Formazione e Cure Palliative: intervento del Prof. Guido Biasco

Share on Facebook0Share on Google+0Share on LinkedIn0Tweet about this on Twitter

In questi ultimi anni si osserva una crescita di interesse per il Il tema delle Cure Palliative. Questo è dovuto ad una sempre più consapevole coscienza civile che anima il dibattito culturale e mette in luce i bisogni di una assistenza che offra dignità alla sofferenza e al fine vita (1).

Nonostante questa evoluzione culturale le vedute sono ancora piuttosto disomogenee sia per ciò che riguarda la organizzazione che per gli aspetti relativi alla definizione del profilo di competenze di chi decide di dedicarsi alla cura del paziente affetto da malattia degenerativa cronica inguaribile e della sua famiglia (2).

La Legge 38, approvata dal Parlamento italiano Il 15 marzo 2010, ha stabilito le regole per raggiungere un ordine nel sistema di cure palliative e di cure del dolore nel nostro Paese (3). Siamo ora nella fase applicativa, una parte molto difficile se si pensa al caleidoscopico mondo delle cure palliative, cresciuto spesso su dinamiche locali in terreni molto diversi per cultura e potenzialità economiche (4).

Creare le regole per la definizione del profilo professionale omogeneo per tutti gli operatori che vogliono entrare nel modo operativo delle cure palliative è una operazione che deve tenere conto sia del riconoscimento delle cure palliative come un settore della clinica in cui sono enfatizzate la componente umanistica che della necessità di un lavoro comune che si può realizzare in un clima operativo di multidisciplinarietà (5).

La Società Italiana di Cure Palliative (SICP) con la pubblicazione di un documento sul core curriculum dei medici palliativisti e con l’impegno di realizzare un analogo documento per i professionisti sanitari e sociali (Infermieri, Assistenti Sociali, psicologi, fisioterapisti, volontari) cerca di definire i livelli di competenze necessari che, attraverso un piano di formazione adeguato, possano portare ad un corpo di professionisti, i quali, attraverso il profilo acquisito, possano impegnarsi in maniera credibile nel tentativo di una affermazione solida delle cure palliative nel mondo della medicina.

La Università ha risposto a queste esigenze con la stesura di master di primo e secondo livello che tengono conto della omogeneità di formazione, della multidisciplinarità, della formazione professionalizzante e non solo di quella formale accademica (Tab I e II). Anche se con un certo ritardo rispetto alle istanza sociali la Università scende in campo con una offerta formativa che affianca gli obiettivi della Legge (6).

L’articolo di Nepoti e Montanari, (disponibile nella sezione del sito “Cure Palliative” ndr), mi sembra molto illuminante su un aspetto fondamentale che è quello della formazione a monte delle cure palliative. Infatti una educazione troppo concentrata sul tema potrebbe creare qualche difficoltà operativa (7).

Conoscere la storia naturale e la clinica della malattia degenerativa cronica inguaribile come il cancro avanzato è fondamentale per comprendere tutto il vissuto del paziente e della sua famiglia e non solo la parte finale di cui si possono cogliere solo aspetti di drammaticità contingenziale ai bisogni del momento, necessità che però poggiano su bisogni e speranze del passato.

Queste osservazioni portano alla considerazione che i corsi di formazione sulle cure palliative, master compresi, potranno realizzare un prodotto culturale seriamente spendibile sul campo se si rivolgono prevalentemente a operatori che abbiano maturato esperienza clinica nel settore in cui si sviluppa la necessità della palliazione (oncologia, neurologia, pediatria,…).

E’ questo un aspetto da inserire per consolidare gli sforzi che società civile, società scientifiche, Istituzioni stanno sostenendo per dare supporto ad un settore tanto necessario quanto ancora fragile, come tutte le cose in crescita.

Bibliografia

1. Clark D. From margins to centre: a review of the history of palliative care in cancer. Lancet Oncol. 2007; 8: 430-438

2. Portenoy RK. Palliative medicine: from paradigm to best practice. JPalliat Med 2008; 11: 1092-1093

3. Gazzetta Ufficale della Republica Italiana, numero 65 del 19.03.2010

4. Biasco G. and Baider L. Cultural, social and political factors in providing palliative care. ASCO Ed Book, 2011

5. Biasco G, Surbone A. Cultural challenges in caring for our patients with advanced cancer. Letter. J Clin Oncol 2008; 26:1-2

6. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, numero 89 del 16.04.2012

7. Nepoti G, Montanari A.L’importanza della formazione nella realizzazione delle cure palliative di qualità, Rivista “Professione Infermieri” Collegio IPASVI prov. di Bologna, 2012, 23-9

Autore: Prof. Guido Biasco, Professore Ordinario di Oncologia Medica, Centro Interdipartimentale di Ricerche sul Cancro “Giorgio Prodi”, Alma Mater Sutiorum Università di Bologna & Accademia delle Scienze di Medicina Palliativa, Bentivoglio-Bologna.

Riflessioni sull’articolo “la importanza della formazione nella realizzazione di cure palliative di qualità” pubblicato sulla rivista “Professione Infermiere” n.1 del 2012

Potrebbe interessarti...