Salta al contenuto
Allarme sordità per la generazione delle cuffiette

Allarme sordità per la generazione delle cuffiette

Allarme sordità per la generazione delle cuffiette
| lunedì 27 Marzo 2017

E’ in costante aumento il numero dei ragazzi che lamenta disturbi all’udito. Tutta colpa di comportamenti errati, come l’uso delle cuffiette con il volume “sparato a palla”. L’allarme arriva dalla Francia, precisamente dalla società che fa prevenzione e informazione sui danni all’udito, la Jna. A mobilitarsi sul tema anche l’Organizzazione mondiale della Sanità.

Problemi di udito attenti all’uso delle cuffiette

Cuffie e non solo. Sul banco degli imputati, nelle cause di sordità precoce, ci finiscono anche i concerti live, la musica da discoteca e quella ascoltata in macchina. Tutte situazioni dove i decibel consigliati vengono superati. Secondo uno studio, l’Eurotrack 2015, un italiano su dieci soffre di problemi di udito. Trai giovani, compresi tra i 15 e i 24 anni, il numero è di uno su quattro. In percentuale siamo al 4,2% mentre nel 2012 il dato si attestava appena al 3%. Un aumento che preoccupa le organizzazioni sanitarie di tutto il mondo, in particolare di quello cosiddetto evoluto. Quello, cioè, dove ai giovani non sono precluse apparecchiature audio, concerti e discoteche.cuffie-2

Problemi di udito questioni di decibel

Per capire come l’esposizione a certi suoni può danneggiare l’udito basta fare alcuni esempi. Secondo l’Oms il limite massimo dei decibel consentito per non fare danni dovrebbe essere 60. Per i francesi della Jna tollerabile anche un livello massimo di non oltre 80. Il nostro fisico accusa dolore, però, grazie ad una buona dose di tolleranza, solo quando i suoni raggiungono livelli alti, compresi tra i 120 e i 150 decibel. Quando si arriva a questo punto, ormai, è troppo tardi. Il danno è fatto. Tradurre tutti questi dati in casi concreti è facile. La musica live, ad esempio, raggiunge i 115 decibel con picchi fino a 120. La musica trasmessa attraverso le cuffie può superare tranquillamente quota 100. Se a questi decibel ci aggiungiamo il tempo di esposizione facile immaginare il danno uditivo che si può ricevere.

Problemi di udito i facili rimedi

I rimedi per non incorrere in danni permanenti all’udito sono molto semplici da seguire. Se ci si accorge che il vicino, in treno, in autobus o in ascensore, si muove al ritmo della musica che si ascolta in cuffia vuol dire che stiamo superando la soglia di tollerabilità consentita per il nostro apparato uditivo. Meglio abbassare il volume (diventa anche una questione di educazione). Se in macchina, a finestrini chiusi e nel traffico, dalla vettura al nostro fianco si girano per la musica molta alta del nostro autoradio, vuol dire che stiamo producendo un danno ai nostri padiglioni auricolari. In discoteca, poi, bisognerebbe tenersi lontani dalle casse di amplificazione, così come ai concerti live. In generale il miglior modo per salvaguardare il proprio udito è la l’interruzione periodica dell’ascolto. Per l’Oms il top dei rimedi è nel non superare mai i 60 decibel e per non più di un’ora al giorno. In alternativa, per gli appassionati delle cuffie sempre e dovunque, meglio sospendere l’ascolto per almeno 15 minuti ogni ora di musica ascoltata.

DIRE

Ordine Professioni Infermieristiche
Via Giovanna Zaccherini Alvisi, 15/B
BOLOGNA (40138)
C.F. 80152320372

Telefono: 051/393840
Fax: 051/344267

Come arrivare

Leggi la Privacy Policy e contattaci all’indirizzo Mail: rpd@fclex.it
Telefono: 051.235733