Pokemon Go. L’allarme della psicoterapeuta “Il gioco è un allucinogeno come Lsd”

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Pokemon-mania. Un fenomeno planetario

Pokemon-mania. Un fenomeno planetario. Foto flickr.com/kentaroiemoto

Il nuovo videogioco sui Pokémon è uscito solo da poche settimane ma già è diventato un fenomeno mondiale. 
Il gioco è basato sui simpatici animaletti nati dalla fantasia del giapponese Satoshi Tajiri che alla fine degli anni ‘90 hanno appassionato bambini e ragazzi con cartoni animati e giochi per il Gameboy.

Ma il gioco, se da una parte sta appassionando milioni di persone in tutto il mondo, sta destando non poche preoccupazioni.

 

Fonte: flickr.com/iphonedigital

“Un fenomeno pericolosissimo sul fronte della sicurezza stradale”. Foto: flickr.com/iphonedigital

 

“Un fenomeno pericolosissimo sul fronte della sicurezza stradale”. “Una nuova minaccia”. L’associazione dei consumatori Codacons e l’Asaps, l’associazione amici della polizia stradale, lanciano l’allarme su Pokemon Go. “Giochi di questo tipo rappresentano un pericolo concreto perché vengono utilizzati in qualsiasi momento della giornata e distolgono i giocatori dalla dovuta attenzione verso la strada e l’ambiente circostante – ha detto il presidente Codacons, Carlo Rienzi -.

Un allarme condiviso anche dalla dr.ssa Margherita Spagnuolo Lobb, psicoterapeuta direttrice dell’Istituto di Gestalt HCC Italy, che dichiara all’Ansa: “Il pericolo dell’applicazione Pokemon Go è dato dall’abbandono dei confini della realtà per vivere una realtà parallela. L’effetto è ancor più sfacciato di quello di una sbornia, potremmo paragonarlo a un’allucinazione, in cui la persona interagisce con un contesto reale basandosi su una realtà non condivisa”.

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La dr.ssa Margherita Spagnuolo Lobb, psicoterapeuta

E’ dura la presa di posizione della psicoteraputa, che si spinge fino a paragonare l’app alla diffusione dell’Lsd negli anni Settanta: “L’uso di questo allucinogeno – spiega – era sostenuto dall’idea umanistica di sviluppare il potenziale umano. La grande differenza è che allora l’esperienza allucinatoria, pur essendo personale e soggettiva, veniva vissuta in gruppo, ed era una pratica ristretta a questa realtà. L’allucinazione data dall’immersione nella realtà aumentata di Pokémon GO, invece, non è un’esperienza di gruppo, ma singola e personale, e quando il giocatore vi è immerso, non ha accanto nessuno che lo protegga dai pericoli del mondo reale”.

“Questo gioco – conclude Spagnuolo – a differenza dell’Lsd, non è dannoso da un punto di vista biologico, ma sociale: i cacciatori di Pokémon non sono indeboliti da sostanze psicotrope, hanno il pieno possesso delle proprie facoltà fisiche, ma non hanno più la capacità di tenere conto dei limiti reali del contesto in cui giocano”.

Fonte: Ansa

 


 

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