Foto e selfie in corsia, Ministero sollecita intervento Ordini

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(Adnkronos) Stop a foto e selfie in corsia o in sala operatoria. A sollevare il problema è una comunicazione della ‘Direzione generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del Ssn’ del ministero della Salute, inviata a fine marzo alla Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici) e alle Federazioni Nazionale dei Collegi Ipasvi, dei collegi delle Ostetriche e dei collegi Tsrm (Tecnici sanitari di radiologia medica).

“Sono ormai frequenti le notizie di stampa che segnalano il dilagare del fenomeno della pubblicazione di fotografie e selfies sui social network scattate da parte dei professionisti sanitari durante l’esercizio dell’attività lavorativa”, si legge nella circolare in possesso dell’Adnkronos Salute, firmata dal direttore generale Rossana Ugenti.

Foto e selfie che talvolta rischiano di sfociare “nella violazione della privacy del paziente“. Un problema “da tempo all’attenzione” del ministero, che in alcuni casi si è attivato chiedendo chiarimenti su fatti accaduti agli Ordini e ai Collegi interessati. Quello sanitario è un “ambito delicato”, ricorda il dicastero guidato da Beatrice Lorenzin, in cui simili comportamenti “mettono a rischio il rispetto della privacy del paziente, compromettendo l’immagine degli stessi sanitari”. Incidendo sulla fiducia tra pazienti e sistema sanitario. Insomma, il ministero sollecita a una riflessione in materia e sottolinea l’importanza di “contrastare siffatti avvenimenti”, chiedendo ai destinatari della comunicazione di “farsi paerte attiva attraverso l’invio di specifiche raccomandazioni agli Ordini e Collegi professionali nelle quali si evidenzi la problematica sopra esposta e si sottolinei la necessità del rispetto dell’etica professionale”.

La comunicazione del Ministero è stata recepita dalla Federazione Nazionale Collegi che ha inviato ai Collegi Provinciali una circolare con la quale “si rammenta che l’infermiere è tenuto a rispettare la normativa di cui al D.Lvo 196/20013 relativa al Codice in materia dei dati personali (Privacy). Si sottolinea altresì che il Codice deontologico dell’infermiere, in vari articoli, dispone il rispetto dei diritti del paziente anche in quanto persona con particolare riferimento alla tutela della riservatezza e della dignità dell’individuo“.

 

Fonte: http://www.adnkronos.com/salute

 

La lettera del Ministero

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