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Infermieri e gestione dell’emergenza, quel che Bugani non sa (o finge di non sapere)

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Consigliamo a Massimo Bugani di documentarsi meglio la prossima volta per evitare di offendere – pur di attaccare un avversario politico – in un colpo solo migliaia di infermieri.

Nel 2018, nel nostro Paese, l’infermiere di ambulanza è un professionista laureato, ha frequentato master in area critica, consegue gli stessi brevetti di un medico per imparare a gestire un paziente infartuato, in arresto cardiorespiratorio o vittima di un trauma grave. È un professionista che si aggiorna costantemente.

Bologna ha fatto da apripista nella creazione del sistema di emergenza extra-ospedaliera per come oggi lo conosciamo, grazie ad anni di collaborazioni e sinergie tra Professionisti Sanitari (medici, infermieri ed autisti-soccorritori) che giorno dopo giorno, negli anni, hanno strutturato un sistema performante ed efficiente, che garantisce una risposta rapida e qualificata a garanzia della salute del cittadino, che rimane sempre la priorità.

Ci sono leggi nazionali e regionali che abilitano l’infermiere di ambulanza a somministrare farmaci salvavita secondo rigorosi protocolli e linee guida con valenza europea e internazionale. Si agisce in base alle procedure e priorità e si salvano, così, centinaia di vite.

Lo facciamo ogni giorno con passione e professionalità. Prima di offenderci solo per alimentare un po’ di polemica politica sarebbe bene ricordarlo.

Il Consiglio Direttivo dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Bologna.

 


in copertina: foto Domenico Marchi

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