Saccardi: regione Toscana peggiore per spesa farmaceutica

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Foto: www.flickr.com/caritasfirenze

“La Toscana che rappresenta un’eccellenza su molti versanti delle cure, e’ la peggiore sulla spesa farmaceutica, il che porta spesso i conti della nostra sanita’ spesso a rischio di piano di rientro”. Lo ha detto l’assessore regionale per il Diritto alla Salute, Stefania Saccardi ieri sera alla festa dell’Unita’ a Montemurlo (Prato).

Nel corso del dibattito, incentrato proprio sulle prospettive della salute, l’assessore ha lamentato una scarsa collaborazione delle aziende farmaceutiche sul fronte del payback, la disposizione che imporrebbe loro di farsi carico della meta’ dello sfondamento del limite della spesa per i medicinali in ospedale.

“Rispetto alla potenza delle aziende farmaceutiche in politica sono dei bambini- ha aggiunto, sarcastica- Dentro alla legge di stabilita’ c’e’ una norma voluta dalle aziende che modifica i tetti della spesa farmaceutica senza che si sia potuto dire alcun che. Invece, malgrado avessi un rapporto molto stretto col presidente del Consiglio, non mi e’ riuscito di far inserire la norma che preferivo sul payback. Siamo di fronte a questo tipo di poteri”. Una sproporzione quella dell’influenza sulla capacita’ decisionale a livello di governo fra politica e aziende che si riflette costantemente sull’esborso annuo per i medicinali.

“Se la spesa maggiore corrispondesse qua in Toscana a un livello di cura piu’ ampio in modo stratosferico direi che e’ un bene- ha puntualizzato- ma siccome in Emilia Romagna, in Veneto, in Lombardia si esprime ugualmente una buona sanita’, avendo una spesa nei limiti, mi chiedo perche’ nella nostra regione dobbiamo spendere una ‘baracca di quattrini’ che non possiamo utilizzare nelle tecnologie o nell’assunzione del personale”.

La Giunta regionale per il contenimento delle uscite per i medicinali ha provato a dare qualche indicazione. Ad esempio, ha diramato l’indirizzo ai dottori di prescrivere i farmaci equivalenti previsti da Aifa che hanno un costo inferiore. Non c’e’, pertanto, alcuna necessita’ di puntare sul medicinale piu’ costoso, “senno’- ha chiosato polemicamente- mi viene da pensare che qualcuno porti a casa qualche ‘regalino'”.

E rispondendo a un rappresentante delle associazioni dei malati ha riflettuto sui dubbi che serpeggiano sull’effettiva innovativita’ dei farmaci presentati come nuovi i quali hanno senz’altro un costo maggiore: “Capisco le preoccupazioni delle associazioni. Capisco meno i professionisti che fomentano le associazioni- ha proseguito- convincendole che un farmaco cosiddetto nuovo non abbia in realta’ le caratteristiche di novita’”. Purtroppo, ha concluso, “a livello nazionale non abbiamo un organismo che valuti la reale innovativita’ dei farmaci”. (Cap/ Dire)

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