Nuova Casa della Salute di Casalecchio: intervista a Fabia Franchi

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Sabato 12 marzo, a Casalecchio di Reno (Bo) l’attesa inaugurazione della nuova Casa della Salute. L’intervista a Fabia Franchi, Dirigente infermieristico, Direttore del distretto di Casalecchio.

 

franchiCosa cambia per la salute dei cittadini di Casalecchio di Reno e del Distretto con l’inaugurazione della nuova Casa della Salute?

Cambiano tante cose. Intanto abbandoniamo per sempre il vecchio concetto di poliambulatorio, un luogo nel quale vengono fornite prestazioni sanitarie tra loro indipendenti e slegate. L’impegno dell’Azienda Usl di Bologna, invece, è fare della Casa il luogo nel quale si realizza salute a tutto campo, attraverso una rete multidisciplinare di professionisti motivati, un approccio sempre più attivo, una crescente integrazione tra tutti i servizi del territorio. In questo Casalecchio parte avvantaggiato, perché vanta una ricchezza di esperienze consolidata e una consuetudine, da parte dei cittadini, alla partecipazione attiva alla vita del Comune.

La prima novità, quella più evidente perché è sotto gli occhi di tutti, consiste proprio nell’edificio. Una struttura ampia e confortevole, che riunisce tutti i servizi già presenti nella storica, ma ormai inadeguata, sede del Poliambulatorio di via Garibaldi. E accanto a questi, nuove opportunità e funzioni, tutte nella stessa sede, a partire dal servizio di Farmacia e dai Medici della Continuità Assistenziale agli uffici di ASC Insieme. La Casa della Salute di Casalecchio di Reno, infatti, è la prima in ambito metropolitano ad ospitare i servizi sociali accanto a quelli sanitari. Una scelta che non è solo logistica, ma strategica, a sostegno di una integrazione sempre crescente dell’offerta e della capacità di presa in carico socio-sanitaria.

 

In quanto Direttore del Distretto, a lei è assegnata la funzione di committenza e garanzia nei confronti dei cittadini. La Casa della Salute le renderà più semplice questo compito?

Lo semplificherà. Attraverso la Casa, i servizi che offre direttamente al suo interno e le relazioni professionali che saranno via via sviluppate con la medicina del territorio e gli ospedali dell’area metropolitana, sarà possibile garantire risposte di cura e di assistenza coordinate, sempre più centrate sulla persona. Già oggi la Casa è uno snodo importante della rete dei servizi territoriali dell’intera area metropolitana di Bologna, un luogo nel quale i cittadini possono trovare risposte appropriate e tempestive ai diversi bisogni di prevenzione, cura, assistenza e riabilitazione, semplici o complessi, attraverso percorsi integrati multispecialistici, in stretta continuità con quelli offerti dall’ospedale.

Una ulteriore scommessa è fare della Casa una struttura che si estende al di fuori dei muri che la contengono per abbracciare tutto il Distretto, il Comune di Casalecchio e i territori dell’Unione dei Comuni. Questo, così come l’intero ambito metropolitano, è un Distretto nel quale si vive sempre più a lungo, ma più frequentemente con patologie croniche e in situazioni di fragilità socio-sanitaria. Vogliamo che la Casa sia non solo un luogo di cura, ma anche di educazione, prevenzione e promozione della salute. E non vogliamo farlo solo con il contributo di tutti i professionisti della sanità, ma coinvolgendo attivamente le Associazioni dei cittadini già attive sul territorio su specifiche patologie, nel sociale o sui temi della cultura e dello sport. Per questo motivo la Casa della Salute si candida, da subito, come una delle Case di Casalecchio, aperta alla collaborazione e alla partecipazione dei cittadini, in particolare i giovani.

 

Cosa si aspetta, quindi, dalla Casa della Salute e dai suoi professionisti?

Che sia sempre più facile accedere alle cure e all’assistenza. Mi aspetto che il cittadino, sin dalla prima volta che entra nella Casa, si senta immediatamente accolto e accompagnato nel suo percorso, sempre più coinvolto nella scelta e nella gestione delle cure, coordinate e continue, anche quando interessano più strutture e professionisti diversi. Per farlo, costruiremo vere comunità professionali tra tutte le figure, che a diverso titolo, si prendono cura della nostra salute, dentro e fuori la Casa, perché l’efficacia di ogni singola prestazione aumenta se viene individuata e fornita all’interno di un percorso integrato. Avremo così, e in qualche caso già li abbiamo, professionisti che si organizzano e si confrontano attorno al percorso del singolo paziente, a tutto vantaggio della appropriatezza e della tempestività del percorso di cura, integrando le rispettive competenze, assicurando un percorso di cura e assistenza unico e non frammentato. Devo dire che le mie aspettative sono confortate dall’impegno e dalla motivazione espressa da tutti gli operatori in occasione del trasferimento delle attività nella Casa della Salute, avvenuto nei tempi programmati e, soprattutto, senza alcun disagio per i cittadini.
Mi aspetto, insomma, che la Casa diventi presto il punto di riferimento sanitario per i cittadini del Distretto, riconoscibile tanto quanto lo è l’ospedale. Così come non ci sono dubbi, infatti, a rivolgersi in ospedale per un problema clinico acuto, deve diventare altrettanto naturale guardare alla Casa come al luogo della salute, a tutto tondo.

 

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Casa della salute

 

A cura di M.Eufrosini

 

Fonte: sito Ausl Bologna


 

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