La scomparsa di Umberto Eco: “La conoscenza cura il dolore”

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La cultura italiana è in lutto. È morto lo scrittore, filosofo e semiologo Umberto Eco. Aveva 84 anni.

Lo vogliamo ricordare con le sue parole sulla malattia terminale, sulla sofferenza e sulle cure palliative pronunciate a Bologna nel 2014, durante una Lectio Magistralis di fronte a una platea di medici e infermieri specializzati in cure palliative.

“I mali fisici sostenibili, i dolori tollerabili che prima o poi sappiamo che passeranno, andrebbero curati con la conoscenza e la cultura”. E proprio per questo andrebbe incoraggiata un”’educazione al dolore”. E aggiunge “Non vanto competenze sulle cure palliative mi compiaccio per il loro sviluppo, ma le mie sono riflessioni, perché si sta rovesciando l’idea del dolore come condanna ineliminabile”.

 

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Una lezione – in occasione della cerimonia di consegna dei diplomi del Master e del Corso di alta formazione in cure palliative dell’Università di Bologna e dell’Accademia delle scienze di medicina palliativa – che, partiva dalla filosofia greca e romana per arrivare fino ad oggi, giocando ”ai limiti della compiacenza, come nel Cristo sanguinolento della Passione di Mel Gibson” o come ”il piacere per il dolore altrui che viene istituzionalizzato nelle trasmissioni di prima serata”.

Oggi, nel giorno della sua scomparsa, le sue parole si elevano ancora di più: ”la conoscenza, la cultura alza la soglia di sofferenza, anche se questa componente culturale non vale per i dolori insostenibili, e qui per questo celebriamo le cure palliative. Ma per le sofferenze che non annunciano malattie terminali può essere incoraggiata un’educazione al dolore”.

Non è semplice la ricetta offerta, ed infatti ammoniva: ”Come impartirla non è affare mio, ma può essere una delle frontiere avanzate della medicina, della psicologia e della filosofia di domani”.

Lui, davanti agli studenti del Master e del corso per le cure palliative, ha parlato per lo più di quella di ieri, passando di cultura in cultura e facendo una netta distinzione tra dolore fisico ”per il quale già i medici ippocratici suggerivano accorgimenti” e morale, ”come nostalgia, melanconia, angoscia, rimpianti, sentimenti che hanno spinto sin dall’antichità ad elaborare una complessa filosofia del dolore”. Il momento di non ritorno nella storia dell’umanità, su cui si sofferma Eco, è la crocifissione di Cristo: ”Il dolore fisico cambia di segno – dice – ha una funzione salvifica”, e va accettato come occasione di ”redenzione”. Ma col passare dei secoli, nella cultura rinascimentale e barocca, si arriva a riconoscere nel Cristo ”un uomo vero, battuto”.

Non manca una stoccata di realismo: ”I farmaci non rimuovono i rimorsi, i rimpianti e la malinconia”. E dopo un’ora di lezione, tra dolori fisici e morali e sofferenze sostenibili e non, il semiologo conclude con un sorriso: ”Ma qui mi fermo e vi lascio al vostro prossimo mal di denti”.

Fonte: Ansa

 

Lectio Magistralis Eco - Repubblica.it

Lectio Magistralis di Eco sul dolore. Tratto dal sito Repubblica.it

 

 

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