“Liberi dalla contenzione”. Il progetto dell’Ausl di Bologna

Share on Facebook0Share on Google+0Share on LinkedIn0Tweet about this on Twitter

Ridurre il ricorso agli strumenti di contenzione fisica, meccanica e farmacologica delle persone anziane ospiti delle strutture sanitarie, e sostituire questa pratica con maggiore attenzione per l’appropriatezza e la personalizzazione delle cure e della assistenza.

Sono gli obiettivi di Liberi dalla contenzione, un progetto dell’Azienda Usl di Bologna in collaborazione con le Case Residenza per Anziani (C.R.A.) di Bologna e provincia e A.R.A.D.

Liberi dalla contenzione, che viaggia lungo un doppio binario, culturale e professionale, è stato avviato lo scorso anno ed ha già prodotto esiti incoraggianti.

Se ne discuterà a Exposanità, nel convegno Liberi dalla contenzione, organizzato in collaborazione con la Fondazione Santa Clelia Barbieri, domani 20 maggio, dalle 9 alle 13.30, presso la Sala Beethoven.

imageUna mattinata ricca di interventi e testimonianze, tra cui quelli di Kyriakoula Petropulacos, Direttore Generale Cura della Persona, Salute e Welfare della Regione Emilia Romagna, Giulio Pierini, Vice Presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria di Bologna, Chiara Gibertoni, Angelo Fioritti e Monica Minelli, rispettivamente Direttore Generale, Direttore Sanitario e Direttore delle Attività Socio-Sanitarie dell’Azienda Usl di Bologna, Francesco Maisto, Magistrato, Presidente Emerito del Tribunale di Sorveglianza, Umberto Geri, Comandante dei NAS dei Carabinieri di Bologna, Fabio Cavicchi, Direttore della Fondazione Santa Clelia Barbieri, Lidia Bicego e Gilberto Cherri, rispettivamente Dirigente Infermieristica e Fisioterapista della Azienda Sanitaria n° 1 Trieste, Stefano Canestrari, membro del Comitato Nazionale per la Bioetica.

Nelle C.R.A, e più in generale in tutte le strutture di ricovero che ospitano persone anziane, in particolare non autosufficienti, la contenzione gioca un ruolo determinante per la qualità della vita. I suoi effetti negativi, che si riflettono anche su familiari ed operatori, sono noti. Al contrario, la non contenzione garantisce la conservazione di una maggiore autonomia di movimento, oltre che del tono muscolare della persona anziana, riducendo in caso di cadute il rischio di fratture.

Anche per queste ragioni negli ultimi dieci anni si è sviluppata una riflessione che punta al superamento del ricorso inappropriato alla contenzione. Nelle C.R.A. di Bologna e provincia già oggi la contenzione è ammessa solo in situazioni straordinarie, documentate e limitate nel tempo, e nelle quali non sia possibile intervenire diversamente nell’interesse esclusivo della persona. Inoltre, deve essere prescritta dal medico e sottoposta a controlli e monitoraggi frequenti.

Sulla base di un audit condotto dall’Azienda assieme agli Enti gestori delle C.R.A. e l’ARAD presso 23 strutture, con il coinvolgimento di 1.500 ospiti e 1.000 operatori, e di buone pratiche come quelle già implementate a Trieste e in Trentino, sono state individuate una serie di azioni per ridurre il ricorso all’utilizzo della contenzione fisica, meccanica e farmacologica. Grande attenzione è stata dedicata alla formazione degli operatori, e alla Campagna di comunicazione Liberi dalla contenzione, che accompagnerà il progetto per promuovere la cultura della non contenzione.

 

Fonte: Er Salute

Potrebbe interessarti...