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Vaccini, il 46% degli italiani teme effetti collaterali, anche in assenza di evidenze

Vaccini, il 46% degli italiani teme effetti collaterali, anche in assenza di evidenze

Vaccini, il 46% degli italiani teme effetti collaterali, anche in assenza di evidenze
| domenica 28 Aprile 2019

L’Italia diffida degli effetti collaterali, ma è in buona compagnia: in Europa è il 48%. Intanto, Burioni loda il sindaco Andrea Gnassi che ha segnalato a Procura e Ausl chi non si è vaccinato ma continua ad andare a scuola

ROMA – Il 46% degli italiani è convinto – anche se le evidenze dicono il contrario – che i vaccini possano causare spesso gravi effetti collaterali, il 32% che indeboliscano il sistema immunitario e il 34% che possano causare la malattia da cui proteggono. Questi i risultati del primo Eurobarometro sugli atteggiamenti nei confronti dei vaccini ottenuti attraverso un questionario con 12 domande in tutta Europa. I risultati sono chiari, l’Italia non è sola: anche il 48% degli europei ritiene che i vaccini abbiano spesso gravi effetti collaterali e il 38% pensa che possano provocare malattie dalle quali proteggono.

“Il nostro lavoro volto ad aumentare la copertura vaccinale e a lottare contro la disinformazione sui vaccini è lungi dall’essere concluso” ha commentato il vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen. Ci sono anche dei dati positivi però, a livello europeo emerge che l’85% dei cittadini ritiene che la vaccinazione sia un modo efficace per prevenire malattie infettive, proteggere gli altri e sé stessi. “Ad oggi i vaccini costituiscono una delle misure di sanità pubblica più efficaci” ha sottolineato Katainen. Il 12 settembre 2019 si terrà il vertice mondiale sulla vaccinazione a Bruxelles. “Si tratta di un chiaro messaggio di sostegno politico” ha detto il vicepresidente, aggiungendo: “I vaccini funzionano”.

BURIONI LODA RIMINI: GNASSI ESEMPIO PER ALTRI SINDACI

Andrea Gnassi a Rimini come Bill De Blasio a New York. Il virologo Roberto Burioni, strenuo bacchettatore di anti-vaccinisti, loda il sindaco di Rimini per la linea dura adottata dall’amministrazione contro i genitori che continuano a non rispettare l’obbligo vaccinale. “Per una volta non siamo ultimi, ma combattiamo con i primi. Bravo Andrea. Un ottimo esempio per gli altri primi cittadini”, plaude Burioni compiacendosi per le scelte del Comune di Rimini, che ha inviato alla Procura la segnalazione di casi di alunni che continuano a frequentare scuola o nidi di infanzia, pur non essendo in regola con gli obblighi vaccinali, e in questi giorni sta infliggendo alle famiglie ‘no-vax’ multe salate.

“Due sindaci, Bill de Blasio di New York e Andrea Grassi di Rimini. Entrambi impegnati a difendere i loro cittadini più deboli dal pericolo costituito dalla ignoranza e dall’egoismo degli antivaccinisti”, conclude Burioni.

 

NEI GIORNI SCORSI 10 CASI SEGNALATI AD AUSL E PROCURA

Nei giorni scorsi, sono stati 10 i casi segnalati alla Procura dal Comune di Rimini di bimbi non in regola con le vaccinazioni obbligatorie che continuano a frequentare scuola o nidi di infanzia. Il termine per la regolarizzazione scadeva lo scorso 10 marzo e già all’indomani Palazzo Garampi aveva avvisato i genitori che gli alunni per i quali non era stata presentata la documentazione richiesta dalla legge non avrebbero più potuto frequentare nidi e scuole dell’infanzia, segnalando all’Ausl e alla Procura i rispettivi genitori. “In un quadro nazionale colpevolmente incerto- l’assessore ai Servizi educativi Mattia Morolli- Rimini continua ad andare avanti, fino in fondo, consapevole della necessità per la salute pubblica degli obblighi vaccinali previsti dalla vigente legge Lorenzin”.

Da qui la segnalazione dei casi non in regola ad Ausl e Procura. “Una azione, la nostra, che insiste per garantire a tutte le famiglie riminesi in regola con gli obblighi vaccinali di poter inviare i loro figli nelle scuole e asili senza preoccupazioni per la loro salute, in particolare quelli più esposti a livello sanitario”.

Fonte DIRE www.dire.it

 

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