La dialisi peritoneale è ancora una metodica dialitica marginale?

39648414_s
Share on Facebook0Share on Google+0Share on LinkedIn0Tweet about this on Twitter

La sua elevata ed indubbia preparazione scientifica …grande capacità riflessiva …calma interiore…buon senso non comune …capacità di essere umile, ed una naturale empatia, che associate alla facilità di entusiasmarsi …lo rendevano… (Dott. Marco Lombardi) …“Amedeo De Vecchi: un uomo, medico e nefrologo”

A distanza di dodici anni dall’articolo di Amedeo De Vecchi, parallelamente al diversificarsi delle strategie di dialisi peritoneale, un grosso impulso ha avuto la ricerca di competenze assistenziali specifiche che potessero far emergere questa metodica dalla marginalità in cui, i nostri stessi colleghi, medici ed infermieri, la relegano. La definizione del termine “marginale” lega e sé due paradigmi “ciò che non ha peso” e “ciò che non ha valore”,  due elementi che in dialisi peritoneale convivono contrapposti.

Il concetto di “peso” della metodica è ampiamente rappresentato dai dati di penetrazione della stessa, che rispetto la totalità dei trattamenti dialitici ce la mostrano come una metodica di “poco peso”. Il “valore” di questa metodica, dal punto di vista clinico, è ampiamente dimostrato ma, unitamente alla clinica, l’assistenza che i pazienti ricevono in dialisi peritoneale rappresenta un’eccellenza nel contesto della professione infermieristica. L’assistenza infermieristica preventiva, curativa, riabilitativa e palliativa, di natura tecnica, relazionale ed educativa trova ampi contesti di sviluppo in dialisi peritoneale.

edtnaEDTNA/ERCA (Associazione Europea Infermieri Dialisi e Trapianto/Associazione Europea per il Trattamento delle Malattie Renali) in questi anni si è fatta promotrice di una ricerca nazionale “sulla ratio infermiere/n. pazienti nei servizi di dialisi peritoneale in Italia: risultati, trend e loro utilizzo” che ha permesso nel 2005 di conoscere le diverse realtà organizzative dei Centri Italiani che praticano la Dialisi Peritoneale, le funzioni delle diverse figure professionali che compongono il gruppo multidisciplinare con particolare riferimento al ruolo dell’ infermiere. Gli ambiti in cui gli infermieri di DP operano sono estremamente diversificati: dall’ambulatorio alla degenza, al domicilio e contesti residenziali sociali confermando la capacità di adattare la propria professionalità al bisogno di salute. L’attività assistenziale vede come primo protagonista il paziente, ma non unico soggetto di interventi che, nel processo educativo di gestione della patologia, vedono il coinvolgimento della famiglia e di colleghi di altre realtà operative in cui sono ricoverati i pazienti.

L’assistenza al paziente dializzato peritoneale oggi si fonda sulla continuità di un processo assistenziale che inizia nella fase pre dialitica prosegue nell’addestramento alla metodica e gestione della malattia, seguendo la persona anche al suo domicilio. Passando attraverso l’affrontare le complicanze accompagna la persona, ove possibile, al trapianto ed ove non è possibile alla morte. L’obiettivo dell’empowerment del paziente rappresenta, in dialisi peritoneale, un elemento consolidato, supportato dai dati relativi al ridotto numero di numero di peritoniti, un indicatore di processo fortemente rappresentativo della qualità dell’assistenza.

Unitamente alla definizione di una specializzazione professionale, EDTNA/ERCA ha esperito l’ambito delle politiche sanitarie (Milano 2010 – Bari 2011) mettendo a confronto due sistemi sanitari regionali fortemente orien- 48 N. 3 – Novembre / Dicembre 2013 tati alla domiciliazione delle cure, come obiettivo strategico cogente per la qualità di vita della persona ed sostenibilità economica delle cure. La continuità di cura presente in dialisi peritoneale è il presupposto indispensabile per la costruzione della rete tra ospedale e territorio, ma la sua realizzazione richiederà un ulteriore sforzo nello sviluppo di competenze di management sanitario.

Educazione terapeutica e competenze tecniche educative specifiche per gli interventi rivolti agli adulti hanno caratterizzato i percorsi formativi che EDTNA/ ERCA ha proposto ai colleghi infermieri e medici spesso ospiti delle nostre giornate formative in un percorso di professionalizzazione, espertizzazione e persa di coscienza che sicuramente non supportano la tesi della marginalità della metodica e delle competenze professionali che la sua pratica richiede. Proprio quest’ultimo aspetto può essere la criticità per il suo sviluppo: non tutti i professionisti hanno avuto modo di sviluppare le competenze professionali necessarie a sostenere la pratica della metodica peritoneale. La dialisi peritoneale non è un impegno marginale per i professionisti che decidono di promuoverla nei propri centri ed in questi anni gli infermieri, nei propri contesti, hanno lavorato a fianco della professione medica per costruire il “valore salute”, per i dializzati, uno dei più alti valori cui una società moderna possa ambire.

Le aree di sviluppo futuro per gli infermieri sono orientate alla produzione di linee guida che sostengano la pratica professionale, che non si esaurisce nel “garantire la corretta applicazione delle prescrizioni terapeutiche e diagnostiche” (D.L. 739/94) e la definizione del “core curricula” professionale dell’infermiere di dialisi peritoneale, a sostegno del valore di una specializzazione. La definizione di out come in dialisi peritoneale e la loro correlazione al modello organizzativo rappresenta la strategia vincente per sostenere il valore di una dialisi, spesso emarginata dalla stessa nefrologia, che oggi rischia di essere appiattita da un modello di “care” orientato all’intensità di cura e non alla specificità dei “bisogni della persona”.

 

BIBLIOGRAFIA

• Decreto ministeriale 739/94 profilo dell’infermiere

• Ricerca EDTNA/ERCA sulla ratio infermiere/n. pazienti nei servizi di dialisi peritoneale in Italia: risultati, trend e loro utilizzo (2005)

• Consensus conference: La Dialisi Peritoneale quale protagonista nel processo di deospedalizzazione e della gestione assistenziale per intensità di cure. Milano 2010 – Bari 2011 – www.edtna-erca.it

 

Autori:

Pegoraro Marisa Presidente EDTNA/ERCA Filiale Italiana

Delalio Alessia Referente Nazionale GIPD EDTNA /ERCA Filiale Italiana

Zito Maria Pia Referente Centro GIPD EDTNA/ERCA Filiale Italiana

 


 

Articolo tratto dalla Rivista “Professione Infermiere” del Collegio IPASVI di Bologna, n.3/2013

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Potrebbe interessarti...