Stop delle ambulanze dal 1 giugno. Il S.Orsola corre ai ripari

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Tra dieci giorni il Policlinico Sant’Orsola di Bologna potrebbe restare senza ambulanze. Catis e Croce Azzurra, le due aziende che svolgono i servizi di trasporto pazienti per l’ospedale, hanno infatti “manifestato la loro volonta” di interrompere la fornitura a decorrere dall’1 giugno”.

Due i motivi: da un lato, il ritardo nel pagamento delle fatture da parte del Sant’Orsola; dall’altro, il fatto che “da un anno e mezzo” le due aziende aspettano il rinnovo del contratto da parte del Policlinico. Anche per questo, in estate i lavoratori di Catis e Croce Azzurra potrebbero ricevere lo stipendio a singhiozzo. A tracciare il quadro sono i sindacati, che in una nota lanciano l’allarme sulla situazione che si sta delineando al Sant’Orsola. L’interruzione del servizio a partire da giugno “potrebbe determinare due rischi di portata incalcolabile- mettono in guardia Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl di Bologna- il primo, l’interruzione di un pubblico servizio con grave pregiudizio per l’utenza. E in seconda battuta, la perdita del posto di lavoro per gli oltre 40 operatori impegnati sulle ambulanze”. Tra l’altro, sottolineano i sindacati, “ad oggi non esiste alcun accordo con l’azienda ospedaliera che obblighi un’eventuale societa” subentrante sul servizio a farsi carico e reimpiegare i dipendenti ad oggi impegnati”.

Il Policlinico, comunque, si sta gia’ attrezzando per evitare di restare senza ambulanze, dopo la decisione che viene definita “unilaterale e ingiustificata” da parte di Catis e Croce Azzurra di sospendere il servizio a partire dal prossimo 1 giugno.

A renderlo noto e’ lo stesso Policlinico, che in un comunicato stampa risponde cosi’ all’allarme lanciato oggi dai sindacati, coi quali dovrebbe esserci un incontro mercoledi’ prossimo in Prefettura. L’Azienda ospedaliera ribatte la palla nel campo delle due aziende, che hanno motivato la loro scelta con il ritardo nei pagamenti da parte del Policlinico e il mancato rinnovo del contratto col Sant’Orsola da un anno e mezzo.

“La proposta dell’Azienda e’ sul tavolo dei gestori da oltre un anno- precisa il Policlinico- ed e”finalizzata al miglioramento del servizio attraverso la stipula di un accordo per il pregresso e la firma di una nuova convenzione di quattro anni, come indicato dall”accreditamento”. Nella proposta di nuovo contratto, continua il Sant’Orsola, viene anche analizzata la possibilita’ di rimodulare la tipologia dei trasporti interni, riservando l’utilizzo dell”ambulanza alle situazioni in cui e’ necessario e dedicando agli altri trasporti mezzi piu’ leggeri e confortevoli, in totale sicurezza per il paziente e con un costo minore per la collettivita’”. Catis e Croce Azzurra, pero’, non hanno accettato queste condizioni, nonostante la reiterata disponibilita’ dell’azienda a trattare- precisa il Policlinico- e si sono rifiutate di firmare.

Quanto al mancato pagamento da parte del Sant’Orsola, “dovuto a un contenzioso su una quota del servizio” reso da Catis e Croce Azzurra, si tratta di “meno del 3% del valore complessivo dell’attivita’, pari a circa due milioni su base annua, gia’ liquidato quindi per oltre il 97%”. In ogni caso, fa sapere l’Azienda ospedaliera, “a fronte delle decisioni unilaterali delle due organizzazioni, il Policlinico sta assumendo tutte le misure necessarie per essere in grado di garantire comunque il trasporto dei pazienti, trattandosi di un servizio essenziale”. (San/ Dire)

 

 

Foto in copertina: https://www.flickr.com/photos/luca_prioli

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