introdurre a breve una legge di iniziativa parlamentare per estendere l’obbligatorietà ad altre vaccinazioni oltre a quelle quattro che lo sono già“. Lo spiega il deputato Federico Gelli, intervistato dal direttore dell’agenzia DIRE Nico Perrone.

“Sto pensando per esempio alla vaccinazione contro il morbillo– prosegue- che ha dimostrato come una diminuzione dell’attenzione e della sensibilizzazione in questo settore ha riportato una recrudescenza dei casi: basti pensare che nel 2016 si sono manifestati 844 nuovi casi di morbillo e coloro che pensano che per poterlo affrontare bisogna contrarre la malattia dicono una grande sciocchezza, perché non si rendono conto delle complicanze che a livello neurologico e complessivo della salute di un individuo può arrecare soprattutto nelle persone in età adulta”.

Secondo Gelli l’unico strumento in grado di combattere le malattie infettive “che in alcune parti del mondo ancora oggi mietono migliaia di vittime- aggiunge- è la prevenzione. Penso anche a quella importantissima contro il papilloma virus, per prevenire i tumori dell’apparato genitale femminile”.

Gelli tiene quindi a sottolineare che con il Piano nazionale vaccinazioni “inserito all’interno del finanziamento dei Livelli essenziali di assistenza, garantiamo a tutti i cittadini italiani, di qualunque ordine e ceto economico, una totale copertura gratuita per le tipologie di vaccinazioni. Siamo l’unico Paese al mondo, e questo è importante ricordarlo, a garantire a tutti la possibilità di potersi vaccinare non solo con le vaccinazioni obbligatorie ma anche con quelle facoltative immesse sul mercato e definite dall’Istituto superiore di sanità”.

Fino ad oggi, intanto, una delle possibili cause della non adesione alla campagna di vaccinazione soprattutto da parte delle famiglie è stato il fattore economico. “Ma questo non è sufficiente- dice ancora Gelli- e c’è bisogno di trovare altri strumenti e modalità, non solo comunicative, per una corretta informazione. L’unica fonte non può essere infatti ‘Dottor Google’, se mai quella può essere una fonte collaterale. Proprio su questo dobbiamo far passare un messaggio diverso nelle scuole, con le famiglie, con gli insegnanti e soprattutto- conclude il responsabile Sanità del Pd- dobbiamo fare in modo che il livello istituzionale prenda posizioni più rapide e precise”.

NUOVI LEA GARANTIRANNO TANTE PERSONE PRIMA ESCLUSE

“I nuovi Lea sono importanti prima di tutto perché finalmente dopo 15 anni il Paese si doterà di una serie di possibilità e opportunità di erogazioni di servizi di prestazioni sanitarie adeguate a quello che è avvenuto negli ultimi anni a livello internazionale”.

“Molte malattie importanti un tempo considerate rare- prosegue Gelli- oggi non lo sono più: penso alla Trisomia 21 (sindrome di Down) oppure alla celiachia”. Con questo intervento, aggiunge ancora il deputato, “300mila donne affette da endometriosi (malattia cronica invalidante dell’apparato genitale femminile) da ora saranno tutelate e garantite dal sistema sanitario pubblico, così come saranno garantiti e tutelati 300mila pazienti affetti da broncopneumopatia cronico ostruttiva (malattia delle vie respiratorie). Con i nuovi Lea sono quindi introdotte 110 malattie, mentre questi 300mila pazienti o potenziali pazienti fino a pochi mesi fa dovevano pagarsi di tasca propria l’assistenza”. Infine, entrano nei Livelli essenziali di assistenza anche “molte azioni di prevenzione come gli screening neonatali e la procreazione medicalmente assistita- conclude Gelli- che sarà garantita totalmente a carico del sistema sanitario nazionale”.

NUOVA LEGGE SU RESPONSABILITÀ FUNZIONA MOLTO BENE

“C’è una grandissima risposta alla legge sulla responsabilità professionale e sicurezza delle cure, d’altronde l’attenzione e il percorso di costruzione di questa norma lo aveva già testimoniato e dimostrato. Abbiamo ormai un riscontro molto positivo da parte del mondo del diritto, delle società scientifiche, degli operatori della sanità ma anche delle associazioni di tutela dei cittadini”, spiega Gelli. “Questa legge- prosegue- cerca di avere sostanzialmente due priorità: da una parte aumentare le tutele e le garanzie dei professionisti per rendere più sereno e tranquillo il loro lavoro, dall’altra però dare anche la possibilità a quei cittadini che hanno subito un danno dal sistema sanitario di avere un risarcimento in tempi più rapidi e soprattutto certi, cosa che purtroppo attraverso le vie giudiziarie tradizionali non sempre avviene”.

Secondo Gelli la legge sulla responsabilità professionale, inoltre, può dare “effettivamente risposte importanti per deflazionare il contenzioso, con le 300mila cause giacenti nei tribunali che ingolfano il tema del diritto sacrosanto di avere un giusto risarcimento da parte dei cittadini. Poi c’è anche il fenomeno della medicina difensiva, che sappiamo essere una spesa inappropriata di risorse che potrebbero essere destinate- conclude- al migliorare la qualità e l’assistenza sanitaria nel nostro Paese”.

DIRE

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