Riforma degli Ordini Professionali. Intervista alla Senatrice Silvestro

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In questi giorni, il riordino della disciplina degli Ordini delle Professioni Sanitarie previsto dall’art.3 del ddl-lorenzin è in esame in Commissione Igiene e Sanità del Senato. Una normativa che si attende da anni. Ne parliamo con la Senatrice Annalisa Silvestro, componente della Commissione.

 

1) Senatrice Silvestro, in questi giorni è in corso l’esame sul Ddl Lorenzin. A distanza di 10 anni dalla mancata applicazione della Legge 43, ritiene che sia “la volta buona”?

Potrebbe proprio esserlo. Dopo alcuni mesi di stasi dovuta prevalentemente a questioni tecniche in seno alla Commissione Bilancio del Senato e al susseguirsi di provvedimenti legislativi che assumevano un carattere prioritario rispetto al ddl “Lorenzin”, stiamo lavorando con sistematicità e un buon ritmo sulla disamina dei numerosi emendamenti al testo di legge originario.
Durante questa settimana abbiamo quasi completato l’articolo tre che è quello che riguarda specificamente la riforma degli ordini. Il clima in Commissione è buono e fattivo; c’è la consapevolezza dell’attesa della conclusione dell’iter parlamentare da parte di numerosi professionisti. C’è chi aspetta una innovazione di norme antiche, c’è chi aspetta – finalmente – la trasformazione dei Collegi in Ordini e chi aspetta l’istituzione di un proprio Albo professionale e l’inserimento di tale albo in uno degli Ordini che si verranno a costituire dopo la trasformazione dei Collegi in Ordini. Non ci sono stati, ad oggi, fenomeni di ostruzionismo quanto un dibattito importante ma civile in merito alla istituzione di nuove figure sanitarie e fra queste della figura dell’Osteopata.

 

2) I Collegi IPASVI assumeranno la definizione “Ordini delle Professioni Infermieristiche”. Un altro tassello a suo posto o mera questione semantica?

Potrei dire che è una questione semantica stante che le norme che definiscono e orientano la vita dei Collegi Ipasvi e il loro funzionamento sono le stesse che regolano gli Ordini dei medici, dei farmacisti e dei veterinari
In realtà la ridefinizione evidenzia il riconoscimento che i professionisti iscritti agli albi tenuti dagli attuali Collegi Ipasvi sono laureati e che quindi la vecchia distinzione che vedeva i professionisti con laurea iscritti agli albi tenuti dagli Ordini e i professionisti con Diploma iscritti agli Albi tenuti dai Collegi non ha più motivo di esistere.
In questa logica la trasformazione dei Collegi in Ordini è un ulteriore tassello nel cammino della professione.

 

3) Luca Benci, ha definito questo Ddl un “restyling” (link) e non una vera e propria riscrittura della disciplina degli Ordini. Mediazione politica o come dice lo stesso Benci “forse era il massimo nel contesto politico dato?

All’inizio della legislatura sono stati presentati numerosi disegni di legge sul tema ordini e collegi da deputati e senatori di maggioranza e opposizione.
Ha assunto un ruolo preminente per correttezza istituzionale il ddl “Lorenzin” in quanto presentato dal Ministro della salute. In effetti il disegno di legge, nella sua scrittura originale poteva essere inteso come un “restyling”. Credo però che alla fine con i numerosi emendamenti apportati diventerà senz’altro qualcosa di più.
È indubbio che quando si restaura una casa si mantiene e non può scomparire la struttura originale ma e anche che si sarebbe auspicato qualcosa di più e di meglio.
È altrettanto vero però che il contesto politico di due anni fa – che peraltro per il tema in questione non è profondamente mutato rispetto ad oggi – mi induce a convenire con il Dr. Benci.

 

4) Da un punto di vista tecnico, come giudica la proposta? 

Fermo restando il discorso sul “restyling”, le modifiche apportate al testo di base del disegno di legge con gli emendamenti mi sembrano interessanti. Attraverso emendamenti presentati da senatori dei diversi gruppi, sono state inserite diverse novità che hanno buone possibilità di trovare consenso nel voto che dovrebbe avvenire in Commissione settimana prossima. Con diversi emendamenti viene proposto, ad esempio, l’istituto della sfiducia, la possibilità di votare in più giorni ed in più sedi. Cosa quest’ultima particolarmente importante che faciliterà la partecipazione al voto per la scelta dei propri rappresentanti professionali.
Tra gli altri emendamenti che ho presentato come prima firmataria insieme al mio gruppo di appartenenza c’è l’emendamento che propone ” l’Albo degli infermieri professionali assume la denominazione di Albo degli infermieri” che è stato accolto e dovrebbe trovare voto favorevole in Commissione.

 

5) Nella proposta c’è una sostanziale modifica delle funzioni disciplinari attribuite agli Ordini a garanzia del diritto della difesa. Come la giudica?

Positivamente, come giudico positivamente gli inserimenti innovativi di cui parlavo nella risposta precedente. Viene aumentata la democrazia interna, la partecipazione, la trasparenza e l’attenzione alle istanze e al diritto alla più ampia difesa del professionista che viene sottoposto ad un provvedimento disciplinare.

 

7) Tra le critiche mosse vi è la mancata presenza dei limiti di mandato dei consiglieri, le incompatibilità e la tutela della minoranza. Cosa risponde?

Che concordo sul fatto che si poteva innovare di più ma non c’era disponibilità diffusa in tale senso, neanche all’interno dei diversi gruppi presenti in Commissione.

 

In attesa che l’iter parlamentare si concluda definitivamente con l’approvazione di una legge che la comunità professionale aspetta da molti anni, ringraziamo la Sen. Silvestro per la sua disponibilità, con l’auspicio: “Che sia la volta buona!”

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