Anziani. Risorse e servizi efficaci: la “ricetta” di AUSER

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Rendere le citta’ e i quartieri a misura di anziano, ma anche combattere il lavoro nero e gli illeciti nelle residenze. Ecco le proposte dell’Associazione per l’invecchiamento attivo nel rapporto “Domiciliarita’ e residenzialita’” presentato oggi a Roma. “Su residenzialita’ servono dai 100 ai 500 mila posti letto in piu’ per adeguarci a media Ocse” (RED.SOC.)

ROMA – Rendere le citta’ amiche degli anziani, adeguare il patrimonio immobiliare, garantire risorse adeguate e stabili ai territori, rendere efficaci i servizi di assistenza, ma anche piu’ impegno per l’emersione del lavoro nero nel lavoro di cura e una piu’ efficace repressione dei comportamenti illeciti. Sono queste le proposte dell’Auser presentate oggi nel rapporto “Domiciliarita’ e residenzialita’ per l’invecchiamento attivo”.

elderly-1461424_960_720Secondo quanto riportato nello studio, sono 2,5 milioni gli anziani che ricorrono alla domiciliarita’ in Italia (nel 2013), mentre sono poco piu’ di 278 mila sono quelli che trovano assistenza nelle strutture per la residenzialita’. I dati del rapporto, pero’, parlano anche di una diminuzione del numero degli anziani presi in carico nei servizi, degli utenti ospiti di strutture residenziali e della spesa per servizi sociali per anziani di regioni e comuni. Per questo, nel suo studio, Auser avanza una serie di proposte. Si parte da quella di “rendere le citta’ amiche degli anziani”, come chiede la guida dell’Organizzazione mondiale della sanita’ “Global Age-friendly Cities” secondo cui occorre domandarsi su “quali siano le caratteristiche che il contesto urbano deve assumere perche’ l’anziano autosufficiente possa conservare la liberta’ economica, l’autorita’ e il rispetto di chi lo circonda, l’autonomia, la dignita’ e le connessioni sociali necessarie per il suo benessere e la sua capacita’ di concorrere alla creazione di ricchezza e benessere individuale e collettivo”.

In quest’ottica anche la richiesta di adeguare il patrimonio immobiliare, non solo rispetto alla propria abitazione, ma pensando anche al quartiere “in quanto – spiega Auser – e’ sui caratteri di queste relazioni che si fondera’ in futuro la qualita’ della vita nella terza e quarta eta’”. Indispensabile, aggiunge Auser, “garantire agli enti erogatori dei servizi adeguate e stabili risorse nel tempo interrompendo l’altalena delle disponibilita’ degli ultimi anni. Non tener conto di questa esigenza produce un doppio danno: insicurezza per il malato e impoverimento per la famiglia”. Tra le richieste anche quella di estendere e rendere efficaci i servizi di assistenza domiciliare istituendo una banca nazionale delle migliori pratiche e introdurre un sistema di indicatori omogeneo a livello nazionale per valutare la progressione nel miglioramento della performance nella prestazione del servizio”.

Serve anche un fondo unico per la non autosufficienza. Secondo Auser, infatti, “andrebbe verificata la possibilita’ di dotare il nostro paese di un fondo finalizzato a fornire sostegno a persone non autosufficienti per favorirne una dignitosa permanenza presso il proprio domicilio, evitando il rischio di istituzionalizzazione”. Serve un maggiore impegno anche sul fronte dell’emersione del nero nel lavoro di cura, favorendo la regolarizzazione, ma senza costi elevati per le famiglie, “prevedendo – spiega Auser – misure di detrazione dal reddito e nel contempo garantire un ritorno economico per le lavoratrici”. Occorre, inoltre, rendere trasparente l’incontro tra domanda e offerta nel lavoro di cura, istituendo, come fatto in alcune citta’, un “registro degli assistenti familiari”. Dal punto di vista della residenzialita’, spiega Auser, occorre ampliare l’offerta e allineare il dato dei posti letto alla media Ocse (da 30 a 60 posti per mille anziani), mentre in Italia il rapporto e’ di 22,5 su mille anziani (dato 2011).

Servirebbero quindi da 111 mila a 500 mila posti letto in piu’, facendo attenzione a non ampliare il divario tra nord e sud Italia. Una residenzialita’ che deve essere anche piu’ “tempestiva ed efficace, ma anche ad alta intensita’ relazionale” e che deve investire maggiormente sulla qualita’. Infine, per quanto riguarda i comportamenti illeciti, Auser auspica che il ddl sulle misure per prevenire e contrastare il maltrattamento e l’abuso nei confronti dei minorenni e degli anziani nelle diverse strutture, diventi “rapidamente operativo”. (www.redattoresociale.it)

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