Rispetto delle Norme

Rispetto delle norme che regolano la pubblicità sanitaria

 

La pubblicità sanitaria fino al 2006 è stata disciplinata dalla Legge n. 175/92 e successive modifiche e integrazioni (sino alla Legge n. 112/2004).

La legge del 1992 regolamentava rigidamente la pubblicità sanitaria:

  • regolamentandone mezzi (targhe e inserzioni) e contenuti che potevano essere indicati;
  • subordinando le uniche forme di pubblicità consentite ad autorizzazioni del Sindaco o della Regione, previo nulla osta degli Ordini (nel caso di strutture sanitarie ecc.).

In definitiva prima del 2006 era vietata qualunque forma di pubblicità al di fuori dei mezzi e dei contenuti espressamente previsti, ed era consentita la pubblicità solo se espressamente autorizzata e se conforme alla normativa che rigidamente la disciplinava.

Oggi tale legge è stata abrogata dal così detto “Decreto Bersani” D.L. n. 223/2006 (art. 2) convertito nella Legge n. 248/2006, l’intera materia della pubblicità sanitaria resta oggi assoggettata alle disposizioni introdotte da tale legge.

Con il decreto Bersani diventa quindi possibile fare liberamente la pubblicità informativa dalle caratteristiche del servizio offerto, ai prezzi e costi complessivi delle prestazioni, ecc…, senza vincoli di mezzi e necessità di autorizzazioni.

La pubblicità deve però in ogni caso continuare ad essere palese, veritiera, corretta, non equivoca o ingannevole o denigratoria e deve essere conforme ai principi espressi dal codice deontologico. Agli ordini professionali rimane affidato il potere di verifica della trasparenza e della veridicità del messaggio pubblicitario e, in caso di non ottemperanza alle norme, di applicazione delle sanzioni disciplinari (art.2 lett.b).

 

Tale attività di controllo viene coniugata ai poteri inibitori e sanzionatori attribuiti all’Autorità garante della concorrenza e del mercato al quale è affidato il poter di avviare procedimenti ispettivi, anche su segnalazione dei professionisti, dei consumatori e degli stessi Ordini professionali, e di adottare i conseguenti provvedimenti sanzionatori al fine di garantire che la pubblicità non sia ingannevole (d.lgs. 2 agosto 2007, n.145), non dia vita a pratiche commerciali sleali (d.lgs. 2 agosto 2007 n.146) e, nel caso sia comparativa, rispetti le indicazioni di legge (d.lgs. 2 agosto 2007, n.145).

La Federazione Nazionale dei Collegi IPASVI ha emanato delle Linee guida per i Collegi Provinciali sulla Pubblicità dell’Informazione sanitaria approvate dal Comitato Centrale nella seduta del 14 giugno 2008, che attualmente sono in via di ridefinizione e adeguamento alla luce delle nuove norme e delle sentenze della Cassazione, tra cui ricordiamo l’articolo 3 della recente Legge n. 148 del 14 settembre 2011, che sancisce la massima libertà della “pubblicità informativa” (il cui divieto ai professionisti come sopra riportato del già stato abrogato dalla Dl 223/06 Bersani-Visco).

Il Collegio di Bologna è disponibile a richiesta a fare una valutazione della pubblicità (targhe, siti internet, biglietti da visita, ecc.) che i propri iscritti liberi professionisti intendono divulgare sulla loro attività.

 

Iscriviti alla nostra Newsletter

Desidero iscrivermi alla Newsletter e acconsento al trattamento dei dati personali per tale finalità, alle condizioni indicate nella Privacy e Cookie Policy