Maternità surrogata, Societa’ Psicoanalitica Italiana: studiare cosa accadrà

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TEMA NON LEGATO A OMOSESSUALITA’ MA A USO CORPO E DIRITTI DEL BAMBINO (DIRE) Roma, 10 feb.

– “Esistono vari tipi di famiglie, Claude Levi-Strauss ne citava ben 54. Dico questo per ribadire che non abbiamo dati per valutare appieno il fenomeno della maternita’ surrogata, ma che sicuramente non dobbiamo legare questo tema a quello delle coppie omosessuali che combattono per avere la loro prole”. Inizia cosi’ la sua riflessione Anna Maria Nicolo’, neuropsichiatra infantile e futuro presidente della Societa’ Psicoanalitica Italiana (SPI), alla presentazione oggi famiglia-1a Roma del libro di Paola Binetti (‘Maternita” surrogata: un figlio a tutti i costi’,Edizioni Magi). “Dobbiamo studiare cosa accadra’ ai bambini nati da un utero in affitto quando saranno in eta’ adulta. Dobbiamo chiederci cosa accadra’ alle madri che hanno ceduto per soldi i loro figli. Siamo nel vivo di questa situazione. Certo adottare un figlio e’ diverso che averlo- ammette la psicoanalista-, ma avere un figlio cosa significa? E’ possesso o il bambino ha diritto di esistere aldila’ e al di sopra dei genitori?”. Il bambino comincia ad esistere “gia’ nella fase della gravidanza- spiega la neuropsichiatra-. Alcuni studi dimostrano che durante la gravidanza il feto alterna le sue fasi REM con quelle della madre (quando la mamma dorme il bambino sogna e viceversa) e che il cervello umano costruisce la propria funzionalita’ gia’ durante la gestazione, e poi successivamente nei primi periodi di vita in base alle esperienze relazionali che fara’”. Nella maternita’ surrogata “avviene una scissione tra le tre madri: biologica, gestazionale e relazionale (psicologica)- ricorda Nicolo’-, e non sappiamo ancora quali saranno gli effetti di questa scissione. Non conosciamo nemmeno cosa accadra’ a questa madre che opera una scissione. La gravidanza attiva processi fisico-chimici e psicologici- spiega il medico- infatti dopo il parto la madre entra in uno stato particolare che venne definito da Winnicot ‘Preoccupazione materna primativa’, ovvero quella capacita’ di ascoltare il bambino, determinata dai processi fisico chimici della gravidanza”.

L’utero in affitto sposta quindi “il baricentro altrove. Altrove dalla relazione sessuale e altrove dai processi fisico chimici e psichici della gravidanza. Questo altrove cosa sara’?- si chiede la futura presidente della SPI- Un segreto custodito dentro la famiglia? Un segreto sulle origini? Ci troviamo davanti ad una mutazione antropologica di non poco conto e una legge proibizionista non aiutera’, perche’ di fatto parliamo di un fenomeno massiccio”. In questa “divaricazione tra scienza ed etica, la gravidanza surrogata e’ solo uno dei tanti aspetti del senso di onnipotenza delle persone, perche’ potremmo anche parlare del desiderio di eterna giovinezza e di tanto altro ancora. Abbimo bisogno di un limite per pensare, produrre e creare- consiglia la psicoanalista- ma il dibattito tra scienza ed etica resta irrisolto. E giusto permettere alle coppie omosessuali di svolgere una loro genitorialita, anche perche’ le ultime ricerche scientifiche hanno dimostrato che i bambini di coppie omosessuali non differiscono dai bambini di coppie eterosessuali. Questo tema non riguarda l’omosessualita ma il nuovo uso del corpo e il senso del diritto del bambino. Una nuova mutazione antropologica- conclude Nicolo’- di cui ancora oggi non sappiamo molto. (Rac/ Dire)

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