Linfomi e mileomi, 32mila casi ogni anno. Speranze dalle terapie

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“Registriamo circa 32mila casi di tumore ogni anno in Italia che riguardano complessivamente le malattie del sangue, tra leucemie, linfomi e altre patologie. Tuttavia, un numero di pazienti crescente guarisce o cronicizza grazie alla ricerca e all’innovazione scientifica.

Questo effetto positivo da un lato produce una maggiore sopravvivenza, dall’altro determina una sfida organizzativa per il sistema sanitario: quella dell’inclusione sociale e lavorativa e dell’accesso alle terapie innovative, seppur ad alto costo”.

Lo ha detto il professor Mario Boccadoro, direttore Divisione Universitaria di Ematologia, Citta’ della Salute e della Scienza di Torino, che oggi a Roma ha presieduto l’incontro dal titolo ”Il paziente con malattie onco-Ematologiche”, presso l’Hotel Residenza di Ripetta. “Per quanto riguarda le incidenze- ha proseguito- la patologia piu’ diffusa in tutte le fasce d’eta’ e’ il linfoma con 14mila nuovi casi diagnosticati ogni anno. La seconda malattia piu’ diagnosticata e’ il mieloma, con 4.500 nuovi casi ogni anno. Sono 4mila ogni anno le nuove mielodisplasie, 2.500 le leucemie linfatiche, per lo piu’ tutte riferibili a over 65. Le leucemie mieloidi acute sono 3.200 e altre 4.000 sono le patologie legate al sangue di vario tipo”.

In merito ai farmaci per le malattie ematologiche e degli organi emopoietici, secondo dati Osmed, questi rappresentano la quinta categoria terapeutica a maggior impatto sulla spesa pubblica, pari “a quasi 1,5 miliardi di euro (23,9 euro pro capite)”. Ha spiegato ancora Boccadoro: “Cio’ e’ prevalentemente giustificato dalla spesa derivante dall’acquisto di medicinali da parte delle strutture sanitarie pubbliche (17,3 euro pro capite); al contrario, il contributo dato dall”assistenza farmaceutica convenzionata risulta di minore entita’ (6,6 euro pro capite). Nello specifico dell’assistenza convenzionata, la spesa dei farmaci del sangue e degli organi emopoietici ha registrato una riduzione del -3,2% rispetto al 2014, risultante da una crescita delle quantità’ consumate (+5,5%)- ha concluso il professore- controbilanciata dal calo dei prezzi (-1,4%) e da un effetto mix negativo (-6,9%)”. (Cds/Dire)

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