I farmacisti fra terrorismo e SOS migranti. Ne parla la SIFO

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farmacia_mobile012-890x395_c-600x400Terrorismo, missioni militari all’estero, calamita’ naturali ed emergenza migranti. Tre temi di strettissima attualita’ nei quali, a dispetto di quanto si possa pensare, i farmacisti sono impegnati e indispensabili. Non mancano a bordo delle navi che fanno soccorso ai migranti e negli ospedali da campo in caso di missioni militari, cosi’ come sono in prima linea in caso di assistenza sanitaria dopo un attacco terroristico.

Sifo, la Societa’ dei farmacisti ospedalieri e dei servizi territoriali, ha deciso di fare il punto su queste realta’ e lo fara’ al congresso nazionale Sifo di Milano, dall’1 al 4 dicembre, dal titolo “Facciamo quadrato per la salute di tutti. La persona, le Istituzioni, i Professionisti, le Tecnologie”. Il tema delle ”grandi emergenze”, in cui anche i farmacisti sono chiamati a fare la propria parte, sara’ trattato in una sessione del congresso di Milano in programma il 3 dicembre. Del loro impegno in situazioni ”extra”, del resto, si e’ giu’ avuto un esempio quest”estate, con il terremoto del 24 agosto in Centro Italia: in quel caso, il dipartimento farmaceutico dell’ospedale di Ascoli Piceno ha lavorato ininterrottamente nelle prime 60 ore successive al sisma, garantendo la fornitura di medicinali e dispositivi necessari a far fonte all’emergenza. Al congresso di Milano parleranno anche i farmacisti dell’Esercito italiano, da sempre chiamati a operare in contesti critici e in ambienti ostili caratterizzati da situazioni di urgenza-emergenza sanitaria. Presenteranno il proprio ruolo, soffermandosi sulle attivita’ svolte nelle missioni dette “fuori area”. Racconteranno di come, negli ospedali da campo, cooperano con medici, psicologi, infermieri e veterinari, fronteggiando spesso situazioni di forte stress.

Essere parte integrante di un team multidisciplinare, in cui il lavoro di ciascun elemento e’ determinante per il raggiungimento degli obiettivi comuni, rappresenta la condizione imprescindibile per “Fare quadrato”, obiettivo che viene rilanciato dallo stesso titolo scelto per ”evento di Milano, che si terra” al MiCo Milano Congressi (Ala Sud). Oltre ai farmacisti dell’Esercito, ce ne saranno anche tre della Marina, che spiegheranno qual e” il loro ruolo nelle operazioni di accoglienza dei migranti, dalle mansioni logistico-sanitarie a quelle di referenza nel servizio farmaceutico di bordo sulla Nave Cavour durante la missione Eunavformed. Ma sono coinvolti anche nel progetto Passim (per la primissima assistenza sanitaria in mare), in collaborazione con il ministero della Salute e quello dell’Interno. E a Milano porteranno i dati raccolti durante il primo monitoraggio effettuato. Un altro aspetto di cui si parlera’ al congresso milanese e’ il terrorismo: i farmacisti sono infatti coinvolti nei piani nazionali anti-terrorismo, che prevedono protocolli specifici da mettere in atto. Ogni regione, infatti, ha il suo ospedale di riferimento, in cui sono garantite scorte di farmaci (compresi gli antidoti contro eventuali armi chimiche) in caso di bisogno. “Fare quadrato per la salute di tutti significa essere pronti, ciascuno con le proprie competenze, a fornire tutto il supporto necessario ai processi di cura. Nel caso delle ”grandi emergenze”, a maggior ragione, il farmacista mette le proprie conoscenze a servizio delle operazioni di assistenza alle persone, sin dalla fase di definizione dei piani di soccorso, per rispondere in modo puntuale, efficiente ed efficace alle richieste di intervento”, dice la presidente del congresso Maria Grazia Cattaneo.

Essere parte integrante di un team multidisciplinare, in cui il lavoro di ciascun elemento e’ determinante per il raggiungimento degli obiettivi comuni, rappresenta la condizione imprescindibile per “Fare quadrato”, obiettivo che viene rilanciato dallo stesso titolo scelto per l’evento di Milano, che si terra’ al MiCo Milano Congressi (Ala Sud). Oltre ai farmacisti dell”Esercito, ce ne saranno anche tre della Marina, che spiegheranno qual e” il loro ruolo nelle operazioni di accoglienza dei migranti, dalle mansioni logistico-sanitarie a quelle di referenza nel servizio farmaceutico di bordo sulla Nave Cavour durante la missione Eunavformed. Ma sono coinvolti anche nel progetto Passim (per la primissima assistenza sanitaria in mare), in collaborazione con il ministero della Salute e quello dell”Interno. E a Milano porteranno i dati raccolti durante il primo monitoraggio effettuato. Un altro aspetto di cui si parlera’ al congresso milanese e’ il terrorismo: i farmacisti sono infatti coinvolti nei piani nazionali anti-terrorismo, che prevedono protocolli specifici da mettere in atto. Ogni regione, infatti, ha il suo ospedale di riferimento, in cui sono garantite scorte di farmaci (compresi gli antidoti contro eventuali armi chimiche) in caso di bisogno. “Fare quadrato per la salute di tutti significa essere pronti, ciascuno con le proprie competenze, a fornire tutto il supporto necessario ai processi di cura. Nel caso delle ”grandi emergenze”, a maggior ragione, il farmacista mette le proprie conoscenze a servizio delle operazioni di assistenza alle persone, sin dalla fase di definizione dei piani di soccorso, per rispondere in modo puntuale, efficiente ed efficace alle richieste di intervento”, dice la presidente del congresso Maria Grazia Cattaneo.(SEGUE)

 

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