Da Gimbe la ricetta per la sostenibilità del SSN

Share on Facebook0Share on Google+0Share on LinkedIn0Tweet about this on Twitter

Il Rapporto Gimbe sulla sostenibilita’ del SSN, presentato lo scorso giugno in Senato (www.rapportogimbe.it), ha quantificato per il 2025 un fabbisogno € 200 miliardi, cifra che puo’ essere raggiunta con l’apporto congiunto di tre “ingredienti”: adeguata ripresa del finanziamento pubblico, piano nazionale di disinvestimento dagli sprechi (stimati in oltre € 24 miliardi/anno) e incremento della quota intermediata della spesa privata. Dalla consultazione pubblica del Rapporto, alla quale hanno partecipato migliaia di persone, e’ emersa la necessita’ di avviare un monitoraggio continuo e indipendente su responsabilita’ e azioni di tutti stakeholder della sanita’: per questo la Fondazione ha lanciato l’Osservatorio Gimbe sulla sostenibilita’ del Ssn.

Nino Cartabellotta, Presidente GIMBE

Nino Cartabellotta, Presidente GIMBE

“Riguardo a Governo e Parlamento- spiega Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe- obiettivo permanente dell’Osservatorio e’ di vigilare sulle dinamiche e l’entita’ del finanziamento per la sanita’ pubblica e di valutare parallelamente l”azione legislativa: identificando carenze normative (priorita’ assoluta il riordino della sanita’ integrativa), individuando nei disegni di legge in corso di discussione criticita’ e possibili contraddizioni con altre normative e, soprattutto, monitorando lo status di applicazione di quelle vigenti. Cosi’ in un comunicato la Fondazione Gimbe.

Le valutazioni dell’Osservatorio saranno guidate da tre principi fondamentali: evidence for health, ovvero le migliori evidenze scientifiche devono essere integrate in tutte le decisioni politiche che riguardano la salute delle persone; health in all policies, perche’ la salute delle persone deve guidare tutte le politiche, non solo sanitarie, ma anche industriali, ambientali, sociali, economiche e fiscali; value for money, perche’ ottenere il massimo ritorno in termini di salute dal denaro investito in sanita’ e’, al tempo stesso, mandato etico e obiettivo economico di un sistema sanitario.

“Le Regioni- continua il Presidente- saranno innanzitutto invitate a rendere pubbliche la percentuale di risorse destinate ai tre livelli essenziali di assistenza (prevenzione, distrettuale, ospedaliera) e quella ripartita tra pubblico e privato accreditato. Se, infatti, i criteri di riparto del Fondo Sanitario Nazionale possono essere oggetto di discussione, in quanto espliciti, l”assenza un quadro comparativo sull’allocazione regionale del denaro pubblico e’ un inaccettabile elemento di mancata trasparenza istituzionale”.

Considerato che secondo il Rapporto Gimbe oltre € 12 miliardi di sprechi e inefficienze vengono assorbiti da sovra- e sotto-utilizzo di servizi e prestazioni sanitarie e da inadeguato coordinamento del”assistenza, l’Osservatorio intende fornire evidenze e dati per facilitare a Regioni e Aziende sanitarie il processo di disinvestimento e riallocazione, sensibilizzando al tempo stesso professionisti sanitari e cittadini/pazienti, continua la Fondazione Gimbe.

“L’Osservatorio Gimbe- precisa Cartabellotta- ha gia’ avviato diversi studi per quantificare l’impatto di questi fattori non solo sugli sprechi, ma soprattutto sugli esiti di salute e sull’equita’ di accesso. È stato inoltre standardizzato un approccio multifattoriale al cambiamento sulle tre determinanti del sovra- e sotto-utilizzo: offerta di servizi in relazione ai bisogni (non alla domanda) di salute, appropriatezza dei comportamenti professionali e aspettative di cittadini e pazienti“.

Tra le priorita’ per contrastare il sovra-utilizzo: dai farmaci (shift da brand vs equivalenti, de-prescrizione, abuso di costosissimi farmaci oncologici in pazienti terminali), alle prestazioni diagnostiche inappropriate con rilevanti criticita’ nelle liste d”attesa, (Tac, risonanza magnetica, doppler Tsa), dall’offerta di servizi (chirurgie oncologiche a bassi volumi), alla riorganizzazione integrata di ospedale e cure primarie secondo principi di intensita’ di cura. Tra le aree di sotto-utilizzo, innovazioni high value, screening oncologici, vaccinazioni, continuita’ terapeutica, assistenza socio-sanitaria a pazienti fragili e fasce socio-economiche svantaggiate.

L’Osservatorio mira ad espandere anche le evidenze sui conflitti di interesse: in particolare, se il disclosure code di Farmindustria ha fornito utili informazioni sui trasferimenti di denaro in maniera unidirezionale, e’ indispensabile conoscere l’entita’ dei finanziamenti ricevuti da vari stakeholder (enti pubblici, societa’ scientifiche, associazioni di pazienti e di tutela dei consumatori) quale elemento indispensabile di trasparenza. “Siamo convinti che le attivita’ di un’organizzazione indipendente finalizzate ad informare il Paese sulla salute, l’assistenza sanitaria e la ricerca biomedica possono determinare grandi benefici sociali ed economici.

La campagna #salviamoSSN, il Rapporto e l’Osservatorio Gimbe sulla sostenibilita’ del Ssn rappresentano testimonianze concrete del nostro impegno per il Paese, il cui sviluppo economico, oggi problema cruciale, dipende anche dalla salute e dal benessere delle persone”, conclude Cartabellotta. (Comunicati/Dire)

Potrebbe interessarti...