Mamma e nascituro, Lorenzin: “Dati OMS sulle morti emergenza mondiale”

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Ogni anno nel mondo oltre 300 mila donne muoiono di gravidanza e parto mentre 2,7 milioni di bambini muoiono nei primi 28 giorni di vita e 2,6 milioni nascono morti. Sono i dati diffusi dall’Oms che sottolinea come la maggior parte delle morti pre e neonatali sarebbero prevenibili con un’adeguata assistenza sanitaria durante la gravidanza e il parto. L’organizzazione mondiale della sanità evidenzia inoltre come la stragrande maggioranza dei bambini nati morti o deceduti a pochi giorni dalla nascita non vengano registrati.

“I dati dell’OMS sono una delle emergenze mondiali”. Cosi’ il ministro della Salute Beatrice Lorenzin risponde a Radio 24 riguardo alle nuove statistiche rivelate dall’Organizzazione mondiale della sanita’ che – secondo il ministro -“ha posto come obiettivo, ormai da anni, quello della gravidanza sicura, della salute della donna e del nascituro. Purtroppo muoiono di parto ancora troppi bambini e anche troppe donne nel mondo. Stiamo parlando di paesi dove i sistemi sanitari non sono sistemi occidentali, non hanno un sistema di controllo”.

Per quanto riguarda la situazione italiana, spiega Lorenzin, “noi siamo fortunatamente all’interno delle medie europee e dei paesi piu’ avanzati al mondo riguardo sia alla sicurezza della madre che alla sicurezza del bambino. Pero’ il nostro obiettivo e’ quello di ridurre al minimo anche quei casi, quando sono evitabili, di morte della madre e del bambino. Tutti ci ricorderemo i casi di questo inverno che sono stati veramente drammatici: si trattava di infezioni. Allora, una delle nostre lotte, come ministero della Salute, come priorita’ nel sistema di prevenzione, e’ la prevenzione delle infezioni nelle madri che mettono a gravissimo rischio la salute sia della mamma che del bambino e purtroppo in alcuni casi sono veramente incurabili”.

Per questo, continua il ministro a Radio 24, “stiamo facendo campagne di prevenzione, di sensibilizzazione nei confronti delle regioni, degli ostetrici e delle ostetriche, dei ginecologi, degli ordini professionali che si occupano della delicata fase preparto perche’ a nostro parere e’ molto importante non soltanto cio’ che accade in ospedale quando la donna va a partorire, ma tutto quello che accade prima di arrivare in ospedale, senza per questo medicalizzare la gravidanza. Bisogna seguire la puerpera, avere attenzione all’alimentazione, prevenire le malattie possibili come il diabete gestazionale che possono mettere a rischio la salute della madre e ovviamente monitorare l’insorgenza di eventuali infezioni”.

L’altro aspetto, continua, “e’ quello che accade dopo l’uscita dall’ospedale, quando c’e’ una fase delicatissima sia per la madre che per il bambino. I fenomeni frequenti sono la depressione post parto e poi quelle che possono essere invece delle difficolta’ che possono insorgere nel neonato. Questi sono obiettivi che noi abbiamo ben chiari. Nonostante siamo tra i paesi al mondo in cui e’ piu’ sicuro partorire e dove c’e’ un minor tasso di mortalita’ infantile, non ci bastano le statistiche; dobbiamo cercare veramente di ridurre all’imponderabile anche questi casi”.

Continua il ministro: “Parole chiave sono dunque prevenzione e sicurezza” continua il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ai microfoni di Radio 24. “La parte della prevenzione riguarda ovviamente il monitoraggio della madre e la sicurezza della mamma e le condizioni di salute del feto e poi partorire in ospedali che rispondano a criteri di sicurezza, che facciano piu’ di 500 parti l’anno, che abbiano una rete spem che sia adeguata, dove sia possibile la terapia intensiva neonatale e il monitoraggio delle gravidanze a rischio”.

Per quanto riguarda il fenomeno evidenziato dall’OMS della mancata registrazione dei neonati che muoiono subito dopo il parto, Beatrice Lorenzin assicura che in Italia “e’ assolutamente impossibile che succeda una cosa del genere. Noi abbiamo un sistema di registrazione delle nascite e delle morti neonatali per questo abbiamo poi un sistema di sorveglianza e di vigilanza che ci permette anche di indagare le cause delle morti neonatali. Non a caso abbiamo anche istituito una task force che in casi sospetti si fa carico di andare direttamente negli ospedali a verificare se ci siano state delle questioni di mala gestione o di malasanita’”. (Gas/ Dire)

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