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L’importanza dell’alito: da dove nascono i problemi e come evitarli

L’importanza dell’alito: da dove nascono i problemi e come evitarli

L’importanza dell’alito: da dove nascono i problemi e come evitarli
| martedì 2 Agosto 2016

Ammettiamolo: l’alito è il nostro bigliettino da visita e, chi più e chi meno, se ne preoccupa costantemente. Specialmente nei momenti importanti: chi a un primo appuntamento non ha masticato un intero pacchetto di gomme per avere l’alito sempre pronto al primo bacio? E poi diciamolo: potremmo essere di fronte al partner – uomo o donna – più affascinante del mondo, ma se ha l’alito cattivo, tutto il romanticismo evapora. Tuttavia, nonostante l’alito sia importantissimo – un sondaggio britannico ha rilevato che 9 persone su 10 se ne preoccupano – pochi sanno davvero cosa fare o non fare per mantenerlo sempre fresco. Anzi molti di noi sono convinti di fare le cose giuste, quando in realtà non si fa altro che peggiorare la situazione. A sfatare falsi miti e rivelare quali sono invece le verità sull’alito cattivo è stato un noto dentista britannico, James Goolnik, interpellato dal sito Healthista.

IL COLLUTORIO NON RISOLVE IL PROBLEMA DELL’ALITO CATTIVO

E’ un falso mito quello secondo cui il collutorio sia un metodo efficace per mantenere l’alito fresco. Non fidatevi delle promesse dei produttori. Il collutorio, infatti, ci libera dal cattivo odore solo temporaneamente. «E’ un po’ come se ti alzi al mattino e non hai avuto il tempo di fare una doccia e così ti spruzzi il profumo o il deodorante e pensi che questo andrà bene -, spiega Goolnik. – Potrebbe funzionare per un paio d’ore, ma poi l’odore del corpo tornerà fuori di nuovo. La cosa migliore – sottolinea – è quindi pulirsi e lo stesso vale per la bocca». Non solo.

IL FILO INTERDENTALE

La bocca va pulita con attenzione. «La maggior parte degli odori – spiega l’esperto – provengono dai batteri situati fra i denti». Non basta quindi solo qualche spazzolata superficiale per eliminare i cattivi odori. E purtroppo questo, secondo Goolnik, è proprio quello che fa la maggior parte delle persone. «Sono brave a lavarsi, ma non così brave a pulire fra i denti, cioè da dove partono gli odori», spiega. Per ottenere un risultato ottimale ci si può aiutare anche con altri strumenti, oltre allo spazzolino. Ad esempio il filo interdentale, che è in grado di passare fra i denti ed eliminare i batteri maleodoranti.

FALSO MITO: «SE AVESSI L’ALITO CATTIVO SICURAMENTE ME NE ACCORGEREI»

Spiacente deludere molti voi, ma credere di poter stabilire se il proprio alito è all’altezza o meno è gravissimo errore. «La più grande bugia che ci si può raccontare è di riuscire ad accorgersi da soli se il proprio alito è cattivo», dice Goolnik. «Il 95% delle persone – aggiunge – non ha alcuna idea se ha davvero l’alito cattivo o meno». Il fatto è che ci si abitua gradualmente all’odore del proprio alito. Tanto che non possiamo giudicarlo con obiettività.

COME CAPIRE DA SOLI CHE ODORE HA IL NOSTRO ALITO

E non c’è alcun trucchetto che può aiutarci. Secondo l’esperto, neanche se si alita nelle proprie mani chiuse a coppa ci può aiutare a capire lo stato del proprio alito. Bisogna necessariamente affidarsi al giudizio di un’altra persona. «Uno dei trucchi che si possono mettere in atto è chiedere se si ha l’alito cattivo o meno a una persona di fiducia, come il vostro partner o un amico», dice Goolnik. «E se questa persona vi ama veramente dovrebbe dirvi la verità, piuttosto che lasciarvi esporre al resto del mondo», aggiunge.

Ma se proprio non si vuole imporre a nessuno il proprio alito, ci sarebbero altri modi. Non sono sicuri al 100 per cento, ma per i dentista britannico sono di certo meglio di niente. Si può ad esempio leccare la parte interna del polso, aspettare 10 secondi e sentire che odore ha. O usare il filo interdentale tra i denti posteriori, attendere 10 secondi che la saliva si asciughi e odorare.

