“La capacità del cervello di generare nuovi neuroni è legata all’olfatto

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La “neurogenesi”, cioè la capacità del cervello di generare nuovi neuroni, è legata all’esistenza dell’olfatto, uno dei cinque sensi. La scoperta, non un punto di arrivo ma di partenza per la ricerca, è opera dei ricercatori del Neurosciences Institute Cavalier Ottolenghi-Università di Torino, con sede a Orbassano, protagonisti di uno studio durato 4 anni realizzato dal NICO e grazie al dottorato in Scienze Veterinarie dell’Università di Torino. Gli altri protagonisti, loro malgrado, sono stati i delfini: privi di olfatto e per questo analizzati nel tentativo di trovare risposta ad una domanda fondamentale.

 L’INTERROGATIVO

Da un paio di decenni si sa che alcune aree del cervello dei Mammiferi, compreso l’uomo, sono in grado di generare nuovi neuroni anche nell’individuo adulto. Nel corso degli anni lo sforzo di numerosi laboratori, in collaborazione tra loro, ha cercato di sfruttare questa “neurogenesi attiva” per riparare i danni cerebrali. Tentativi frustrati: i processi riparativi e rigenerativi, infatti, sembrano scomparsi dal nostro cervello probabilmente a seguito di scelte evolutive. Da tempo si ipotizza che la “plasticità” neurogenica sia legata esclusivamente a funzioni fisiologiche, come la memoria, l’apprendimento e la capacità di adattarsi all’ambiente. Nei topi e nei ratti, parliamo di animali da laboratorio, la zona cerebrale più attiva sotto questo profilo fornisce nuovi neuroni al bulbo olfattivo: si tratta dell’area cerebrale che percepisce gli odori e che pertanto è legata alla sopravvivenza dell’animale (ricerca del cibo, percezione dei predatori, sfera riproduttiva). Nell’uomo, in cui l’olfatto è diventato meno importante per la sopravvivenza, questa regione è meno attiva.

LA LEZIONE DEI DELFINI

Per risolvere l’enigma, il gruppo di ricerca del professor Luca Bonfanti ha deciso di studiare la stessa regione cerebrale nei delfini, sapendo che questi mammiferi acquatici non hanno olfatto: lo hanno perso 40 milioni di anni fa, sostituendolo con l’eco-localizzazione. Nel corso della ricerca sono state analizzate 12 mila fettine di cervello appartenente a 10 delfini (neonati e adulti).

LA SCOPERTA

I risultati confermano che la regione esiste, ma non produce neuroni (fenomeno mai osservato in altre specie animali). L’assenza di neurogenesi adulta nei delfini, in realtà mancante già dalla nascita, dimostra che il fenomeno è indissolubilmente legato all’esistenza della funzione olfattiva. Ma la persistenza di un residuo della regione originaria (l’antenato dei delfini attuali era un mammifero terrestre anch’esso dotato di olfatto, poi passato all’ambiente acquatico) indica una progressiva perdita delle capacità neurogeniche nel corso dell’evoluzione, confermando la tendenza ipotizzata nell’uomo. «Questi risultati – afferma Bonfanti – non escludono che la ricerca possa riuscire, un giorno, a modulare a scopo terapeutico i residui di attività neurogenica rimanenti nell’uomo, e chiariscono un dubbio che ha assillato per decenni i neuroscienziati: perché la neurogenesi diminuisce in specie longeve e con cervello grande, come la nostra».

FONTE LA STAMPA

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