Aiuto, mio figlio va male a scuola!

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Svogliatezza, difficolta’ di concentrazione in classe e durante i compiti a casa, mancanza di motivazione, rendimento al di sotto delle proprie possibilita’. Sono queste le principali difficolta’ che i genitori portano al servizio di sportello d’ascolto dell”Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma presso le scuole.

Mentre raccontano le mamme e i papa’ spesso sono concitati, agitati, bisognosi di consigli e decisi nel risolvere il problema scolastico possibilmente nel piu’ breve tempo possibile. Quasi tutti sono concentrati sulle difficolta’ scolastiche e fanno fatica a guardare nell’interezza il loro figlio. È spesso difficoltoso inserirsi nel loro discorso e portare i genitori su un altro piano, per far comprendere che nello studio le capacita’ di apprendimento e il rendimento non sono separati dagli aspetti emotivi e relazionali.

Le componenti cognitive sono supportate ed anche trainate da quelle emotive, cercare dunque la causa delle difficolta’ solo da una parte escludendo l’altra non porta ad una reale soluzione del problema. “Il nostro intento- spiegano da IdO- e’ sempre quello di guardare al bambino o ragazzo nella sua globalita’, e quando dei genitori arrivano chiedendo aiuto per un problema scolastico ci poniamo sempre la domanda: ”Come sta questo/a bambino/a emotivamente? Che fase sta attraversando? È autonomo/a? Ci sono o ci sono stati dei problemi familiari o eventi traumatici?”. È necessario approfondire il percorso scolastico e se necessario inviare il bambino ad effettuare una valutazione per individuare eventuali disturbi specifici di apprendimento o bisogni educativi speciali, ma quando questi vengono esclusi bisogna ascoltare il racconto dei genitori su un altro livello”.

Prima di tutto, aggiungono dall”Istituto, sarebbe opportuno riuscire a “slegarsi” dall’ansia che questa situazione crea in casa. Di solito mettere un tutor per i compiti solleva la relazione genitori-figli dal peso di dover fare continuamente a braccio di ferro per gli impegni scolastici e da’ ai bambini la possibilita” di sperimentare autonomia in una relazione emotivamente piu’ tranquilla. Utilissimo quando ci sono delle difficolta’ nello studio lavorare su altri piani. In particolare e’ fondamentale favorire l”autonomia del proprio figlio in tutte le aree, non pretendendola solo in campo scolastico. Dal vestirsi da soli, al dormire, all”andare in bagno, ecc. Questo aumenta le generali capacita” organizzative, aumenta l”autostima e di conseguenza ha effetti positivi sull’organizzazione a scuola.

Quando dal racconto dei genitori emergono delle vulnerabilita’ nel ragazzo o nel sistema familiare e dunque i problemi scolastici risultano una conseguenza o un sintomo del malessere, e’ consigliabile pensare ad un consulto psicologico per i genitori e/o per il ragazzo che prenda in carico la parte emotivo-affettiva. Nell’ascolto delle difficolta’ scolastiche e’ necessario dunque spaziare su piu’ livelli con l”obiettivo di restituire ai genitori l’immagine globale e complessa del proprio figlio, e di aiutarli a ripensare e riguardare al proprio figlio con occhi nuovi e piu’ consapevoli. (Wel/ Dire)

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