L’ALITO CATTIVO DIPENDE DA QUELLO CHE MANGIAMO

Caffè, pesce, aglio, fumo, alcol e così via. Tutti, nostro malgrado, abbiamo sentito nell’alito altrui una di queste tracce, riconoscendole perfettamente.

«L’alito di caffè esiste e l’alito cattivo può essere causato da cibi e bevande», conferma Goolnik. «Provocano l’alito cattivo a breve termine – continua – ma va via abbastanza rapidamente. Se infatti si è sani e in forma, il corpo e la saliva sono in grado di lavare via gli alimenti e di contribuire a neutralizzare gli odori abbastanza rapidamente».

L’INFLUENZA DEL CAFFE’

Ma per gli amanti del caffè, che bevono una tazzina dietro l’altra, senza dare al corpo i tempo di lavare via, seppur parzialmente, gli odori, l’esperto suggerisce un piccolo trucchetto.

Poco ortodosso, ma valido: bere il caffè con una cannuccia. Proprio così. La cannuccia permette infatti di bere la bevanda preferita senza che questa entri troppo in contatto con la lingua, i denti o altre parti della bocca. Questo significa preservare, anche se solo in parte, alcuni punti della bocca. E soprattutto ci evita di macchiare i denti. Questo però è solo un rimedio a breve termine. «Lo fai solo una volta per sbarazzarti degli odori e nasconderli, ma torneranno di nuovo», assicura il dentista britannico.

MEGLIO NON LAVARSI I DENTI DOPO LA PRIMA COLAZIONE

Chi ha l’abitudine di lavarsi i denti subito dopo la prima colazione, dovrebbe sbarazzarsi di questa abitudine. Secondo Goolnik, numerosissime ricerche hanno dimostrato che la maggior parte delle persone fa colazione con cibi e bevande acide, come i succhi di frutta. E se ci si lava i denti dopo aver consumato alimenti acidi, c’è il rischio di spazzolare questo acido per tutta la bocca, aumentando il rischio abrasioni e usura dei denti. «Si consiglia sempre di lavarsi i denti quando ci si sveglia la mattina e poi di spazzolarli un’ora dopo cena», dice Goolnik.

ALLA SCARSA IGIENE ORALE CORRISPONDE UN ALITO CATTIVO

Inutile nascondersi dietro un dito. L’alito cattivo dipende sostanzialmente da una scarsa igiene orale. «Più dell’80 per cento dei casi di alito cattivo è causato da una cattiva igiene orale», conferma Goolnik. Ma attenzione: igiene orale non significa solo mantenere i denti puliti. Alcune persone, secondo l’esperto, hanno l’alito cattivo perché non lavano la lingua. «Sulla lingua ci sono milioni di piccoli peli e il cibo e i batteri potrebbero rimanere intrappolati su alcuni di essi», spiega Goolnik. «Per questo è veramente importante pulire la lingua regolarmente almeno due volte a settimana», aggiunge. E’ possibile pulire la lingua con lo spazzolino da denti. Ma se si è alla ricerca di qualcosa di più efficace, esistono speciali «raschietti» che possono durare fino a un anno.

L’ALITO CATTIVO PUO’ DIPENDERE ANCHE DALLO STOMACO

E’ vero che la causa più comune dell’alito cattivo è la scarsa igiene orale. Ma in alcuni casi eccezionali potrebbero esserci altre cause. L’alito cattivo può infatti dipendere dallo stomaco. «E’ abbastanza raro, ma la gente che soffre di reflusso o indigestione acida, gli alimenti che hanno mangiato possono tornare su e causare odori», spiega Goolnik. Ma sono casi davvero rari.

PROBLEMI ALLE GENGIVE 

Più comuni i casi di alito cattivo causati da gocciolamento rinofaringeo o da malattie gengivali. Nel primo caso i batteri responsabili del cattivo odore provengono dal naso e poi raggiungono la lingua. «E qualcosa che il dentista è in grado di verificare», sottolinea l’esperto. Bastano poi degli antibiotici o dei lavaggi nasali per sbarazzarsi del problema. Per quando riguarda la malattie delle gengive, queste sono più comune di quanto si pensi.

«E’ una malattia batterica nella bocca e provoca un odore ben distinto, spesso diverso rispetto agli altri odori tipici dell’alito cattivo», spiega Goolnik. Uno dei sintomi più trascurati è il sanguinamento gengivale: quando cioè ci si lava i denti e ci si accorge di sputare sangue. Non è una cosa normale. Bisogna quindi rivolgersi al medico che saprà indirizzarvi verso la giusta terapia.

 FONTE LA STAMPA

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