Cyberbullismo. Ricerca sociologica nelle scuole

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bullying-679274_960_720-720x480“Ho voluto con molta tenacia l’approvazione della legge regionale sul bullismo e sul cyberbullismo, siamo stati la Regione che ha preceduto tutte le altre nell’approvarla, poi ha fatto seguito una norma nazionale. Ora un nuovo impegno che ci vede capofila con Lazio e Lombardia”.

La presidente del Consiglio regionale della Campania, Rosa D’Amelio, presenta cosi’ la convenzione firmata stamattina nella sala Nassiryia del Consiglio con cui il Corecom della Campania affida all’universita’ degli studi di Napoli Federico II una ricerca nelle scuole della Regione. Saranno coinvolti gli studenti di eta’ compresa tra gli 11 e i 18 anni e lo studio intende indagare i loro rapporti con i media e i nuovi media per esplorare i comportamenti online dei ragazzi rispetto alla tutela della privacy e all’uso dei dati personali, il cyberbullismo, il revenge sexting e altre forme di diffamazione online. La ricerca, coordinata dal docente Lello Savonardo, si inquadra nell’ambito di un accordo sinergico intercorso anche con i Corecom del Lazio e della Lombardia e con le universita’ La Sapienza di Roma e Cattolica di Milano, che consentira’ la comparazione finale dei dati e la possibilita’ di pervenire ad un risultato di scenario nazionale.

I risultati della ricerca saranno presentati a novembre alla Camera dei Deputati. “Siamo l’unica Regione del Sud che in sinergia con altre del centro e del Nord lavora su queste tematiche, coinvolgendo gli studenti e i ricercatori del dipartimento di Sociologia. 2512997167_0b7de2056b_o-720x480

Con questa iniziativa – commenta D’Amelio – rendiamo partecipi tutte le scuole della Campania, arrivando anche nel paesino piu’ piccolo o nella periferia piu’ degradata del territorio”. Lo studio avra’ un approccio di tipo quantitativo “e infatti faremo una ricerca su base nazionale con delle interviste classiche che seguono un questionario, d’accordo con i colleghi che opereranno nel Lazio nella Lombardia – spiega Enrica Amaturo, direttore del dipartimento di Scienze Sociali dell’Universita’ Federico II di Napoli -.

La seconda fase prevede dei focus group in cui incontreremo i ragazzi in piccoli gruppi e questo facilitera’ la discussione con loro. I ragazzi potranno aprirsi liberamente e noi monitoreremo le loro risposte sui comportamenti che seguono sul web. Questo – aggiunge – ci sembra particolarmente importante perche’ internet e’ il principale strumento di comunicazione dei nostri giovani che sicuramente, rispetto ad altri media piu’ tradizionali, lo utilizzano in un modo talmente tanto naturale che e’ stata coniata l’espressione di nativi digitali”. (Nac/ Dire)

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