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20 decimi di vista? Possibile con tanto allenamento

20 decimi di vista? Possibile con tanto allenamento

20 decimi di vista? Possibile con tanto allenamento
| lunedì 20 Giugno 2016

Con una serie di esercizi dell’occhio, si può ottenere una supervista, o come si dice più correttamente l”ipervisione’  e a beneficiarne possono essere soprattutto gli atleti, sempre alla ricerca di un ‘quid’ per superarsi.

Alessandro Segnalini, docente della Sapienza di Roma, durante il congresso nazionale ‘Ipovisione-Sportvision 2016, ha spiegato che se un atleta percepisce meglio le immagini, chiaramente avrà un aumento del senso della profondità, se prendiamo uno sportivo che deve rapportarsi con i compagni, con la palla, con gli avversari ha una messa a fuoco a diversa distanza, se alleniamo i suoi occhi è come allenare ogni muscolo del corpo, se potenziamo la funzione anche la performance sportiva migliorerà.
Segnalini ha dimostrato i risultati, attraverso una serie di esperimenti, possono essere sorprendenti, con addirittura il raggiungimento di una vista da venti decimi attraverso alcuni esercizi nati per aiutare gli ipovedenti. L’essere umano sfrutta soltanto il 40-60% delle proprie capacità visive, e questa percentuale può essere incrementata con una serie di tecniche che noi usiamo normalmente in pazienti ipovedenti, che se usate su normovedenti possono portare a ipervisione.
Il test svolto di è basato sulle tecniche dalla microperimetria al biofeedback, che consistono nell’allenare l’occhio con determinati movimenti, ad esempio seguendo il cambiamento di colore di una scacchiera. Il test, svolto su 15 tennisti della Federazione, tutti con oltre dieci decimi, ha illustrato l’esperto al convegno, con dieci sedute da 20 minuti di visual training, ha portato al miglioramento dell’acuità visiva fino appunto anche a 20 decimi, oltre che di altre caratteristiche come la sensibilità al contrasto. Dallo studio è emerso che sui tiratori ha verificato un aumento dei punteggi medi, da 163 a 210. Si riesce  a migliorare i tempi di reazione occhio-cervello, ovvero a diminuire il tempo che l’impulso percepito dall’occhio impiega ad arrivare alla zona corticale.
Gli esperti hanno spiegato che le tecniche di ‘sportvision’, stanno prendendo sempre più piede nelle federazioni sportive. Sempre più discipline utilizzano queste tecniche, da quelle di squadra a quelle apparentemente ‘statiche’ come il golf, in cui è fondamentale riuscire a concentrare lo sguardo nel punto preciso da colpire per evitare di sbagliare il tiro.

FONTE ANSA

 

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