Bologna. Avanguardia Bellaria contro i tumori dell’ipofisi

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pad-g-2Oltre 120 interventi l’anno, una equipe composta da diversi specialisti e una tecnica chirurgica all’avanguardia. Cosi’ l’ospedale Bellaria di Bologna e’ diventato centro di riferimento regionale anche per il tumore dell’ipofisi.

La ‘Pituitary unit’ nata all’Istituto delle scienze neurologiche e’ stata presentata oggi al Bellaria relais alla presenza dell’assessore regionale alla Sanita’, Sergio Venturi, della numero uno dell’Ausl Chiara Gibertoni, del direttore facente funzione dell’Isnb, Pietro Cortelli, e del direttore del Dipartimento di scienze biomediche dell’Alma Mater di Bologna, Raffaele Lodi.

“Siamo i primi in Italia di questo livello- rivendica Venturi- con la modalita’ giusta di integrazione dei medici. Ora sono obbligati a diventare i migliori”. Per Gibertoni, quello dato oggi dalla Regione “e’ un riconoscimento importante”. La speranza e’ che seguano adeguati “finanziamenti per lo sviluppo futuro del centro”.

E Venturi lancia la provocazione. “Se la Regione dara’ dei soldi, saranno finalizzati solo all’assunzione di giovani”. Secondo l’assessore regionale, infatti, “dobbiamo cominciare a riempire ospedali e centri di ricerca di giovani”. E aggiunge: “Trovo stucchevole il dibattito sulla fuga dei cervelli. E’ giusto che i giovani vadano all’estero, e’ una delle cose positive della globalizzazione. Ma visto che anche noi abbiamo delle eccellenze, io vorrei che non ci siano solo giovani italiani. E vorrei contaminare con un po’ di trentenni” i centri di ricerca.

Nello stesso solco si inserisce Lodi, che parla dell’intenzione di aprire una nuova scuola di specializzazione per neurochirurghi a I tumori dell’ipofisi, la ghiandola alla base del cranio che controlla gli ormoni di tutto l’organismo, sono rari e nella maggior parte dei casi di natura benigna.

Possono pero’ dare disturbi come variazioni del peso, problemi alla vista e cefalea. Il tipo di tumore piu’ frequente e’ l’adenoma ipofisario, di cui si contano ogni anno due-quattro nuovi casi ogni 100.000 abitanti. Una diagnosi difficile da fare’.

Al Bellaria si e’ dunque costuito un team che va dal neurochirurgo all’otorinolaringoiatra, dall’endocrinologo al patologo, oltre ad anestesista, radioterapista e infermieri. L’equipe e’ diventata nel tempo un’eccellenza anche grazie a una tecnica chirurgica all’avanguardia. I tumori dell’ipofisi sono operati per via endoscopica, attraverso il naso, con tecnologia in 3D e ad alta definizione.

Rispetto alla tecnica tradizionale, la chirurgia endoscopica garantisce una rimozione del tumore piu’ accurata, tanto che la percentuale di casi di recidiva e’ attorno al 2% e il tasso di mortalita’ e’ pari a zero. La tecnica non prevede l’incisione della narice, non lascia cicatrici sul volto e non interviene direttamente sul cranio, riducendo cosi’ rischi, complicazioni e dolore post-operatorio. Inoltre viene favorito un recupero rapido da parte del paziente, che in media viene dimesso tre giorni dopo l’intervento. Il centro del Bellaria e’ uno dei primi tre in Italia per la diagnosi e la cura del tumore all’ipofisi. Attivo dal 1998, ha operato piu’ di 1.700 pazienti, con oltre 120 interventi l’anno, la meta’ dei quali provenienti da tutta Italia. L’80% degli interventi ha riguardato la rimozione di adenomi ipofisari. L’eta’ media dei pazienti, in prevalenza donna, si aggira tra i 30 e 50 anni. (San/ Dire)

 

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